Il nucleare in Italia ha fatto un passo avanti. Ora occorre preparare le aziende del settore che secondo alcuni studi sono già un centinaio ma che potrebbero crescere di dieci volte in breve tempo e che potrebbero portare a un volano di 50 miliardi di euro e all’impiego di oltre 100.000 dipendenti. Il Senato lo scorso 23 settembre وقد وافق in via definitiva il disegno di legge sul nucleare sostenibile, un testo che era già stato approvato dalla Camera e che يصبح قانونا.
Molti gli interrogativi che partono da questa دوران بعد أنا referendum contrari del 1987 e del 2001, ormai superati: secondo i giuristi, infatti il quadro oggettivo, cioè lo sviluppo tecnologico, e quello politico sono cambiati e i vecchi referendum non pongono un vincolo. Per altro la نوفا، ليج definisce il quadro giuridico entro il quale saranno valutati in futuro singoli progetti e tecnologie, ma non autorizza la costruzione di una centrale o di un reattore nucleare. Il governo ora ha إثنا عشر شهرا لتبني تنفيذ المراسيم, con il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Frattin che punta ad approvarli entro fine anno. Poi altri 24 mesi srviranno per eventuali correttivi. Intanto però l‘industria italiana si sta preparando mettendo sul piatto le sue già comprovate competenze internazionali.
Dal 2030/35 al 2050 saranno necessari oltre 100.000 addetti e lo sviluppo del settore quota 50 miliardi
Lo sviluppo del nuovo nucleare in Italia punta a installare fino a 20 نباتات Small Modular Reactor (SMR)/Advanced Modular Reactor (Amr) – piccolo reattori quindi- che possano soddisfare circa il 10/15% della domanda elettrica al 2050. Il primo impianto, secondo Pichetto Frattin, potrebbe arrivare nel 2033 o 2034, che non avrà nulla a che fare con le centrali chiuse a fine Anni 80.
وفقا لأحد studio Edison e Teha ciò potrà abilitare un الأثر الاقتصادي complessivo per il Paese تتجاوز 50 مليار يورو (عن 2,5٪ من الناتج المحلي الإجمالي الإيطالي del 2023) attivando fino a 117.000 occupati diretti, indiretti e indotti dal 2030-35 al 2050.
Come si stanno organizzando le aziende del settore
في نهاية شهر يوليو أنسالدو إنيرجيا, leader nel settore, aveva iniziato a mettere le basi per uno sviluppo della filiera nucleare italiana e consentire alle imprese di intercettare le opportunità di un mercato nucleare globale, siglando un اتفاقية con la società di consulenza رينا. L’iniziativa è rivolta in particolare alle aziende che oggi non sono attive nel settore nucleare, ma che hanno competenze industriali che potrebbero essere trasferibili, per ampliare e rafforzare la base produttiva nazionale, accompagnandole in un percorso strutturato di certificazione e qualificazione. “Rafforzare la capacità industriale del Paese è un passaggio essenziale per mettere le aziende italiane nelle condizioni di cogliere le opportunità di un mercato nucleare in forte crescita” dice فابريزيو فابري, Amministratore Delegato di Ansaldo Energia.
L’iniziativa con Rina si aggiunge al recente accordo con Simest, la società del Gruppo Cdp, nell’ambito del progetto Filiere d’Impatto con l’obiettivo di promuovere nuovi investimenti a sostegno della competitività e della crescita sui mercati internazionali delle imprese italiane che operano nella filiera.
من أ mappatura completa si sta occupando anche نوكليتاليا (la società a guida اينل وشارك بها أنسالدو إنيرجيا e ليوناردو) che analizza le tecnologie nucleari di nuova generazione: ne scaturirà un database completo con prodotti, servizi e certificazioni sulla supply chain italiana dell’atomo.
La spinta per la filiera italiana è auspicata anche da Stefano Monti, presidente dell’Associazione Italiana Nucleare (AIN). “L’Italia non deve comprare all’estero un reattore “chiavi in mano”. Deve far lavorare la filiera nazionale” ha detto Monti. L’obiettivo è coinvolgere fin dall’inizio la filiera industriale nazionale nella progettazione, nella fornitura di componenti, nei sistemi di controllo, nei servizi di ingegneria, nelle opere civili e nella successiva gestione degli impianti.
Quali sono le aziende già in campo
ل المغزال العضو الناسج للخيوط italiana che parte da aziende già attive sui mercati internazionali: oltre ad Ansaldo anche Walter Tosto, Tectubi Raccordi, Atb Riva Calzoni, Siet di Piacenza, Simic, Ibf Group, ma anche Fincantieri, Danieli, التالي كيم di Maire, che ha lanciato da poco la società Next-N dedicata a servizi di ingegneria ad alto valore aggiunto per il nucleare e ha accordi con Nuward di Edf. Ma la filiera potrebbe estendersi a centinaia di imprese della meccanica, dell’oil & gas, della strumentazione, dei servizi, dei grandi impianti come نحن نبني, trasformando il ritorno dell’atomo anche in una politica industriale.
Senza contare chi è emigrato all’estero per quotarsiعلى وجه التحديد وول ستريت: come Massimo Morichi con Terra Innovatum o Stefano Buono con نيوكليو, sbarcata proprio questa settimana al ناسداك, che lavora anche con اينيس, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Gli scenari del Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) ipotizzano una quota del 10-20% di nucleare nel mix elettrico al 2050.
L’aggancio con la Francia: l’asse italo-francese tra Edison e la controllante Edf
La فرنسا è già protagonista nel settore italiano, stante il fatto che la stessa Italia, che finora non voleva il nucleare, lo acquistava regolarmente dai vicini di casa. Un assist alla filiera italiana potrebbe arrivare dall’asse italo-francese tra Edison e la controllante Edf. Già tre anni fa avevano cercato di rompere il tabù sul nucleare con una خطاب نوايا per lo sviluppo dei nuovi Smr (small modular reactor). Una decina di giorni fa il progetto ha incluso dieci mini-reattori da costruire in Europa, dal valore di svariati miliardi, con un primo impianto in Italia da realizzare entro il 2035. Il piano ha il suo cuore tecnologico in un nuovo reattore proprietario, prevalentemente made in Ue, con l’apporto delle competenze industriali italiane e di quelle francesi nella progettazione, realizzazione e gestione di impianti nucleari.
