Le Borse europee chiudono in rialzo, incoraggiate dall’ottimismo sui colloqui di pace tra Russia e Ucraina, che potrebbero tradursi in un piano entro la fine di novembre. A Ginevra, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato di “un incontro produttivo come non se ne vedevano da mesi”, alimentando la speranza di un allentamento delle tensioni geopolitiche che hanno condizionato i mercati nell’ultimo biennio.
Sullo sfondo restano le incognite legate alla Federal Reserve: gli operatori scommettono su un nuovo taglio dei tassi a dicembre, dopo che il presidente della Fed di New York, John Williams, ha dichiarato che “c’è spazio per un aggiustamento nel breve termine”. I mercati prezzano con probabilità superiore al 70% una sforbiciata di 25 punti base, segno che l’attenzione si sta spostando dal rischio inflazione al sostegno della crescita.
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In questo scenario, tutte le principali Borse europee archiviano la seduta in territorio positivo, guidate da Francoforte e Madrid, piatta Parigi preoccupata ancora dalla stabilità del governo mentre Piazza Affari resta l’unica eccezione in rosso, zavorrata dal dividend day. Sul Ftse Mib pesa infatti lo stacco della cedola di 12 blue chip. E così, nonostante la promozione di Moody’s, che per la prima volta in 23 anni ha alzato il rating dell’Italia da Baa3 a Baa2, il listino milanese risente delle prese di beneficio su banche, utility e Leonardo, mentre si mettono in luce Stellantis, Stm, Prysmian e Buzzi.
Viaggia in rialzo anche per Wall Street con i listini sostenuti dall’ottimismo sui possibili tagli dei tassi della Fed.