Borse europee in decisa flessione in questa giornata. Vendite sul comparto tecnologico, con Stm in netto calo a Piazza Affari – negativa – in una seduta appesantita dai timori che il rialzo dei prezzi dei chip di memoria, dovuto ad AI e data center, finisca per incidere sulla domanda. Il movimento si estende al resto del settore: a Francoforte perde Infineon mentre ad Amsterdam cedono Asm e Be Semiconductor.
A pesare sono anche le indiscrezioni riportate giovedì dal New York Times secondo il quale OpenAI potrebbe rimandare la sua attesa Ipo al prossimo anno. A seguito della notizia, il titolo di SoftBank – tra i principali investitori nella società di Sam Altman – ha perso oltre il 12% a Tokyo. E anche Wall Street è negativa in apertura.
LEGGI ANCHE Apple alza i prezzi, Kospi in profondo rosso: un altro venerdì nero di G. Bruschi
L’altro motivo delle vendite, tuttavia, arriva dagli Stati Uniti, dove Apple ha annunciato aumenti dei prezzi su diverse linee di prodotto, alimentando il timore che la scarsità di memoria e storage possa trasformarsi da sostegno ai produttori di chip a freno per l’intera filiera. In Asia il contraccolpo è stato immediato, mentre Wall Street ha iniziato a rivedere l’idea che il rally dei semiconduttori sia automaticamente positivo per tutto il comparto AI.
A Piazza Affari giù anche Prysmian mentre continua a perdere la difesa con Leonardo, Avio e Fincantieri. Vendite anche sui finanziari, in particolare su Mediolanum e Fineco. Scivolone di Banca Ifis dopo il taglio del target sull’utile 2026 contestualmente alla cessione della divisione Npl e maxi accantonamenti. Tra i rialzi spicca il lusso con Moncler, Cucinelli e Ferrari che ha confermato in una call agli analisti come il secondo trimestre stia procedendo secondo i piani, con minori volumi ma prezzi medi più elevati, e dovrebbe chiudersi con un risultato operativo stabile su base annua, in linea con le attese.
Per le materie prime, il Brent agosto viaggia a 73,8 dollari al barile dopo una lieve impennata nella serata di giovedì – dopo l’attacco a Hormuz – con un picco vicino ai 76 dollari. Oro spot a 4.033 dollari l’oncia.