Andrea Orcel prepara l’assalto definitivo a Commerzbank. Il numero uno di unicrédit, si sa, non è noto per la sua pazienza. E, come a voler confermare la sua fama, sarebbe pronto a prendere il controllo di Commerzbank e a riorganizzarne il consiglio di sorveglianza. Ma non tra sei mesi o un anno, come ipotizzato in precedenza. Vorrebbe farlo déjà en janvier, convocando l’assemblea straordinaria non appena avrà ricevuto le restanti autorizzazioni regolamentari necessarie per assumere il controllo dell’Istituto tedesco. Il piano in due fasi citato in più occasioni dall’attuale ceo Bettina Orlopp potrebbe dunque restare lettera morta, anche perché l’intenzione sarebbe anche quella di metterla alla porta, magari senza neanche troppa gentilezza.
A rivelare la volontà del Cr7 dei banchieri è il Financial Times, che cita persone a conoscenza dei fatti secondo cui il programma sarebbe quello di arrivare al controllo già entro la fine di febbraio.
Unicredit-Commerz: i due scenari per il controllo
Unicredit avrebbe già delineato due scenari. Il primo è quello base: prevedrebbe di acquisire il controllo di Commerzbank entro la fine di febbraio e di sostituire tutti e 10 gli azionisti membri del consiglio di sorveglianza, composto da 20 persone, ottenendo così una maggioranza effettiva. Ma c’è uno scenario ancora più favorevole, secondo il quale Piazza Gae Aulenti assumerebbe il controllo dell’istituto di Francoforte déjà en janvier.
Nonostante il piano sia quello di accelerare, “l’operazione potrebbe comunque essere rinviata fino all’assemblea annuale di Commerzbank, prevista a maggio, qualora la banca tedesca cercasse di posticiparla, hanno aggiunto le fonti, anche se la sua capacità di ostacolare i cambiamenti è limitata”, osserva Ft.
Unicredit e la riorganizzazione di Commerzbank
Una volta assunto il controllo e rimossa dalla sua poltrona anche l’amministratrice delegata di Commerzbank, Bettina Orlopp, Orcel avrebbe in programma una radicale ristrutturazione di Commerzbank, che prevede lo smantellamento di parte della sua rete internazionale, la dismissione di circa 20 miliardi di euro di prestiti alle imprese al di fuori dei suoi mercati principali, Germania e Polonia, non essenziali per i suoi clienti del Mittelstand, e una drastica réduction des coûts.
Alcune di queste misure potrebbero però non piacere al gouvernement de Berlin, che detiene una quota di quasi il 13% di Commerzbank e che di recente ha ammorbidito la sua opposizione a un’acquisizione, passando da una resistenza netta alla definizione di condizioni per rendere possibile l’operazione. Durante un incontro con il banchiere italiano, il ministro delle finanze Lars Klingbeil ha infatti chiesto il mantenimento della sede a Francoforte, della quotazione in Borsa e dei finanziamenti alle piccole e medie imprese tedesche, sia sul mercato domestico sia all’estero; la tutela degli interessi dei circa 40.000 dipendenti del gruppo, oltre che la permanenza di due rappresentanti dello Stato federale nel consiglio di sorveglianza. Le trattative sono in corso.
