Condividi

Educazione ambientale: Hera coinvolge 100.000 studenti

Per rispondere all’emergenza, la multiutility emiliana ha ripensato i percorsi in modalità digitale: oltre 66 mila alunni, dai 4 ai 13 anni, hanno svolto le attività a distanza e 6.000 sono state le visualizzazioni delle lezioni virtuali dedicate ai ragazzi delle superiori.

Educazione ambientale: Hera coinvolge 100.000 studenti

Si è appena concluso un anno scolastico molto particolare, che ha messo tutto il mondo della scuola di fronte a una sfida impegnativa. A sostegno delle attività ci si è messa anche la multiutility bolognese Hera, presente nelle scuole di ogni ordine e grado ormai da oltre 10 anni con i progetti gratuiti di educazione ambientale e divulgazione scientifica, nei quali sono coinvolte oltre 4.500 classi e 1.100 scuole dell’Emilia-Romagna, con oltre 100.000 studenti, che anche quest’anno avevano scelto di seguire le attività.  

La multiutility, così, ha ripensato i propri progetti in modalità digitale e nell’ottica della didattica a distanza, con attenzione alle diverse necessità degli istituti scolastici, mettendo quindi a disposizione varie soluzioni e modalità di fruizione delle attività garantendone la massima adattabilità con lezioni in diretta e materiali digitali per i docenti online e offline. Questo ha permesso, nel complesso, a quasi tutte le classi che avevano aderito di portare a termine le attività come da programma.  

Diverse le modalità di fruizione del progetto La Grande Macchina del Mondo in linea con le indicazioni del MIUR per la didattica a distanza: le attività scelte per l’anno scolastico 2019/2020 da oltre 3.600 classi, sono state svolte in modalità digitale da 66.400 studenti di oltre 3.100 classi, a cui si aggiungono i quasi 7.000 studenti che le avevano già svolte in presenza fino alla chiusura degli istituti scolastici dovuta all’emergenza sanitaria.  

Massima flessibilità, ecco la parola d’ordine delle proposte di Hera per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Sono stati 12, infatti, i percorsi appositamente ripensati per il digitale, che hanno mantenuto l’interattività, la differenziazione in base all’età degli studenti e naturalmente il focus sui temi cardine del progetto: rifiuti, acqua ed energia. I docenti hanno potuto scegliere tra videolezioni in diretta, con la creazione di vere e proprie aule virtuali, disponibili su diverse piattaforme, o videolezioni e materiali digitali fruibili in autonomia. Infatti, per superare le eventuali difficoltà dei collegamenti in diretta con gli educatori, agli  insegnanti è stata data la possibilità di richiedere in alternativa un kit di materiali didattici digitali sul tema scelto, da utilizzare per sviluppare il modulo, nei tempi e con le dotazioni informatiche a loro più comode.  

Non si è fermato neanche un pozzo di scienza, il progetto di divulgazione scientifica ed educazione ambientale dedicato agli istituti superiori. Al contrario si è mostrato resiliente, proprio come il tema filo conduttore scelto per questa edizione 2020, “Ri-Adattiamoci”. Quasi 9.000 studenti hanno partecipato alle 120 attività in aula nel mese di febbraio. Poi docenti e ragazzi sono stati affiancati dalla multiutility con un percorso appositamente ripensato in modalità digitale e a distanza nella sezione del sito dedicata alle aule virtuali. 

Le classi, così, nonostante l’emergenza hanno potuto svolgere tre laboratori pratici sulla durata dei materiali nell’ambiente, sui consumi energetici e sul funzionamento dei pannelli fotovoltaici, sulla qualità e analisi dell’acqua. Nove le videoconferenze scientifiche online con esperti su temi come l’agroecologia, la plastica, il cambiamento climatico, la disponibilità di acqua potabile, le città resilienti, moderate dai divulgatori scientifici: in soli due mesi sono state quasi 6.000 le visualizzazioni complessive della sezione aule virtuali.  

Commenta