Dopo il primo turno delle elezioni presidenziali brasiliane, che hanno visto il candidato di destra Flavio Bolsonaro superare il presidente uscente, il socialista Lula (domenica 25 ottobre si andrà al ballottaggio con il figlio di Jair a questo punto favorito), la Borsa di San Paolo è letteralmente esplosa di gioia: in rally già da Ferragosto evidentemente scommettendo sul sorpasso di Bolsonaro junior, lunedì 5 ottobre l’indice Bovespa ha guadagnato in una sola seduta quasi l’8%, toccando il record di sempre ad un soffio dai 207.000 punti, salvo poi correggere leggermente nella seduta di ieri.
Borsa di San Paolo da record dopo la vittoria di Bolsonaro al primo turno
Da inizio anno il listino della principale economia del Sudamerica è cresciuto di quasi il 30%, e non è finita qui: se Flavio dovesse essere eletto presidente, secondo alcuni analisti prevedono un rialzo del Bovespa del 45% nei prossimi dodici mesi, trainato soprattutto da banche e retail. Gli investitori infatti vedono maggiori possibilità di riduzione della spesa pubblica con Bolsonaro rispetto a Lula, e uno scenario di maggiore controllo sui conti pubblici potrebbe contribuire a una più rapida riduzione dei tassi di interesse e favorire gli asset che più dipendono dal costo del denaro. Anche la composizione del Congresso, con una maggiore presenza di parlamentari di destra e di centro-destra, è indicata dagli analisti come un fattore favorevole all’agenda economica.
Rialzi a doppia cifra per banche e retail. L’Etf Msci Brazil vola a New York
Nella seduta di lunedì a San Paolo, diversi titoli hanno registrato guadagni a doppia cifra: Petrobras ha incassato “solo” l’8%, ma come detto sono i comparti finanziario e commerciale a trarre più benefici dalle aspettative di un probabile cambio della guardia a Brasilia: Banco Itaù +10%, Banco do Brasil +13%, Bradesco +12%, Santander +2,6% tra le banche, Magazine Luiza +25%, C&A +20%, Azzas +12%, Lojas Renner +15%, Assaí +16%, Pão de Açúcar +6% tra retail e catene di grande distribuzione. L’Etf Msci Brazil, che replica l’andamento del mercato azionario brasiliano alla Borsa di New York, è salito lunedì del 12,54%. Tra le società brasiliane quotate negli Stati Uniti, Nubank ha guadagnato il 13,03%, Xp il 30,93% e Jbs l’1,89%, dopo un rialzo del 7,46% prima del voto.
Rendimenti dei titoli di Stato decennali ai minimi da quasi due anni
Altro effetto del gradimento per Bolsonaro è quello sui rendimenti dei titoli di Stato. Nella mattinata di lunedì 5, i tassi scendevano su tutte le scadenze, in particolare sui titoli di riferimento decennali, che sono diminuiti di oltre un punto percentuale passando dal 14,1% di venerdì 2 ottobre al 12,7%, il valore più basso da due anni. I mercati insomma si aspettano un piano che porti, prima o poi, alla riduzione dei deficit del governo federale e al contenimento dell’aumento del debito pubblico, mentre il Brasile si trova oggi con tassi d’interesse altissimi perché questo ultimo mandato di Lula, il terzo della sua carriera politica, non ha dato alcuna importanza al contenimento della spesa pubblica. Anzi, il presidente ha elargito negli ultimi mesi regalie elettorali stimate in quasi 50 miliardi di euro, tra bonus, sussidi e scostamenti di bilancio.
Ma gli esperti avvertono: la priorità di Flavio sarà la giustizia, non l’economia
La finanza scommette dunque su una correzione da parte di Bolsonaro, che farebbe scendere i tassi d’interesse in futuro per diversi motivi: minore domanda di prestiti da parte del governo, iniziale contenimento dell’attività economica, dollaro più economico, minore inflazione. Scenario possibile, ma gli investitori non hanno fatto i conti con le priorità di una destra che torna al governo: molti analisti politici brasiliani stanno mettendo in guardia sul fatto che la prima cosa su cui si concentrerà Flavio in caso di vittoria è far scarcerare il padre Jair, ai domiciliari con una condanna a 27 anni e 3 mesi per tentato golpe. Poi, il nuovo presidente sta già pensando di mettere sotto impeachment la Corte Suprema, grande accusatrice del padre.
Il fratello Eduardo Bolsonaro, nei cui confronti è stato emesso un mandato d’arresto, tornerà in Brasile e potrebbe sfidare apertamente la Giustizia. “Potrebbero fare un’altra sciocchezza qualsiasi – scrive il politologo Vinicius Torres Freire sulla Folha de Sao Paulo -. Potrebbero cominciare a tramare per un colpo di Stato, magari più sottile, un veleno ad azione lenta”. E’ possibile, insomma, che l’economia non sia affatto un’urgenza per questo tipo di classe dirigente.
