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Starship, o lançamento que pode fazer história: 26 satélites Starlink V3 liberados em órbita e a SpaceX comemora no mercado de ações.

Os 26 satélites de terceira geração agora precisam concluir as verificações em órbita e começarão a atender os clientes dentro de algumas semanas. Segunda-feira, 28 de setembro, marcou o primeiro voo orbital da Starship e o primeiro a entregar uma carga útil real em órbita.

Starship, o lançamento que pode fazer história: 26 satélites Starlink V3 liberados em órbita e a SpaceX comemora no mercado de ações.

Il quattordicesimo lancio nello spazio di Starship, lo scorso lunedì 28 settembre, ha segnato un traguardo storico per SpaceX: il mega-razzo ha raggiunto l’orbita terrestre per la prima volta in assoluto. Nei 13 test precedenti, il vettore più grande e potente mai costruito si era limitato a traiettorie suborbitali. Questo però non era un volo come gli altri: per la prima volta SpaceX aveva l’obiettivo di non fare solo un salto suborbitale, ma di completare sei giri intorno alla Terra e soprattutto di rilasciare 26 satelliti Starlink V3 di terza generazione. Ed è proprio la presenza di quel carico a trasformare questo test da esperimento ingegneristico a inizio di una fase commerciale.

È stato un successo?

Sì, anche se non al 100%. È stato il primo volo orbitale di Starship e il primo a portare in orbita un carico utile vero, ma durante la salita uno dei 33 motori Raptor del Super Heavy si è spento, poi anche un motore del secondo stadio ha avuto problemi. SpaceX ha compensato facendo lavorare più a lungo gli altri motori. Il controllo missione ha inizialmente annunciato di non voler tentare l’inserimento in orbita, poi dopo circa ventidue minuti ha ribaltato la decisione e ha riacceso un motore per entrare stabilmente a circa 275 km di quota.

Nonostante l’anomalia, la nave ha aperto il portello a fessura, quello che gli ingegneri chiamano distributore Pez, e ha rilasciato 26 satelliti Starlink V3, uno dopo l’altro. Tutti hanno risposto ai contatti laser e via terra. Il piano originale prevedeva sei orbite in circa dieci ore, ma per prudenza la permanenza è stata accorciata e la nave è stata riportata giù con un ammaraggio controllato nel Pacifico settentrionale. Anche il Super Heavy è rientrato nel Golfo del Messico. Per SpaceX l’esito ufficiale è riuscito per entrambi gli ammaraggi.

Perché era così importante?

Nei tredici voli precedenti Starship aveva volato solo su traiettorie suborbitali, per testare separazione, scudo termico e motori. Flight 13 a luglio aveva già rilasciato 20 V3, ma erano destinati a rientrare subito. Questo volo doveva dimostrare tre cose insieme: raggiungere l’orbita, lavorare nello spazio e uscirne in modo controllato. Senza questa prova Starship restava un prototipo gigante. Con questa prova diventa un sistema orbitale. È il passaggio che può portarla da prototipo a macchina operativa.

È importante anche per la licenza. La Federal Aviation Administration (FAA) ha dovuto aggiornare l’autorizzazione distinguendo tra voli orbitali e suborbitali, con obbligo di rientro in acqua ad almeno 50 miglia dalla costa e responsabilità economica fino a 500 milioni di dollari in caso di danni.

Cosa prevede ora la missione?

I 26 satelliti V3 ora devono completare i controlli in orbita e alzare la quota con i loro propulsori fino all’orbita operativa, poi inizieranno a servire clienti nel giro di qualche settimana. A differenza dei V2, ogni V3 pesa circa due tonnellate e gestisce circa 1 terabit al secondo in download e 160 gigabit in upload, dieci volte il download dei predecessori.

La missione di Flight 14 si è chiusa con lo splashdown, ma il programma prevede sei giri completi nelle prossime missioni e il test del rifornimento orbitale, passaggio chiave per Artemis. La NASA ha scelto una versione modificata di Starship come lander umano e prevede per il 2027 una dimostrazione in orbita terrestre.

Cosa cambia dopo questo lancio?

Cambia la logistica dello spazio. I V3 sono troppo grandi per il Falcon 9. Una Starship a pieno carico può portarne fino a 60 in un solo lancio, circa venti volte la capacità di un Falcon 9 con i V2. Questo significa che Starlink non dipende più dal vecchio razzo per crescere. Cambia anche l’economia dell’accesso allo spazio: l’idea radicale di Musk è rendere riutilizzabili sia Super Heavy sia Ship e ridurre drasticamente il costo per chilogrammo. Se funziona su larga scala, cambierebbe l’economia stessa dell’accesso allo spazio.

Il prossimo step è la piena riutilizzabilità: finora il recupero era solo in acqua, la licenza di Flight 14 non autorizzava il rientro sulla torre. Il recupero con i bracci Mechazilla a Starbase richiederà una nuova autorizzazione.

Quanto guadagna SpaceX in Borsa dopo il successo del lancio?

SpaceX non guadagna dal singolo lancio, guadagna da cosa quel lancio rende possibile. Nel secondo trimestre 2026 ha riportato 7,8 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 92%, con una perdita netta di 541 milioni. L’unità lancio da sola ha generato 962 milioni ma ha perso 542 milioni mentre sviluppa Starship.

Il vero moltiplicatore è Starlink. Gli analisti stimano che il lancio dei nuovi V3 equivalga a centinaia di milioni di dollari di nuovi ricavi previsti per Starlink. Ogni satellite V3 aggiunge capacità vendibile, e un carico completo di Starship aggiungerebbe quasi 1 miliardo di dollari di ricavi ricorrenti.

Para este il mercato valuta SpaceX a circa 1.500 miliardi di dollari. Anche se il titolo è sceso dello 0,93% subito dopo l’ammaraggio, la scommessa resta la stessa: se Starship volerà ripetutamente, SpaceX potrà lanciare a costi molto più bassi. 

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