Le tensioni sui mercati sembrano attenuarsi stamane, di pari passo con un modesto calo del prezzo del petrolio grazie a spiragli di accordi tra AS dan Iran, mentre viene sottolineata la mancanza di annunci concreti dall’incontro tra Trump dan Xi Jinping. Ma gli investitori sono preoccupati soprattutto per i livelli raggiunti dai imbal hasil obligasi pemerintah che finiranno per impattare anche sui costi dei finanziamenti di imprese e famiglie. La Norges Bank norvegese ha sorpreso tutti con un aumento dei tassi. In Asia, per lo più chiusa per festività, il Nikkei giapponese è in rialzo.
Il Brent è sceso dello 0,8% a circa 105,70 dollari al barile, dopo un’impennata di oltre il 7% nelle due sessioni precedenti. I negoziatori statunitensi e iraniani hanno esplorato un accordo graduale che prevederebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran e la revoca del blocco dei porti iraniani da parte di Washington. Continua a rafforzarsi il dollaro, mentre l’euro è ai minimo di due mesi.
I rendimenti dei titoli di stato segnano livelli pluridecennali
Le pressioni sul mercato obbligazionario sembrano attenuarsi stamane ma il tracciato è ancora preoccupante. Il rendimento del titolo di riferimento statunitense a 10 tahun, dopo aver infranto la barriera del 5% ha continuato a salire, raggiungendo un nuovo massimo degli ultimi 19 anni al 5,2251% durante la notte, per poi ripiegare a 5,19% in Asia. Si tratta comunque di un aumento di quasi 20 punti base in due giorni, un movimento simile a quello che si è visto l’ultima volta quando i dazi imposti da Trump in occasione del “Liberation Day” hanno mandato i mercati in tilt. Questa volta, però, non si nota alcun fattore scatenante di questo tipo.
Il mercato obbligazionario a lunghissimo termine ha fatto ancora di più. I rendimenti tiga puluh tahun sono balzati di 16 punti base al 5,5016%, il livello più alto dal 2004. Quando il Segretario del Tesoro Bessent intervenne un mese fa con riacquisti era per difendere il livello del 5,3%. L’ultimo riacquisto di titoli, avvenuto nella notte, si è rivelato un fiasco, raggiungendo solo 4 miliardi di dollari dei 6 miliardi previsti.
Il movimento ha contagiato gli altri mercati nel mondo. In Asia i rendimenti dei Obligasi pemerintah Jepang sono schizzati a livelli che non si vedevano dal 1996 e i rendimenti dei titoli decennali australiani sono sul punto di raggiungere un nuovo massimo degli ultimi 15 anni. E le conseguenze si faranno presto sentire. I governi devono affrontare costi di indebitamento più elevati per finanziare i loro deficit crescenti, i giganti dell’IA devono giustificare i loro piani di spesa sempre più ingenti e le famiglie si trovano a fronteggiare costi ipotecari più alti, con conseguente aumento del prezzo di acquisto di una casa.
L’aumento dei rendimenti finirà per portare un’inasprimento della politica monetaria. Per ora i future continuano a prezzare una probabilità del 70% di un ulteriore aumento dei tassi da parte della Federal Reserve il mese prossimo. Intanto la Norges Bank norvegese ha sorpreso tutti con un kenaikan tarif dan Riksbank Swedia ha segnalato che probabilmente seguirà l’esempio entro la fine dell’anno.
Dal vertice Usa-Cina molto fumo, poco arrosto
Mentre le attese erano elevatissime, i mercati sono delusi dal fatto che, finora, hanno rilevato molto fumo ma poco arristo. “Io e il presidente Trump abbiamo avuto scambi sinceri e approfonditi, raggiungendo un’intesa comune su molte questioni. Ciò ha arricchito di nuovi contenuti la relazione costruttiva e stabilitas strategis tra Cina e Stati Uniti, fornendo al contempo un orientasi baru per le nostre relazioni”. Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping, parlando alla cena di stato in suo onore alla Casa Bianca. “Cina e Usa devono agire come grandi potenze responsabili: rispondere alle aspettative dei rispettivi popoli, stare al passo con i tempi ed esplorare un nuovo modello di convivenza tra grandi nazioni”, ha aggiunto.
