Seduta di perdite pesanti per le Borse europee in questo giovedì 1 ottobre, e anche Wall Street non parte benissimo. I driver che preoccupano i mercati finanziari sono sempre gli stessi: il prezzo del petrolio e dunque dell’energia alle stelle, l’aumento dell’inflazione di conseguenza i timori per mosse ancora più restrittive da parte delle banche centrali, e poi gli spread e i titoli di Stato, i cui rendimenti sono sempre più sotto pressione. Lo spread Btp Bund oggi viaggia addirittura verso i 120 punti base, il massimo da un anno e mezzo, e il rendimento del Btp decennale supera il 4,7%. Anche il T-Bond decennale americano supera l’asticella del 5,3%, e con la Francia in subbuglio per le proteste di studenti e lavoratori continua a soffrire l’Oat, il cui differenziale con il Bund tedesco vede ormai i 140 punti base, col rendimento dell’Oat 10 anni vicino anch’esso al 5%.
Petrolio di nuovo sopra i 100 dollari, cambio euro-dollaro a 1,124
Il petrolio riprende a correre: oggi il Brent scavalca di nuovo la soglia dei 100 dollari al barile, mentre il Wti Crude Oil avvicina i 93 dollari al barile. Il greggio è spinto dalle notizie di una riduzione delle forniture di carburante in Cina che hanno alimentato i timori per un mercato globale già in difficoltà. Secondo quanto riferito, PetroChina ha ritirato diversi carichi di benzina e carburante per aerei previsti per ottobre, nel tentativo di preservare le scorte interne. Questa mossa giunge mentre i mercati energetici continuano ad assorbire gli shock legati al conflitto tra Stati Uniti e Iran e alla guerra in Ucraina. In aumento anche il gas naturale europeo, che ritrova i 74 euro per megawattora. Praticamente stazionari l’oro e l’argento, il primo sui 4.160 dollari all’oncia, il secondo a strenua difesa dei 60 dollari. Sul fronte valutario, il dollaro Usa si rinforza molto sull’euro, col cambio a 1,124. Bitcoin sempre intorno agli 84.000 dollari.
Rispetto all’Europa Wall Street limita i danni: tech contrastato sul Nasdaq
In questo scenario, Wall Street limita i danni anche se sia il Dow Jones che l’S&P 500 che il Nasdaq Composite Index viaggiano in territorio negativo, seppur in misura più contenuta rispetto ai listini europei. I titoli tecnologici viaggiano in ordine sparso: si sgonfia un po’ Micron Tech -1,4% dopo i conti superlativi pubblicati ieri a mercati chiusi. Evidentemente gli investitori avevano già assorbito le aspettative altissime sulla società AI. Perde mezzo punto percentuale anche Sandisk mentre Nvidia segna +1% al momento. Prese di beneficio su Apple -1,5% dopo il rally di ieri spinto dalle ottimo prospettive sul nuovo iPhone pieghevole. Poco mosse le big tech tradizionali, compresa la nuova star SpaceX che segna -0,1%. In netta controtendenza Lumentum +10%, trainato da nuove conferme molto positive sul ciclo AI/optical networking. La domanda per laser e componenti ottici legati ai data center AI continua a superare nettamente la capacità disponibile.
A Piazza Affari tonfo delle banche, ko anche Poste Italiane
Ecco come chiudono i listini azionari europei: Milano il peggiore col -2,21%, Parigi -1,62%, Francoforte -1%, Londra -1,68%. A Piazza Affari in territorio positivo solo una manciata di titoli, tra cui spicca Fincantieri col +2,7%, poi Stm e Prysmian col +0,7%. Deboli ma in controtendenza anche Eni e Technoprobe, con guadagni marginali. Il grande tonfo è invece quello delle banche: Mediolanum -4,3%, Mediobanca -4,2%, Unicredit -4%, Intesa Sanpaolo -4%, Mps -3,7%, Banco Bpm -3,6%. Pesanti anche Poste Italiane -3,2% e Unipol -2,8%. Generali -2% nel giorno del via libera all’integrazione di Alleanza in Generali Italia. Fuori dal paniere principale Danieli, che nell’ultimo mese ha perso il 25%, recupera mezzo punto percentuale riavvicinando i 50 euro per azione.
