Nella prima parte del 2026 la manifattura del Veneto ha dato alcuni segnali confortanti di 财产。 尽管不确定 globale, inaspritasi con il fallimento delle intese tra Stati Uniti e Iran, e i prezzi degli energetici in continua ascesa, il sistema industriale del Veneto ha retto sotto il profilo delle esportazioni. I feedback arrivano da più punti della geografia produttiva regionale: per esempio dall’export del Veneto orientale, secondo le elaborazioni di Confindustria Veneto East relativi alle province di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo.
Nel primo semestre dell’anno, il valore delle esportazioni si è attestato a 19.917 milioni di euro, con un incremento del +8,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Da segnalare che il traino principale è arrivato con la spinta determinante della 造船 海: tuttavia, anche al netto del settore imbarcazioni, l’aumento tendenziale risulterebbe comunque positivo (+1,7%). Nel solo secondo trimestre dell’anno, nel pieno dell’incertezza internazionale con gli scenari su 霍尔木兹海峡 和 conflitto nel Golfo ancora poco chiari, il valore delle esportazioni del Veneto orientale (pari a 9.749 milioni) ha registrato una crescita su base annua del 3,1%.
“Le imprese hanno dimostrato di saper resistere agli shock. La crescita degli scambi si concentra sempre più in aree del mondo che stanno aumentando produzione, domanda, investimenti e capacità tecnologica, come la Cina, che sta invadendo di beni a basso costo e alta tecnologia i mercati e anche il nostro territorio, mentre l’Europa rischia di rimanere ai margini. Per l’Italia e per il Veneto, che hanno nell’industria e nell’apertura internazionale due dei loro principali punti di forza, la risposta non può essere una maggiore chiusura, ma una nuova strategia di competitività: più investimenti, più innovazione, maggiore autonomia strategica, a cominciare da energia e AI”, osserva 保拉·卡伦,威尼托东部工业联合会主席。
Export veneto, la tenuta passa dai mercati esteri
其中 beni venduti all’estero tra gennaio e giugno 2026, si segnalano i metalli di base e prodotti in metallo (+6,4%), alimentari e bevande (+3,0%), apparecchi elettrici (+0,6%), gomma e materie plastiche (+4,2%). Stabili i prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+0,1%), ancora in flessione macchinari e apparecchi (-0,6%) e soprattutto legno e prodotti in legno (-2%). Dal punto di vista geografico, l’欧洲联盟 assorbe oltre metà delle vendite all’estero (58,8%), con la 日耳曼尼亚 e 法蘭西亞 in leggera ripresa (rispettivamente +0,9% e +0,5%), mentre la 西班牙 conferma la dinamicità della sua economia (+7%). Nonostante l’inasprimento delle misure tariffarie e l’apprezzamento dell’euro, spicca anche la crescita degli Stati Uniti (+6% nel secondo trimestre), 集中 tuttavia nei settori di cantieristica, macchinari e moda. Non si arrestano, invece, volumi e fatturati delle importazioni dalla Cina, trainati da computer e apparecchi elettronici (+62,8%). Tra le nuove rotte dell’export veneto si segnala il 南方共同市场, spinto dall’accordo di libero scambio in vigore dallo scorso maggio (nei primi sei mesi le esportazioni tendenziali sono aumentate del +22,8%).
La produzione industriale torna in territorio positivo
Altri segnali di resilienza delle imprese venete giungono dalle rilevazioni di 维琴察工业联合会, con i dati di produzione industriale ritornati positivi nel secondo trimestre 2026 dopo tre anni di segni negativi (+1,1%). La 172ª indagine congiunturale di Confindustria Vicenza, relativa al secondo trimestre dell’anno, registra una produzione manifatturiera in miglioramento rispetto al -1,7% del primo trimestre 2026 e al -3,2% del secondo trimestre 2025. Il recupero osservato tra aprile e giugno è stato sostenuto soprattutto dalla domanda interna e dal mercato europeo. In prospettiva, per quanto concerne il portafoglio ordini, il 26% delle aziende ha dichiarato di disporre di una copertura superiore ai tre mesi, quasi la metà tra uno e tre mesi.
“Siamo a un punto di ripartenza, un’inversione di tendenza che va consolidata. Stiamo cercando in tutti i modi, evidentemente anche riuscendoci, di superare gli ostacoli posti dalle tensioni geopolitiche, dai rincari energetici e dall’incertezza internazionale. Adesso servono condizioni che rendano possibile trasformare questo recupero in una ripresa stabile: energia a costi sostenibili e la possibilità di fare gli investimenti che servono per essere competitivi in questo mondo ad ostacoli. E questo significa: chiarezza normativa, tempi certi per ottenere risposte dagli enti preposti, una normativa europea che la smetta di essere masochista verso l’industria europea e la smetta di essere il primo alleato dei prodotti provenienti dalla Cina”, ribadisce 芭芭拉·贝尔特拉姆·贾科梅洛,维琴察工业联合会主席。
