La keynote di Meta Connect 2026 segna un cambio di passo: al centro non ci sono soltanto nuovi modelli di intelligenza artificiale, ma soprattutto Muse, l’agente personale presentato da Meta l’8 settembre e che in pochi giorni ha già registrato 2,8 milioni di installazioni complessive. Il Ceo Mark Zuckerberg lo ha descritto ieri come un progetto destinato a diventare molto più di un assistente: “Mi aspetto che Muse cresca fino a diventare la superintelligenza personale che miliardi di persone nel mondo utilizzeranno per raggiungere i propri obiettivi e migliorare le proprie vite”.
Rispetto ai chatbot tradizionali, Muse è concepito per eseguire attività 独立して: può gestire email, prenotazioni, acquisti e altri compiti attraverso servizi collegati, utilizzando una macchina virtuale dedicata e sistemi di sicurezza progettati da Meta. Al Connect, il nuovo programma AI Muse ha rivelato ulteriori sviluppi con conversazioni vocali in tempo reale, videochat live, voci personalizzabili e perfino un indirizzo email dedicato per ogni agente.
La novità più significativa è però il modello economico immaginato da Meta. Zuckerberg ha spiegato: “Crediamo che Muse farà guadagnare soldi agli utenti, e lo dimostriamo rendendo Muse gratuito per un enorme numero di token, con l’aspettativa che nel tempo noi di Meta guadagneremo prendendo una piccola commissione sulle transazioni commerciale che l’agente farà”. È una dichiarazione importante perché suggerisce un modello in cui Meta non monetizza necessariamente l’accesso all’AI, ma le attività economiche che l’agente svolge per conto dell’utente. Il meccanismo previsto da Meta è dunque che Muse abbia una grande quantità di utilizzo gratuito e, quando l’agente viene impiegato per attività commerciali, Meta prenderebbe una piccola commissione sulle transazioni, eventualmente a carico delle aziende coinvolte anziché dell’utente.
Muse arriva sugli occhiali AI glasses
Il passaggio dall’app agli occhiali è forse l’aspetto più strategico della presentazione. Meta ha annunciato che Muse arriverà sugli AI glasses, trasformandoli da interfaccia per Meta AI a possibile terminale di un agente personale capace di ricordare il contesto e agire senza richiedere continuamente l’intervento dello smartphone. Meta parla di disponibilità «nei prossimi mesi».
La direzione è coerente con la strategia illustrata da Zuckerberg nei mesi precedenti: gli occhiali possono accompagnare l’utente durante la giornata e fornire accesso continuo all’intelligenza artificiale. L’interpretazione è quindi chiara, ma va distinta dal fatto: Meta sta cercando di spostare l’AI dalla schermata del telefono verso dispositivi indossabili e agenti capaci di operare autonomamente.
Ray-Ban Meta Audio, gli occhiali senza fotocamera
La novità hardware più immediata è Ray-Ban Meta Audio, la prima generazione di occhiali Meta priva di fotocamera. Pesano 43 grammi, offrono fino a 12 ore di autonomia e altre 48 ore attraverso la custodia, e integrano altoparlanti, microfoni e accesso all’AI. Sono disponibili nei modelli Clubmaster e Burbank, con 23 combinazioni di colori e lenti, 349ドルから. I preordini partono il 23 settembre e la spedizione è prevista dal 13 ottobre.
Zuckerberg ha spiegato la logica del prodotto con una frase pronunciata durante la keynote: “Una volta che ti abitui all’audio di alta qualità, è qualcosa che vuoi avere sempre, giusto?”. Secondo il Ceo, lavorando su questa idea Meta si è resa conto di poter costruire “un’intera nuova categoria di occhiali” attorno all’audio.
Ray-Ban Meta Gen 3 e una gamma sempre più ampia
Meta ha presentato anche Ray-Ban Meta Gen 3, con fotocamera da 12 megapixel, video 3K Ultra HD, sei microfoni, autonomia fino a nove ore e un nuovo pulsante personalizzabile per richiamare Meta AI. Arrivano i nuovi stili Aviator e Zena accanto al Wayfarer; il prezzo parte da 449 dollari. Meta promette inoltre acquisizione video Dolby Atmos con audio spaziale a 360 gradi e nuove funzioni fotografiche.
La gamma Meta Glasses cresce con nuovi modelli Capri e Nova, una collaborazione con LISA, nuove versioni firmate Kylie Jenner e un modello Adventurer da 249 dollari. Meta prevede inoltre oltre 100 combinazioni di occhiali tra Ray-Ban, Oakley e Meta entro la fine dell’anno. Il rollout internazionale si amplia e comprende anche il Brasile, dove Meta Glasses arriveranno prossimamente.
Dalla AI agli occhiali, fino alla nuova piattaforma
Meta ha inoltre annunciato funzioni come Private Processing per proteggere i dati elaborati nel cloud e anticipato un dispositivo AI portatile dedicato a Muse, senza però fornire ancora tutti i dettagli. Sul fronte della realtà virtuale, l’azienda ha mostrato un nuovo Meta VR Glasses previsto per la primavera del 2027: circa 100 grammi, display 5K e computazione, batteria e memoria spostate in un dispositivo esterno collegato via cavo.
Il filo conduttore della keynote è quindi meno il singolo prodotto e più l’integrazione: Muse come agente, gli occhiali come interfaccia sempre disponibile e l’AI come strato comune tra servizi, dispositivi e mondo fisico. È la trasformazione della “personal superintelligence” da visione dichiarata da Zuckerberg a ecosistema di prodotti: quanto questa promessa riuscirà a tradursi in utilità quotidiana dipenderà ora dall’affidabilità degli agenti, dalla privacy e dalla capacità di Meta di convincere gli utenti a delegare loro una parte crescente delle proprie attività.
