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Giovanni Malagò commissario Figc: la Giunta del Coni vota all’unanimità. Vince la via del compromesso, cosa significa per il calcio italiano

Calcio: la Giunta nazionale del Coni ha indicato, all’unanimità, Giovanni Malagò a commissario della Figc. La ratifica del Consiglio nazionale del Coni

Giovanni Malagò commissario Figc: la Giunta del Coni vota all’unanimità. Vince la via del compromesso, cosa significa per il calcio italiano

Dopo l’intesa informale tra le parti in “gara”, su Giovanni Malagò è arrivato il voto all’unanimità della Giunta del Coni. Accordo fatto, dunque, tra il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e quello della Federcalcio, Malagò, per il commissariamento della Figc con l’incarico di commissario affidato allo stesso Malagò.

L’intesa per Malagò commissario, come mediazione tra due schieramenti contrapposti anche al voto, è stata raggiunta proprio nell’incontro Buonfiglio-Malagò che ha preceduto la riunione di Giunta esecutiva del Coni. Garante dell’intesa, il presidente del Cip, Giunio De Sanctis, presente all’incontro. Stando alla procedura, la Giunta ha provveduto a votare la proposta di commissariamento, e a seguire, è compito del Consiglio nazionale ratificarla. L’assemblea elettiva della Federcalcio, invece, si terrà entro e non oltre il 31 gennaio 2027.

La Giunta Coni, seguita dal Consiglio, è stata infatti chiamata a votare sulla richiesta di commissariamento della Federcalcio sostenuta da Buonfiglio, per il mancato tesseramento del presidente eletto, Malagò, al momento di candidarsi alla presidenza Figc. Ma la riunione fondamentale è stata, appunto, quella tra Buonfiglio e Malagò. L’idea di mediazione – emersa sottotraccia già da qualche giorno e cresciuta nelle ultime ore – era proprio quella di commissariare la federazione affidando, tuttavia, allo stesso presidente Figc, riconosciuto anche dai “rivali” incolpevole del mancato tesseramento, il ruolo di commissario. La federazione sarà così traghettata verso nuove elezioni. Malagò, alla vigilia, aveva incassato di nuovo il “completo supporto” della Lega di A, che dopo una riunione dei club a Milano aveva emesso una nota che si opponeva al commissariamento (“inopportuno”) e soprattutto alla trasformazione dei vertici dello sport italiano in un’aula di tribunale o della facoltà di Giurisprudenza.

Cosa ha detto Petrucci

“Avevamo toccato il fondo, il momento più triste. Oggi nel fondo ci dovrebbero andare quei pareri. Nello sport non si vince con quei pareri, si vince con il fair play, con l’educazione, con l’etica”. Lo ha dichiarato il presidente della Federbasket ed ex numero uno del Coni, Gianni Petrucci, commentando a margine gli ultimi sviluppi sulla crisi dello sport italiano e la possibile soluzione all’orizzonte. “Oggi se c’è un vincitore è Mancini, complimenti a lui”, ha aggiunto.

In merito alla strada individuata per uscire dall’impasse, Petrucci ha promosso la via del compromesso: “Questa soluzione salva un po’. Se si farà sono contentissimo perché è il buon senso, non ci sono né vincitori né vinti“. Resta però l’amaro in bocca per le ingerenze e il tema dell’indipendenza del sistema sportivo: “A vincere è l’autonomia dello sport? Sull’autonomia sapete come la penso – ha sottolineato il presidente della Fip – questa non è autonomia, si sono messi d’accordo, non c’è per niente. Ma l’unica via è questa, non ce n’è un’altra”.

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