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Borse 23 settembre in ribasso per la ripresa del prezzo del petrolio dovuto all’incertezza dei rapporti tra Usa-Iran e Usa-Cina

Le incognite geopolitiche legate alla girandola di incontri a margine dell’Assemblea delle Nazioni Unite tiene i mercati finanziari col fiato sospeso. Piazza Affari non riesce a difendere i 52 mila punti. Spread sopra i 90 punti base

Borse 23 settembre in ribasso per la ripresa del prezzo del petrolio dovuto all’incertezza dei rapporti tra Usa-Iran e Usa-Cina

L’Assemblea generale dell’Onu è un momento importante di confronto internazionale, sebbene macchiato dall’assenza proprio di quei leader che dovrebbero rendere conto delle loro violazioni del diritto internazionale, da Vladimir Putin a Benjamin Netanyahu. Tuttavia la seduta di questi giorni a New York, contrassegnata da una girandola di incontri e dichiarazioni, non sta giovando al petrolio, che oggi riprende a salire: il Brent supera di nuovo i 100 dollari al barile arrivando in zona 102, e pure il Wti Crude Oil si apprezza di oltre l’1% vicino ai 92 dollari al barile.

Petrolio sopra i 100 dollari, gas naturale europeo al minimo dal 4 settembre

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha approfittato del suo intervento all’Adunarea Generală a ONU per respingere le restrizioni al programma nucleare civile dell’Iran e ribadire l’opposizione di Teheran alla presenza militare statunitense in Medio Oriente. Ha inoltre affermato che l’Iran resta aperto al dialogo e alla diplomazia, ma non accetterà negoziati condotti sotto pressione. E’ in calo invece il gas naturale europeo, che scende sui 72 euro per megawattora, il minimo dal 4 settembre: gli impianti di stoccaggio del gas in Europa sono pieni per circa il 69%, una percentuale ben inferiore alla media stagionale quinquennale dell’85%, il che rende il mercato vulnerabile in vista della stagione invernale di riscaldamento.

Oro sotto i 4.300 dollari l’oncia, il dollaro si rafforza sull’euro

Sempre sul fronte materie prime, oggi perdono valore oro e argento. Il primo scende sotto i 4.300 dollari all’oncia, il secondo invece cede il 3,5% sotto i 65 dollari all’oncia. Il dollaro continua a rafforzarsi nei confronti dell’euro, portando in questo mercoledì 23 settembre il cambio sotto l’1,14. Si sgonfia un poco il Bitcoin che però rimane molto sopra quota 80.000 dollari, oggi intorno agli 84.000 dollari. Tornano sotto pressione i rendimenti dei titoli di Stato e gli spread: il tasso del T-Bond decennale statunitense oscilla nuovamente sulla soglia psicologica del 5%. Sale decisamente sopra i 90 punti base lo spread Btp-Bund, con il rendimento del Btp decennale italiano che avvicina il 4,5%, il massimo da novembre 2023.

Sul Nasdaq rimbalza Meta grazie a Muse. Tonfo del settore travel

In questo scenario, le Borse occidentali sono tutte in rosso. L’Europa chiude così: Milano -0,21%, Parigi -0,4%, Londra -0,03%, Francoforte -0,66%. Anche Wall Street parte male, col Nasdaq che fa peggio del Dow Jones: l’indice composito perde quasi l’1%, il paniere Nasdaq-100 poco meno. Quasi tutti in negativo i titoli tecnologici: Sandisk -2,5%, Micron -1,5%, Google -3%, Amazon -2%, Apple -1%, Intel -2,2%, SpaceX -1,6%. Attenzione al crollo verticale del settore travel, su cui la geopolitica pesa non poco: Airbnb -5,5%, Booking -5%. In controtendenza invece Meta, che guadagna al momento quasi il 3% beneficiando del boom di Muse, il nuovo agente AI personale che sta registrando una forte adozione: ha superato 2,5 milioni di download e ha raggiunto rapidamente il vertice delle classifiche.

Piazza Affari finisce in extremis sotto quota 52.000 punti

Piazza Affari finisce appena sotto i 52.000 punti, penalizzata soprattutto dalle assicurazioni: Generali -2,3%, Unipol -2,8%. Al contrario le quotazioni del petrolio fanno riemergere il settore oil con Eni +2,8%, Saipem +0,6%, Tenaris +0,5%. Reagisce anche il lusso con Brunello Cucinelli +1,75% e Moncler +1,16%. Luptă cu băncile, sempre nella melma delle incertezze finanziarie globali e di un logorante risiko tutto italiano: Banco Bpm +1,2%, Banca Mediolanum +0,7%, Unicredit +0,23%, Mps +0,37%, Intesa Sanpaolo -0,37%, Bper -0,56%, Mediobanca +0,5%, Banca Generali -0,15%. Su Mps il ministro dell’Economia Giorgetti ha confermato che il governo si asterrà dal votare alla decisiva assemblea degli azionisti del 29 ottobre.

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