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Marchés boursiers, 1er octobre : L’écart de taux se rapproche des 120 points. L’inflation, les rendements obligataires et les prix du pétrole chutent. Les banques milanaises souffrent.

Piazza Affari è tra le Borse più colpite dalle vendite, soprattutto dei titoli bancari. Il caro energia e i rendimenti dei bond mettono a dura prova i mercati azionari

Marchés boursiers, 1er octobre : L’écart de taux se rapproche des 120 points. L’inflation, les rendements obligataires et les prix du pétrole chutent. Les banques milanaises souffrent.

séance de perdite pesanti per le Borse europee in questo giovedì 1 ottobre, e anche Wall Street non parte benissimo. I driver che preoccupano i mercati finanziari sono sempre gli stessi: il prezzo del petrolio e dunque dell’energia alle stelle, l’aumento dell’inflazione di conseguenza i timori per mosse ancora più restrittive da parte delle banche centrali, e poi gli spread e i titoli di Stato, i cui rendimenti sono sempre più sotto pressione. Lo spread Btp Bund oggi viaggia addirittura verso i 120 punti base, il massimo da un anno e mezzo, e il rendimento del Btp decennale supera il 4,7%. Anche il T-Bond decennale americano supera l’asticella del 5,3%, e con la Francia in subbuglio per le proteste di studenti e lavoratori continua a soffrire l’Oat, il cui differenziale con il Bund tedesco vede ormai i 140 punti base, col rendimento dell’Oat 10 anni vicino anch’esso al 5%.

Petrolio di nuovo sopra i 100 dollari, cambio euro-dollaro a 1,124

Il petrolio riprende a correre: oggi il Brent scavalca di nuovo la soglia dei 100 dollari al barile, mentre il Wti Crude Oil avvicina i 93 dollari al barile. Il greggio è spinto dalle notizie di una riduzione delle forniture di carburante in Cina che hanno alimentato i timori per un mercato globale già in difficoltà. Secondo quanto riferito, PetroChina ha ritirato diversi carichi di benzina e carburante per aerei previsti per ottobre, nel tentativo di preservare le scorte interne. Questa mossa giunge mentre i mercati energetici continuano ad assorbire gli shock legati al conflitto tra Stati Uniti e Iran e alla guerra in Ucraina. In aumento anche il gas naturale europeo, che ritrova i 74 euro per megawattora. Praticamente stazionari l’oro e l’argento, il primo sui 4.160 dollari all’oncia, il secondo a strenua difesa dei 60 dollari. Sul fronte valutario, il dollaro Usa si rinforza molto sull’euro, col cambio a 1,124. Bitcoin sempre intorno agli 84.000 dollari.

Rispetto all’Europa Wall Street limita i danni: tech contrastato sul Nasdaq

In questo scenario, Wall Street limita i danni anche se sia il Dow Jones che l’S&P 500 che il Nasdaq Composite Index viaggiano in territorio negativo, seppur in misura più contenuta rispetto ai listini europei. I titoli tecnologici viaggiano in ordine sparso: si sgonfia un po’ Micron Tech -1,4% dopo i conti superlativi pubblicati ieri a mercati chiusi. Evidentemente gli investitori avevano già assorbito le aspettative altissime sulla società AI. Perde mezzo punto percentuale anche Sandisk mentre Nvidia segna +1% al momento. Prese di beneficio su Apple -1,5% dopo il rally di ieri spinto dalle ottimo prospettive sul nuovo iPhone pieghevole. Poco mosse le big tech tradizionali, compresa la nuova star SpaceX che segna -0,1%. In netta controtendenza Lumentum +10%, trainato da nuove conferme molto positive sul ciclo AI/optical networking. La domanda per laser e componenti ottici legati ai data center AI continua a superare nettamente la capacità disponibile.

A Piazza Affari tonfo delle banche, ko anche Poste Italiane

Ecco come chiudono i listini azionari europei: Milano il peggiore col -2,21%, Parigi -1,62%, Francoforte -1%, Londra -1,68%. A Piazza Affari in territorio positivo solo una manciata di titoli, tra cui spicca Fincantieri col +2,7%, poi Stm e Prysmian col +0,7%. Deboli ma in controtendenza anche Eni e Technoprobe, con guadagni marginali. Il grande tonfo è invece quello delle banche: Mediolanum -4,3%, Mediobanca -4,2%, Unicredit -4%, Intesa Sanpaolo -4%, Mps -3,7%, Banco Bpm -3,6%. Pesanti anche Poste Italiane -3,2% e Unipol -2,8%. Generali -2% nel giorno del via libera all’integrazione di Alleanza in Generali Italia. Fuori dal paniere principale Danieli, che nell’ultimo mese ha perso il 25%, recupera mezzo punto percentuale riavvicinando i 50 euro per azione.

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