Xi Jinping ha anche caldeggiato alla sua controparte americana il sostegno al ritorno di Stati Uniti e Iran “ai termini del memorandum d’intesa” firmato a giugno che prevedeva la cessazione delle ostilità, la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale Usa, avviando al contempo negoziati per una pace più duratura. Lo riferisce l’agenzia statale cinese Xinhua.
Wall Street ieri per lo più in calo. Contrastate le azioni dell’AI
Ieri l’S&P 500 ha chiuso in lieve ribasso poiché l’incertezza sul Medio Oriente ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio verso i 107 dollari e i rendimenti dei titoli del Tesoro ai massimi dal 2007. S&P 500 ha chiuso a -0,02%, Nasdaq a +0,01%, Dow a -0,31%.
L’indice S&P 500 e il Nasdaq hanno recuperato terreno dai minimi di seduta dopo che Reuters ha riportato che i negoziatori statunitensi e iraniani stavano valutando una via graduale per l’uscita dalla guerra, che prevederebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran e la revoca del blocco economico imposto da Washington all’Iran.
Le megacap dell’IA hanno avuto reazioni contrastanti. Microsoft ha chiuso in calo dello 0,5% e Broadcom sebesar 1,3%, sedangkan Advanced Micro Devices naik 2,4%. Platform Meta è salita del 4,5%, un giorno dopo che la società di social media ha presentato un piccolo dispositivo portatile da utilizzare con il suo assistente AI lanciato di recente.
Asia per lo più chiusa per festività. Tokyo sale dell’1,2%. Perde forza l’euro
Con l’attenuazione delle tensioni l’indice azionario Msci Asia Pacific è aumentato dello 0,3%, con il Jepang in testa ai rialzi con un +1,2%, mentre i mercati di Corea del Sud, Taiwan e Cina continentale sono chiusi per festività. L’indice Hang Seng di Hong Kong è in calo dell’1%.
Lo yen si è rafforzato rispetto al dollaro dopo che il ministro delle Finanze Satsuki Katayama ha commentato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump condivideva le preoccupazioni per la debolezza della valuta giapponese. La valuta ha guadagnato lo 0,3%, attestandosi a 158,40 per dollaro. Il dolar si avviava a registrare i primi guadagni settimanali consecutivi in oltre tre mesi, grazie all’aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro e alle crescenti aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve, mantenendo il biglietto verde vicino ai massimi plurimensili. La forza del dollaro ha spinto l’euro al minimo degli ultimi due mesi, a 1,1370 dollari, avviandolo verso la terza settimana consecutiva di ribasso, la peggiore serie negativa dalla fine del 2025. La GBP si è attestata vicino al minimo degli ultimi tre mesi, a 1,3220 dollari, e si avviava a registrare la sua peggiore performance settimanale degli ultimi quattro mesi. L'emas si è mantenuto intorno ai 4.270 dollari l’oncia.
Le borse europee sono attese aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a Fincantieri, Leonardo, Stellantis
Le borse europee sono indicate aprire in lieve calo stamane, sulla base dei futures sull’Eurostoxx 50 che quotano +0,9%
Avio. Advent International ha chiuso la sottoscrizione dell’aumento di capitale riservato per 109,4 milioni e raggiunge quota del 6,54%, diventando il secondo socio.
Bank Bpm. Secondo i media, l’iniziativa congiunta da parte di Unicredit-Crédit Agricole è un’ipotesi, ma non è stato deciso nulla.
Eni. Hsbc ha alzato il target price a 25,50 euro, dai 24 euro precedenti. Giudizio Hold confermato
Erg. Ha firmato con Glencore un Power Purchase Agreement per la fornitura di oltre 800 GWh in Polonia.
Fincantieri /Leonardo. Orizzonte Sistemi Navali (Fincantieri 51%, Leonardo 49%) ha firmato con OCCAR un contratto del valore complessivo di circa 3,7 miliardi di euro per lo sviluppo, la produzione e gli studi logistici relativi a due cacciatorpediniere DDX di nuova generazione per la Marina Militare italiana. Nelle prossime settimane Osn stipulerà con Fincantieri e Leonardo contratti di subfornitura, rispettivamente del valore di circa 1,8 miliardi e 1,7 miliardi di euro
Poste Italiane, Telecom Italia. Alla vigilia della chiusura dell’Opas, Poste è al 75,6% del capitale di Tim, sotto la soglia del 90% necessaria al delisting.
bintang. Cox Automotive prevede un calo dell’1% delle vendite di Stellantis negli Stati Uniti nel terzo trimestre.
