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मेडियोबैंका: इतालवी कंपनियों का राजस्व फिर से बढ़ रहा है, और निवेश रिकॉर्ड स्तर पर पहुँचकर 35 अरब यूरो तक पहुँच गया है। 1968 से, राजस्व की वृद्धि जीडीपी की तुलना में अधिक तेज़ रही है।

Secondo l’ultima edizione di “Dati Cumulativi”, l’indagine dell’Area Studi Mediobanca, dopo due anni di arretramento, nel 2025 i ricavi delle 1.700 maggiori imprese italiane sono tornati a crescere dello 0,5%. Fotografia polarizzata: ecco i dettagli

मेडियोबैंका: इतालवी कंपनियों का राजस्व फिर से बढ़ रहा है, और निवेश रिकॉर्ड स्तर पर पहुँचकर 35 अरब यूरो तक पहुँच गया है। 1968 से, राजस्व की वृद्धि जीडीपी की तुलना में अधिक तेज़ रही है।

Dopo due anni di arretramento, nel 2025 i ricavi delle 1.700 maggiori imprese italiane वे लौट आए बढ़ने seppur solo dello 0,5%, dopo il -6,2% del 2023 e il -3% del 2024. La ripresa è stata sostenuta dalle निर्यात (+3,3%) che hanno compensato la debolezza del mercato interno (-1%). Nella उत्पादन il fatturato è aumentato dell’1,7%, grazie alle vendite all’estero (+2,9%) mentre quelle domestiche sono rimaste sostanzialmente stabili (+0,3%).

I numeri dell’indagine Mediobanca

Secondo l’ultima edizione di Dati Cumulativi, L 'मेडियोबैंका रिसर्च एरिया द्वारा सर्वेक्षण su quasi tutte le imprese italiane con oltre 500 dipendenti, la redditività è rimasta pressoché invariata mentre gli investimenti reali hanno raggiunto i 35,5 miliardi, il livello più elevato dell’ultimo decennio. Negli ultimi 10 anni è cresciuta anche l’occupazione (+11,8%) ma solo nelle società private non in quelle pubbliche. In ogni caso le aziende hanno creato valore: nel periodo: 9.300 euro l’anno ciascuna nel periodo 2016-2025.

Nel decennio, il fatturato nominale delle imprese prese in esame è aumentato del 39,6% तक , mentre le esportazioni e le vendite sul mercato italiano sono salite rispettivamente del 45,6% e del 36,4%. La manifattura ha registrato una performance ancora migliore, con un incremento del 41,3%, grazie a un aumento del 46% sui mercati internazionali e del 36,5% su quello domestico. Sono il cosiddetto Il made in Italy e IV Capitalismo a confermarsi come i motori più dinamici, con una crescita decennale del fatturato rispettivamente del 55,3% e del 50,4%.

Indagine Mediobanca: una fotografia polarizzata

La fotografia settoriale è però polarizzata: संयंत्र इंजीनियरिंग (+142,5%) ई इमारतों (+131,1%) guidano la classifica, invece emittenza radiotelevisiva (-12,5%), stampa-editoria (-4,4%) और दूरसंचार (-3,7%) sono gli unici comparti sotto i livelli di inizio periodo. Se si analizzano le singole filiere poi emerge poi che nell’ambito dei परिवहन के साधन, ad esempio, l’automotive ha registrato una flessione del fatturato dell’8,4%, con esportazioni in calo del 3,1% e vendite interne del 18,5%. La जहाज निर्माण al contrario ha aumentato il giro d’affari del 115,8%, sostenuta da incrementi del 122,9% oltreconfine e del 100,5% sul mercato nazionale, e il ferroviario è cresciuto dell’86,8%, con vendite interne al +119%.

के मोर्चे पर लाभप्रदता nel 2025 l’ebit margin (margine operativo netto) delle 1.700 società si è attestato al 6,7%, stabile rispetto al 2024 e di poco inferiore al 6,9% del 2023. Dopo la flessione al 4,1% del 2020, la redditività ha progressivamente recuperato terreno, portando la media del triennio 2023-2025 al 6,8%, rispetto al 5,6% dei sette anni precedenti. Ma con differenze significative: le imprese pubbliche hanno chiuso i bilanci dello scorso anno con un ebit margin del 9,3%, le private del 6 per cento.
Sul fronte degli investimenti rispetto al 2019 l’incremento ha interessato sia le imprese pubbliche (+24,9%, da 11,6 a 14,5 miliardi di euro) sia le private (+20,7%, da 17,5 a 21,1 miliardi). La विकास si è concentrata soprattutto nelle attività industriali, in aumento del 32,8% a 25,7 miliardi, mentre il terziario ha mostrato un andamento pressoché invariato (+1,6%, a 9,9 miliardi). Nella manifattura sono saliti a 14,7 miliardi (+13% sul 2019). Per quanto riguarda l’पेशा poi gli incrementi più consistenti si osservano nel IV Capitalismo, cresciuto del 17%, nelle imprese a controllo estero (+20%) e nel made in Italy (+15,7%).

