Le Borse europee restano hanno chiuso la seduta in rosso, pur riducendo le perdite registrate nel corso della giornata, tra la spinta del settore tech e le vendite nel lusso. I titoli tecnologici hanno beneficiato delle prospettive positive di Asml e del buon andamento dei semiconduttori americani, con Nvidia e Texas Instruments in progresso. Sul fronte opposto, Lvmh ha deluso con risultati sotto le attese, trascinando al ribasso l’intero comparto del lusso in tutta Europa.
Oltreoceano, Wall Street procede in cauto rialzo, in attesa della decisione della Fed sui tassi e delle trimestrali di tre delle “Magnifiche 7” (Microsoft, Meta e Tesla), in uscita a mercati chiusi. Il primo vertice di politica monetaria del 2026 dovrebbe confermare i tassi fermi, con probabilità superiore al 95%. A pesare sul sentiment è anche l’incertezza sulla Casa Bianca, che indebolisce il dollaro, pur in lieve rialzo oggi, resta ai minimi da quattro anni e alimenta la corsa dell’oro oltre i 5.300. Più volatile l’argento che dopo essersi avvicinato ai massimi ha poi bruscamente invertito la rotta.
LEGGI ANCHE Borse in attesa della Fed e dei conti Meta e Tesla di G. Bruschi
A Piazza Affari, i titoli tecnologici si muovono in linea con il settore europeo e vedono Stm in evidenza, seguita da Tim dopo il via libera sulla conversione azioni risparmio e riduzione del capitale. Bene anche Nexi in vista del Capital Markets Day, Inwit e Saipem. Sotto pressione le banche, unica eccezione Mediobanca. Occhi invece su Mps: oggi il Cda deciderà se Lovaglio parteciperà al voto sulla lista uscente. Segno meno, invece, per il lusso, che risente dell’effetto Lvmh e del calo di Salvatore Ferragamo dopo la pubblicazione dei conti, con vendite che colpiscono anche Moncler e Brunello Cucinelli.
Stabile lo spread Btp-Bund a 59 punti base, sui minimi dal 2009, con il rendimento del decennale italiano in calo al 3,45%.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio si mantiene sui massimi da quattro mesi, con Wti a 62,47 dollari al barile e il Brent poco sotto i 68 dollari, mentre il gas naturale europeo avanza ad Amsterdam ma rimane sotto i 40 euro al megawattora.