plus petrolio e gasolio dalle scorte di emergenza per contrastare l’aumento dei prezzi del carburant. I Paesi del G7 cedono nuovamente alle pressioni di Donald Trump e dicono sì al rilascio “coordinato” di almeno 100 milioni di barili di greggio da immettere sul mercato nel giro di “quattro mesi”. In una riunione convocata d’urgenza dalla presidenza di turno francese, i leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Giappone e Usa hanno concordato anche un “rilascio consistente” di scorte di gasolio già nei prossimi 20 giorni, evitando un nuovo conflitto con il presidente statunitense sul fronte energetico. Viene così scongiurato il blocco delle esportazioni di gasolio minacciato da Trump verso l’Europa.
Festeggia il tycoon: “L’Europa ha acconsentito al rilascio di un’ingente quantità delle sue scorte di gasolio”, rivendica Trump che negli ultimi giorni ha spinto sull’Europa, Francia e Germania in testa, affinché attingesse alle proprie riserve strategiche di petrolio per far fronte all’impennata dei prezzi del carburante trainata dalla guerra in Medio Oriente.
A spingere Trump ad alzare i toni anche la crescente sensibilità politica del prezzo dei carburanti negli Stati Uniti, quando manca un mese alle elezioni di Midterm. Dallo scoppio della crisi di Hormuz, gli Usa sono tra i principali fornitori di gasolio all’Europa, con una quota di importazioni di diesel in aumento dal 21% del 2025 al 45% tra aprile e maggio, per superare il 50% lo scorso agosto.
Per i Paesi Ue piano coordinato dall’Aie e dalla Commissione europea
Il rilascio delle riserve strategiche avverrà sotto il controllo dell’Agenzia internazionale dell’Energia e, per i Paesi Ue, sarà coordinato dalla Commissione europea. Secondo l’Aie, finora è stato rilasciato circa il 20% delle scorte complessive globali a disposizione, mentre l’80% resta ancora disponibile. Nel comunicato finale si precisa che l’operazione verrà portata a termine in quattro mesi, mentre “entro venti giorni sarà rilasciata una quantità sostanziale di diesel”.
Sul mercato sono stati immessi circa 400 milioni di barili, di cui i due terzi sono già stati immessi e hanno raggiunto i mercati mentre un terzo deve ancora arrivare. L’Europa ha immesso sul mercato una parte consistente delle proprie scorte e rimane tra le regioni più esposte alla crisi del diesel, en raison de la forte dipendenza dalle importazioni e al fatto che Russia e Medio Oriente, oggi teatro di conflitti, sono tra le tradizionali fonti dell’import Ue.
Macron: “Dal G7 un segnale chiaro di unità”
Dal G7 è arrivato un ‘‘segnale chiaro di unità”, ha rivendicato il “padrone di casa” francese Emmanuel Macron, promotore della proposta di rilasciare ulteriori scorte di emergenza in risposta alle pressioni di Trump. Un’azione coordinata sulle scorte, mirata sul gasolio, sostenuta anche dalla premier Meloni, che ha rilanciato la proposta di un dialogo strutturato tra il G7 e i Paesi del Golfo. D’accordo anche Bruxelles, secondo la quale “Un divieto non sarebbe vantaggioso per nessuno e minerebbe la nostra fiducia negli Stati Uniti come partner affidabile”, aveva denunciato l’esecutivo europeo.
A preoccupare, in vista di un inverno teso, restano i prezzi alti dell’energia che saranno al centro del prossimo “Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre”, hanno confermato i vertici dell’Ue. “I nostri cittadini hanno bisogno e meritano energia a prezzi accessibili”, ha sottolineato la presidente dell’esecutivo Ue, Ursula von der Leyen.
Trump: “Mai pensato di mettere bando su Export, Meloni mi è sempre piaciuta”
Una volta ottenuto ciò che voleva, Donald Trump ha elogiato l’Europa. “È stata eccezionale”, ha detto il presidente parlando con i giornalisti prima di partire per l’Alabama. Il tycoon ha anche confermato che non avrebbe imposto un divieto all’esportazione di diesel, affermando che tale misura “non è mai stata realmente presa in considerazione”.
Il buon umore dettato dalla sua vittoria lo ha anche portato a fare un reculer rispetto a quanto detto nei mesi scorsi sulla presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, con cui i rapporti ormai si sono ridotti al lumicino. Con Meloni, ha affermato Trump, “il rapporto è molto buono, mi è sempre piaciuta”. Facendo una netta retromarcia rispetto a quanto detto nei mesi scorsi.