La progressione è proseguita nel 2025, con +1,3% nell’intero campione e +0,9% nella manifattura. Nel decennio, il comparto delle pelli e cuoio ha visto crescere gli addetti del 47,4%, l’impiantistica del 37,4% e la distribuzione al dettaglio del 34,3%; trasporti e costruzioni hanno registrato, rispettivamente, il +26,8% e il +25,5%. Le riduzioni maggiori hanno riguardato le telecomunicazioni (-26,8%), seguite da stampa-editoria (-13,5%), elettrodomestici e apparecchi radio-TV (-13,2%), tessile (-6,9%) ed emittenza radiotelevisiva (-6%).

Nel decennio 2016-2025, l’ईवा १ 2.0 medio pro-capite – la misura della capacità delle imprese di creare valore dopo avere remunerato tutti gli stakeholder compresi i portatori di capitale proprio – di 9.300 euro annui deriva dalle imprese pubbliche che hanno generato in media 18.300 euro per addetto, quasi tre volte i 6.800 euro delle private. Sette comparti su ventisei presentano tuttavia un Eva 2.0 medio pro-capite negativo: telecomunicazioni hanno registrato -36.900 euro per addetto, l’emittenza radiotelevisiva -21.300 e l’impiantistica -18.800. Seguono costruzione di mezzi di trasporto (-6.500 euro), elettrodomestici e apparecchi radio-TV (-2.700), imprese di costruzione (-2.600) e abbigliamento (-500).

Mediobanca: in 57 anni fatturato imprese cresciuto più del Pil

In 57 anni, inoltre, il fatturato reale delle imprese italiane è cresciuto più del Pil del Paese. Andando a ritroso risulta che fra il 1968 e il 2025 il fatturato reale delle principali imprese italiane è aumentato del 190,4%, a fronte del +162,6% del Pil. Il differenziale si è formato attraverso fasi distinte: fino alla metà degli anni Ottanta il giro d’affari è cresciuto più rapidamente del prodotto interno lordo; successivamente – e fino ai primi anni Duemila – le ristrutturazioni industriali hanno rallentato la dinamica delle principali aziende italiane; infine, dalla metà degli anni Duemila il loro fatturato è tornato a espandersi in misura relativamente superiore.

Mediobanca: produttività aumentata più del costo del lavoro

Nel decennio 2016-2025 la produttività nominale del lavoro è aumentata più del costo del lavoro pro-capite: +22,6% contro +18,8%. È, ancora, una delle indicazioni dell’analisi Mediobanca. Il differenziale è presente sia nelle attività industriali, dove i due indicatori crescono rispettivamente del 25,1% e del 21,3%, sia nella manifattura, con un +23,4% e +21,7%. Il terziario ha seguito una dinamica diversa: la produttività è diminuita dello 0,4%, mentre il costo del lavoro è aumentato del 10,2%.

हालांकि, la dinamica del costo del lavoro resta deludente in termini reali: tenuto conto di un’inflazione cumulata del 21,4%, nel 2025 il costo del lavoro per dipendente è risultato inferiore del 2,2% rispetto al 2016. La distanza aumenta al 5,9% assumendo il 2021 come base, prima dell’accelerazione dei prezzi. Il recupero avviato successivamente colloca il valore del 2025 sostanzialmente in linea con il 2022 (-0,1%) e sopra i livelli del 2023 (+2,4%) e del 2024 (+0,5%), senza tuttavia riportarlo al valore reale del 2021. Secondo l’analisi di Mediobanca, per recuperare integralmente la क्रय शक्ति का ह्रास accumulata rispetto al 2021, il costo del lavoro medio per dipendente avrebbe dovuto raggiungere nel 2025 circa 71.500 euro, contro i 67.300 effettivamente registrati, con uno scarto di circa 4.200 euro. L’importo corrisponde al 36,9% del valore medio pro-capite annuo generato dalle 1.700 società nel quinquennio 2021-2025. La stima sale a 6.400 euro nelle imprese pubbliche, pari al 38,5% del valore generato, e scende a 3.300 euro nelle private, con un’incidenza del 35,2%.

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