La مقابلے بازی del sistema produttivo italiano passa anche dalla capacità delle کمپنیوں di evolvere e adattarsi a un contesto economico sempre più orientato alla ٹیکنالوجی اور پائیداری. Più competenze manageriali esterne, apertura ai capitali, investimenti nella digitalizzazione e transizione ecologica sono, secondo یونین کیمرے۔, le principali leve per sostenere la crescita e rafforzare la capacità delle aziende di affrontare i mercati internazionali. Un percorso che riguarda da vicino soprattutto le Pmi, in un Paese dove il tessuto produttivo resta fortemente caratterizzato dalle imprese familiari. È quanto emerso durante l’audizione alla X Commissione della Camera, nell’ambito dell’indagine sulle dinamiche del Pil e sulla capacità competitiva del Paese.
Più manager esterni, più investimenti nelle tecnologie 4.0
Il tema riguarda un tessuto produttivo composto per l’82% da imprese familiari. Secondo Unioncamere, l’apertura della governance a competenze esterne può favorire l’ammodernamento: nelle imprese familiari guidate da manager esterni, gli investimenti nelle tecnologie 4.0 raggiungono il 38%, contro il 32% di quelle guidate da un manager della famiglia. Anche il متبادل نسلی può accelerare la trasformazione: le imprese con una forte presenza di lavoratori under 30 hanno una probabilità superiore del 10% di investire nel digitale e dell’8% nell’eco-innovazione.
Resta però un limite strutturale l’accesso a fonti di finanziamento diverse dal credito bancario. Il 72,1% delle Pmi italiane ricorre infatti ai prestiti bancari, oltre che al capitale familiare, mentre strumenti come venture capital, private equity, obbligazioni e crowdfunding hanno ancora un peso marginale.
Eppure, le imprese più aperte ai capitali esterni e alla finanza alternativa mostrano una maggiore propensione all’innovazione: la probabilità di investire in tecnologie strategiche come Big Data, Cloud, IoT e intelligenza artificiale è superiore del 18% rispetto al resto del tessuto produttivo.
Sostenibilità e innovazione guardano ai mercati esteri
La پائیداری si conferma intanto una leva di competitività, anche in termini di crescita e internazionalizzazione. Nel 2026, il 42% delle imprese High-Esg prevede un aumento dei ricavi, contro il 21% delle altre, mentre il 25% si aspetta una crescita dell’occupazione, rispetto al 10%.
Il legame con l’apertura internazionale è altrettanto evidente: le imprese High-Esg rappresentano il 25% di quelle attive solo sul mercato domestico, il 41% di quelle con qualche relazione internazionale e il 61% delle aziende pienamente integrate nelle catene globali del valore.
Green e digitale procedono inoltre sempre più insieme. Nel biennio 2024-2025, il 32% delle imprese più attente all’efficienza ambientale utilizzava già l’مصنوعی ذہانت per migliorare l’efficienza e ridurre le emissioni.
Per sostenere questa trasformazione, Unioncamere propone di favorire l’aggregazione tra imprese, l’apertura del capitale e l’ingresso di manager nelle Pmi, insieme a incentivi automatici e semplificati. Un intervento particolarmente rilevante riguarda la burocrazia: quasi il 65% delle aziende la indica come un freno alla propria attività.
