Non sarà facile per il primo ministro francese mostrare un bicchiere mezzo pieno domani quando presenterà la manovra accompagnato da uno spread salito oltre i 120 punti base: l’indicatore del rischio dei titoli di Stato francesi (Oat) ha raggiunto il massimo dal 2012, quasi raddoppiato negli ultimi quattro mesi, mentre i costi di finanziamento a lungo termine sono saliti a livelli che non si vedevano dal 2002.
“Questo livello rappresenta un campanello d’allarme per il mercato obbligazionario questa mattina”, ha dichiarato Marie Jacot , amministratore delegato di Edmond de Rothschild Asset Management France, a Bloomberg TV.
Tutti i mercati obbligazionari nel mondo sono colpiti da una combinazione tossica di deterioramento delle finanze pubbliche, eccesso di emissioni e inflazione in aumento mentre la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran mantiene elevati i costi energetici. Ma la Francia mostra le maggiori preoccupazioni e i maggiori rischi in Europa a causa delle sue finanze senza controllo. Inoltre lo spread Oat/bund ha acceletato stamane dopo i dati hanno mostrato un aumento dell’inflazione francese superiore alle attese, il che metterà ancor di più sotto pressione i responsabili della politica monetaria della Banca Centrale Europea. Gli operatori di mercato scommettono su un terzo aumento dei tassi di interesse entro la fine dell’anno, con la possibilità di ulteriori tre rialzi il prossimo anno.
Il premier Lecornu atteso domani presentare un ampio piano di contenimento della spesa
Parigi fatica a tenere le finanze pubbliche sotto controllo, mentre la crescita economica ha rallentato bruscamente. Il deficit è destinato a salire a circa il 5,4% del Pil nel 2026, anziché ridursi leggermente dal 5,1% previsto per il 2025, come inizialmente auspicato dal governo, mentre un parlamento frammentato si oppone a misure di austerità. Il governo ha già rivisto al ribasso le previsioni di crescita per quest’anno, portandole allo 0,5%, mentre la legge di bilancio per il 2026 si basava su un’espansione dello 0,9%.
Il primo ministro francese Sébastien Lecornu è atteso domani proporre un vasto piano di contenimento della spesa e di riduzione del deficit. Il disegno di legge di bilancio mirerà a ridurre il disavanzo al 5% del Pil entro il 2027 grazie principalmente da uno “sforzo” da 54 miliardi di euro per contenere la spesa, ha dichiarato Lecornu in un’intervista a Le Figaro. “Bloccando la spesa per l’assicurazione sanitaria a partire da quest’estate, abbiamo già iniziato ad attenuare strutturalmente lo shock, ma dobbiamo proseguire su questa strada”, ha detto Lecornu aggiungendo di voler estendere parzialmente anche una tassa sulle grandi imprese che era stata introdotta inizialmente come misura una tantum nel 2025. La nuova versione mirerebbe a generare entrate per 5 miliardi di euro anziché 8 miliardi. Se la legge finanziaria del prossimo anno non apporterà modifiche per frenare l’aumento della spesa, il deficit potrebbe allargarsi fino al 6,5% del Pil, ha detto Lecornu a Le Figaro.
Intanto ieri sera l’agenzia francese per la gestione del debito ha annunciato l’intenzione di vendere nel 2027 un totale di 340 miliardi di euro di titoli di debito a medio e lungo termine, al netto dei riacquisti, la cifra più alta di sempre, e in aumento del 10% rispetto a quest’anno.
Gli investitori sono in apprensione in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno, poiché i partiti di opposizione sono restii a scendere a compromessi con l’amministrazione uscente del presidente Emmanuel Macron. Secondo un sondaggio sulle intenzioni di voto pubblicato all’inizio di questa settimana, la candidata di estrema destra Marine Le Pen e il suo rivale di estrema sinistra Jean-Luc Mélenchon dovrebbero accedere al ballottaggio.
Il fardello dei rendimenti pesa su tutti. Spread Btp/bund ieri ha toccato i 100 punti base
La Francia non è certo sola in questo movimento al rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, con i rischi connessi: i rendimenti dei titoli di Stato rappresentano un punto di riferimento per i mercati globali: per investire in azioni più rischiose e per i mutui e i prestiti alle imprese.
Stamane i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni si sono stabilizzati, ma restano vicini al loro massimo dal 2007, attestandosi al 5,23%, con la previsione di chiudere il mese con un aumento di quasi 50 punti base, il maggiore degli ultimi due anni. In Giappone, il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni è in procinto di registrare un’impennata di 42 punti base in questo trimestre. In Europa il rendimento del bund tedesco è salito in questi giorni sopra il 3,65%, il massimo dal giugno 2009. Il Btp a 10 anni è salito in questi giorni fino al 4,65%, il massimo dal 2023. Lo spread Btp/bund si è allargato ieri fino a 100 punti base, il massimo da maggio 2025, mentre stamane quota 99 punti base.
