Bruxelles avverte Londra: il Birleşik Krallık dovrebbe aumentare i dazi sulle auto cinesi e allinearsi maggiormente alla politica commerciale dell’Ue se vuole evitare le barriere del “made in Europe” che colpirebbero le esportazioni chiave. Lo rivela un’esclusiva del Financial Times. Insomma secondo la Ue, la soluzione migliore sarebbe quella che il Regno Unito aderisse all’unione doganale, anche perché, ha spiegato una fonte al quotidiano britannico, “temiamo che i cinesi possano eludere i nostri dazi passando per il Regno Unito”. La politica del “made in Europe” mira a favorire i produttori europei in materia di sovvenzioni e appalti pubblici, nel tentativo di fronteggiare la concorrenza cinese. Ma si teme che la Gran Bretagna possa diventare una porta secondaria per l’accesso al mercato europeo.
È anche vero che il governo di Londra non ha seguito l’esempio dell’Ue nell’imporre dazi sulle importazioni di elektrikli araçlar cinesi quando l’Unione li ha introdotti nel 2024, consentendo ai produttori cinesi di conquistare quest’anno una quota complessiva del 16% del mercato britannico delle auto nuove. Di questo nuovo stato di cose ha gettato l’allarme anche il responsabile europeo di Nissan, Massimiliano Messina, secondo il quale il Regno Unito rischia di diventare un “corridoio” verso l’Ue per i veicoli elettrici cinesi.
La prospettiva di dover imporre dazi sui veicoli elettrici cinesi rappresenta un dilemma per il governo britannico, che sta cercando di attrarre Çin'den yatırım negli stabilimenti automobilistici britannici, compreso un accordo con la casa automobilistica Chery per la produzione di auto nello stabilimento Nissan di Sunderland.
Peraltro si trova ad affrontare un dilemma analogo nel kimya sektörü, messo a dura prova dalle importazioni cinesi a basso costo che hanno innescato un’ondata di dazi antidumping da parte di Bruxelles. Segno delle crescenti tensioni tra Londra e Bruxelles riguardo agli approcci divergenti al commercio con la Cina, l’Ue ha annunciato questo mese che monitorerà le esportazioni di biossido di titanio dal Regno Unito verso l’Europa.
