Le Borse europee chiudono la seduta in ordine sparso, confermando la cautela già osservata nel corso della giornata, nonostante i nuovi record registrati a Tokyo in scia alle possibili elezioni anticipate in Giappone. Francoforte +0,09%, Madrid +0,11%, Parigi -0,12% e Londra -0,05%. Piazza Affari fatica a tenere il passo e il Ftse Mib cede lo 0,45%, a 45.524,17 punti. Dagli Usa è arrivato il dato più atteso della settimana: quello sull’inflazione, rimasta stabile al 2,7% nel mese di dicembre (+0,3% mensile), mentre l’indice core si è attestato al 2,6% su base annua (+0,2% mensile), in entrambi i casi in linea con le attese.
Nel frattempo continuano le turbolenze innescate ieri dall’indagine penale aperta dal dipartimento di giustizia Usa sul presidente Jerome Powell, con i banchieri centrali di tutto il mondo che si schierano in sua difesa: “Siamo in piena solidarietà con il Sistema della Federal Reserve e con il suo presidente Jerome H. Powell. L’indipendenza delle banche centrali è una pietra angolare della stabilità dei prezzi, finanziaria ed economica nell’interesse dei cittadini che serviamo”, recita un comunicato firmato, tra gli altri, da Christine Lagarde presidente della Banca centrale europea, a nome del Consiglio direttivo della Bce; Andrew Bailey, governatore della Bank of England e Tiff Macklem, governatore della Bank of Canada.
Sullo sfondo torna lo spettro dei dazi, con il presidente Usa Donald Trump che ha annunciato tariffe al 25% per tutti i partner commerciali dell’Iran.
A Piazza Affari il titolo migliore è Saipem, seguito a ruota da Tenaris e Eni. Toniche le banche, con Mps sugli scudi mentre gli investitori si interrogano sul futuro dell’istituto senese e in particolare su un possibile interesse da parte di Unicredit alla quota di Delfin. Bene anche Mediobanca e Banco Bpm dopo il via libera della Bce a Crédit Agricole per salire sopra il 20% del capitale. In rosso Buzzi, Fincantieri, Nexi e Stellantis.
A Wall Street è partita la stagione delle trimestrali, con JP Morgan che nel quarto trimestre ha registrato utili in calo del 7% e ricavi in crescita della stessa percentuale. Intel e Amd, hanno registrato variazioni positive in risposta agli upgrade degli analisti.
Gli altri mercati: sul valutario, l’euro si è mantenuto stabile intorno a 1,162 dollari, mentre il petrolio ha continuato a salire sulle tensioni geopolitiche e gli annunci sui dazi. Anche il gas ad Amsterdam ha superato i 31 euro al megawattora, mentre oro e argento riprendono la corsa ai massimi storici: l’oro spot a 4.634,58 dollari l’oncia, il future a 4.643, e l’argento a 89,13 dollari, sostenuti dalle incertezze interne agli Stati Uniti e dalle tensioni internazionali.