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Golf, Ryder Cup: Molinari e Tiger si scontrano a Parigi

Si comincia oggi alle 17, a Le Golf National, a Saint-Quentin-en-Yvelines (un sobborgo vicino a Versailles) con la cerimonia di apertura – In campo si scende invece domani dalle 8 alle 19

Golf, Ryder Cup: Molinari e Tiger si scontrano a Parigi

Metti tre giorni a Parigi, il sole, l’aria fresca e una carrellata di star internazionali che si battono all’ultimo sangue per la gloria. Aggiungi un tifo da stadio, un numero impressionante di spettatori e una quantità ciclopica di telespettatori. Condisci con Francesco Molinari e Tiger Woods, Rory McIlroy e Jordan Spieth, Sergio Garcia e Phil Mickelson, Justin Rose e Bubba Watson, Jon Rham e Bryson Dechambeau. Miscela bene e avrai la Ryder Cup 2018, edizione 42, un evento planetario che vede contrapporsi i migliori professionisti di golf europei e quelli americani in una delle città più belle del mondo. La Ryder si gioca solo ogni due anni ed è il momento più atteso dal golf. Nel 2020 si tornerà negli Usa e nel 2022 si approderà a Roma dove potrebbe arrivare come ospite d’onore persino Mario Draghi, che dispone di sacca e palline e che, per quell’epoca, sarà libero dagli impegni della Bce.

Per quest’edizione intanto si comincia ufficialmente oggi alle 17, a Le Golf National, a Saint-Quentin-en-Yvelines (un sobborgo vicino a Versailles) con la cerimonia di apertura. In campo si scende invece domani dalle 8 alle 19. Lo stesso accadrà sabato e domenica, per un totale di 28 sfide match play, 16 gare di doppio (formula fourball e foursome) e 12 incontri singoli.

I capitani Thomas Bjorn, per l’Europa e Jim Furyk per gli Usa stanno affinando le loro strategie e fra poche ore riveleranno i primi abbinamenti. L’alchimia non è facile, perché il golf è uno sport individuale e giocatori, rivali fino a ieri, domani saranno compagni di gioco. Sono dodici solisti per ogni continente costretti a un’esecuzione corale. Gli europei riescono sempre meglio in questa miscela e sanno sfoderare una capacità di fare squadra invidiabile, uno spirito di gruppo che li ha portati a una vittoria indimenticabile come quella di Medinah nel 2012. Anche allora, come oggi, c’era Francesco Molinari, che è alla sua terza presenza in Ryder. Quella fu anche l’ultima volta di Tiger, che nel 12esimo incontro, proprio a Francesco, concesse una palla per la vittoria europea.

Molta acqua è passata sotto i ponti eppure loro sono ancora lì a dominare la scena mondiale. Chicco è leader del tour europeo, che finirà in novembre. Tiger, dopo una discesa all’inferno e 4 operazioni alla schiena, è tornato sulla breccia la settimana scorsa, con la vittoria nel Tour Championship e il secondo posto in FedexCup. A prevalere nel campionato Usa è stato Justin Rose, con un secondo colpo magistrale alla 72esima buca che gli è valso il maxi-bonus da dieci milioni di dollari.

Per la prima volta nella storia della Ryder sono presenti tutti i primi dieci giocatori dell’ordine di merito mondiale.

Il team europeo è formato da: Molinari, Rose, McIlroy, Garcia, Rahm, Paul Casey, Tyrrell Hatton, Alex Noren, Thorbjorn Olesen, Ian Poulter, Henirk Stenson. Il team Usa comprende: Woods, Mickelson, Sipeth, Dechambeau, Watson, Tony Finau, Rickie Fowler, Dustin Johnson, Brooks Koepka, Patrick Reed, Webb Simpson, Justin Thomas.

Per conquistare l’abita coppa, unico premio in palio, i capitani si avvalgono dell’aiuto di un nutrito gruppo di vice capitani. Gli azzurro-stellati possono contare sugli inglesi Lee Westwood e Luke Donald, sull’irlandese Padraig Harrington, sullo svedese Robert Karlsson e il nordirlandese Graeme McDowell. Gli Usa su Zach Johnson, Matt Kuchar, David Duval, Davis Love III e Steve Stricker.

Ogni squadra vuole vincere, ma deve fare i conti anche con i risultati conseguiti fin qui: l’Europa deve riscattare la pesante sconfitta (17-11) subita all’Hazeltine National GC di Chaska nel 2016 e gli Stati Uniti devono rimediare 25 anni d’insuccessi sul continente europeo.

Thomas Bjorn garantisce: “Non abbiamo paura di nessuno. In campo non scendono dodici individui, ma una squadra compatta. E questa è la nostra forza”. Jim Furyk ribatte: “Non devo motivare i miei giocatori, sanno perfettamente che non vincono in Europa dal 1993, ma contiamo su Tiger. Sono contento che abbia vinto, sarà carico. Ha fatto una grande stagione ed è una gran bella notizia per noi. Averlo in campo dà grande fiducia a tutti”.

Gli spettatori attesi sono 270mila e l’aplomb britannico non è garantito. La Ryder Cup infatti è l’unica manifestazione golfistica dove l’etichetta non conta, perché le emozioni sono troppo forti. Non solo il pubblico è più libero, anche i giocatori si lasciano andare a comportamenti inusuali, il campanilismo infatti è esasperato. La Ryder libera il lato folle di questo sport, dove altrimenti disciplina, fair play, autocontrollo e concentrazione sono le caratteristiche dominanti.

Se non si può andare a Parigi, per seguire la gara si può restare incollati davanti alla Tv per tre giorni senza mai annoiarsi: Sky sport garantisce una copertura in diretta totale e commenti in studio.

Sarà una grande festa, con una sola nota molto triste: l’omicidio di Celia Barquin Arozamena, la giovane dilettante spagnola (campionessa europea in carica) uccisa pochi giorni fa da un coetaneo ad Ames, negli Stati Uniti, mentre si allenava al mattino. È una tragedia ingiusta e inspiegabile che ha rattristato tutto il mondo del golf. Per ricordare questa splendida ragazza il team europeo porterà un nastrino giallo sulla divisa.

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