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Iliad, volano utenti e ricavi. Vodafone migliora guidance

Il più giovane degli operatori italiani continua a crescere, Vodafone vede al rialzo la guidance. Ma negli ultimi anni il settore ha subito una battuta d’arresto. Per il Ceo Nick Read di Vodafone la soluzione potrebbe essere il consolidamento con altri partner europei

Iliad, volano utenti e ricavi. Vodafone migliora guidance

Iliad batte di nuovo il suo record. Il quarto operato mobile italiano supera gli 8 milioni di clienti contro i 7,82 milioni di giugno. Solo nel terzo trimestre del 2021 ha acquisito oltre 345mila clienti, con una quota di mercato pari al 10,5%. Cresce anche il fatturato, guardando solo il mercato italiano, che si attesta intorno ai 207 milioni di euro, in aumento del 20,9% rispetto al 2020. Nei nove mesi dell’anno, Iliad ha raggiunto quota 590 milioni, con una crescita del 22,1%. A trainare la crescita le performance positive di Iliad in Italia e in Francia, insieme al consolidamento di Play in Polonia grazie all’acquisizione conclusa tramite OPA e la successiva procedura di squeeze-out.

A livello di Gruppo, il fatturato arriva quasi ai 2 miliardi (1,91) con una crescita del 34,6% rispetto all’anno precedente. Mentre nei primi nove mesi la crescita è del 34%, per 5,63 miliardi di euro. La società francese arriva a superare i 40 milioni di utenti in tutta Europa, di cui 33,7 milioni di utenti mobile e 7,1 milioni di utenti per i servizi di rete fissa

Per quanto riguarda la rete distributiva, in Italia, Iliad dispone di 23 Flagship Store, oltre 1.500 Simbox diffuse presso gli Iliad Corner e la grande distribuzione, oltre 450 Iliad Point e oltre 2.000 punti Iliad Express presso supermercati, librerie e grande distribuzione.

Inoltre, l’operatore non intende rinunciare a lanciare i suoi servizi di rete fissa dopo lo slittamento annunciato nei mesi scorsi.

Dall’altro lato, Vodafone ha registrato ricavi pari a 22,48 miliardi di euro nel primo semestre dell’anno (+5%), guidati al rialzo dai ricavi dei servizi (+2,8% a 19,1 miliardi con una piccola contrazione in Italia e Spagna). Mentre l’Ebitda rettificato, dopo i contratti di noleggio, è cresciuto del 6,5%, pari a 7,6 miliradi di euro contro i 7 miliardi della prima metà dell’anno fiscale 2021. Mentre gli utili di periodo calano, passando da 1,5 miliardi di euro del 2020 a 1,3 miliardi. 

In calo anche il risultato operativo che si attesta a 2,6 miliardi (-21,9%). Ma come fa sapere il gruppo brittanico, nel confronto con lo scorso anno bisogna tenere presente il guadagno di 1 miliardo derivante dall’operazione che aveva riguardato Vodafone Australia.

Vodafone ha rivisto al rialzo la guidance per l’intero esercizio. Con l’Ebitdaal rettificato per il l’anno fiscale 2022 tra 15,2-15,4 miliardi di euro, mentre le stime per il free cash flow rettificato sono state aumentate ad almeno 5,3 miliardi di euro (contro una previsione precedente di almeno 5,2 miliardi di euro).

Ma il settore delle telecomunicazioni, per quanto fiorente si possa pensare, sta vivendo una battuta d’arresto negli ultimi anni e per una volta non è colpa della pandemia. Secondo un’indagine dell’Area Studi di Mediobanca, tra il 2016 e il 2020 i ricavi delle telco sono diminuiti del 2,7%, con la rete mobile in maggior affanno su quella fissa. In Italia nel primo semestre del 2021 il calo del fatturato nei servizi mobili è concentrato nei primi operatori (Tim, Wind Tre e Vodafone) con un calo cumulato pari a 420 milioni di euro. Mentre continua la crescita di Iliad e Fastweb.

Tra i principali imputati, la guerra dei prezzi e la necessità di nuovi investimenti per la fibra ottica che si scontra con un altro problema caratteristico del nostro Paese: la burocrazia. La realizzazione di un impianto o di un’infrastruttura a banda ultralarga è soggetta a un iter autorizzativo abbastanza lungo e complesso. Inoltre, per gli operatori essere competitivi sui prezzi potrebbe non essere sostenibile a lungo termine, dato che potrebbero veder diminuire i propri investitori (soprattutto quelli stranieri) per settori più remunerativi. 

In questo contesto, qual è la soluzione? Secondo il Ceo dell’operatore inglese, Nick Read, solo le fusioni possono ribaltare la situazione. L’unione tra più player sul mercato europeo consentirebbe di invertire il trend negativo degli ultimi anni con un ritorno di capitale sul mercato europeo.

Secondo alcune indiscrezioni, nel mirino dell’operatore ci potrebbe essere una fusione con la rivale Tre nel Regno Unito, che già nel 2016 si è vista bocciare la proposta di una fusione con O2, proprietà di Virgin Media.

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