La fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery vale 110 miliardi di dollari, ma per arrivare al traguardo serve ancora qualche 譲歩. E Paramount sembra pronta a farne diverse. Sul tavolo ci sono infatti 1,5 miliardi di dollari da investire nelle produzioni cinematografiche in California, l’impegno a mantenere gli studios nello Stato e a produrre 30 film all’anno. A questi si aggiungono possibili interventi sulle reti via cavo e garanzie per tutelare l’indipendenza editoriale della CNN.
Il mercato guarda intanto con favore agli sviluppi della trattativa: nel 市販前 di ウォール街 le アクション di Paramount e Warner Bros. Discovery sono balzate entrambe di oltre il 7%. Resta però da superare uno degli ultimi ostacoli all’operazione: l’opposizione della California e di altri Stati americani, preoccupati per la concentrazione che nascerebbe nei mercati del cinema e della televisione via cavo.
Un pacchetto di concessioni per convincere la California
による ウォールストリートジャーナル, Paramount e il procuratore generale della California sono impegnati in 高度な交渉 に到達する 法廷外和解. Nel fine settimana i vertici del gruppo e la coalizione di Stati che ha fatto causa per bloccare la fusione hanno lavorato sui dettagli di una possibile intesa. Un accordo definitivo non è ancora stato raggiunto, ma il negoziato potrebbe rimuovere uno degli ultimi ostacoli alla nascita di un colosso dell’intrattenimento destinato a riunire sotto lo stesso gruppo Hbo, Cbs, Cnn, piattaforme di streaming e due grandi studios cinematografici.
Al centro della trattativa ci sono gli impegni sulla California. L’investimento da 1,5 miliardi di dollari sarebbe accompagnato dalla promessa di non vendere i due studios e di mantenere una presenza produttiva nello Stato, dopo che Paramount aveva valutato anche la possibilità di trasferire le proprie attività fuori dalla California.
La produzione sarebbe un altro punto vincolante: una volta completata l’operazione, il gruppo dovrebbe mantenere l’impegno a realizzare 30 film all’anno. In caso contrario potrebbero scattare delle ペナルティ e, tra le conseguenze prese in considerazione, ci sarebbe persino l’obbligo di vendere la partecipazione in Miramax.
Il pacchetto comprende inoltre la possibile vendita di alcune reti via cavo と creazione di un organismo incaricato di tutelare l’indipendenza editoriale の CNN. Misure che riguardano quindi diversi segmenti del futuro gruppo e che vanno ben oltre la sola produzione cinematografica.
L’opposizione degli Stati e della Writers Guild
Le concessioni arrivano dopo l’azione legale avviata a luglio da una coalizione di una dozzina di Stati guidati da amministrazioni democratiche, con la California in prima fila attraverso il procuratore generale Rob Bonta. Secondo i ricorrenti, l’unione tra Paramount e Warner Bros. Discovery potrebbe determinare un’eccessiva concentrazione nei mercati del cinema e della televisione via cavo.
また 全米脚本家協会 ha contestato l’operazione, richiamando l’attenzione sui possibili effetti sull’occupazione e sulla riduzione delle opportunità professionali per gli sceneggiatori.
Il confronto si è così spostato dal 裁判所 al tavolo delle trattative, dove gli impegni industriali e le garanzie sul territorio diventano parte del tentativo di ottenere il via libera. Ma mentre le parti cercano un punto d’incontro, il tempo continua a pesare sui conti dell’operazione.
Ogni giorno di ritardo costa 7 milioni di dollari
L’accordo tra Paramount e Warner prevede infatti pagamenti agli azionisti di Warner per circa 650 milioni ドル 四半期, a partire dal prossimo mese e fino alla conclusione della transazione. Sono circa 7 milioni di dollari al giorno.
Più la chiusura dell’operazione slitta, quindi, più aumenta il costo dell’attesa. Per Paramount significa trovare un equilibrio tra le concessioni necessarie a superare le resistenze delle autorità e l’impatto economico di un negoziato che si prolunga.
Per ora, però, l’intesa resta da chiudere. Non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo e non è chiaro quali delle misure attualmente discusse entreranno nel pacchetto finale. La strada verso la fusione da 110 miliardi di dollari passa quindi ancora dal tavolo delle trattative.
