Il prezzo del petrolio torna a salire, così come la tensione sui titoli di Stato e le Borse si muovono contrastate, preoccupate per ciò che succede in Medio Oriente dopo che il presidente americano, Donald Trump, ha respinto la proposta di tregua di Teheran. A tranquillizzare un po’ gli animi contribuiscono però i recenti dati macro che confermano la tenuta dell’economia globale, grazie in particolare agli investimenti sull’intelligenza artificiale che lascia presagire una nuova tornata di buoni risultati societari.
Torna a correre il petrolio
Torna a salire il prezzo del petrolio dopo il No di Trump e la risposta dell’Iran che ha annunciato che non ammorbidirà le condizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Gli operatori vedono così spegnersi ancora una volta le speranze di un rapido ritorno alla normalità del traffico nello stretto. A pesare è anche la minor produzione in Norvegia di 5 milioni di metri cubi al giorno per manutenzione agli impianti.
In questo contesto il prezzo del Brent sale sopra i 108 dollari al barile (+3,5%), mentre il future novembre del wtf texano si muove sopra i 95 dollari, in rialzo del 3,4%. Sale del 2,4% il gaz naturel, che sulla piattaforma Ttf di Amsterdam si attesta a 73,8 euro al megawattora.
Viaggiano in forte ribasso invece i prezzi dei preziosi: or au comptant si muove a 4.155 dollari l’oncia, in calo di oltre il 3%. Sprofonda argent (-4,7%), che scende a 61,7 dollari. Sale il dollar a quasi 1,14 sull’euro, mentre si indebolisce a 1,33 sulla sterlina.
In rialzo anche i rendimenti
In rialzo anche i rendimenti dei titoli di Stato. A metà seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il titolo tedesco di pari durata si attesta a 94 punti base, in rialzo di due punti rispetto al riferimento precedente. Sale al 4,58% (+0,8%) il rendimento del BTP XNUMX ans benchmark a fronte del 3,63% (+0,6%) del Frette tedesco. Gli Avoine 10 francesi si muovono al 4,74% (+0,97%) all’indomani delle elezioni del Senato in cui la destra ha conservato la maggioranza, mentre i partiti di estrema destra Rassemblement National e Union des droites pour la République hanno ottenuto abbastanza seggi per formare per la prima volta un gruppo parlamentare nella camera alta.
Le Borse reagiscono con cautela
Sull’azionario domina la cautela. Milan segna +0,13% a quota 51.935 punti, Parigi è in parità (+0,02%), Amsterdam 0,2% de sel et Londra dello 0,3%. In leggero calo Francfort (-0,12%). Negativi i future sui listini Usa.
A Milano corrono Amplifon e Eni, in rosso Tim
C'est sur la Piazza Afari Amplifon la maglia rosa (+5,8%) mentre gli analisti iniziano a posizionarsi in vista della pubblicazione dei conti del terzo trimestre, “Ci aspettiamo una solida crescita organica e una significativa espansione dei margini’, commentano da Equita, in attesa dell’annuncio dei risultati il 29 ottobre”. In netto rialzo stellante (+2,4%), seguita dai petroliferi. Eni guadagna l’1,76% in scia alla salita del petrolio e mentre la società è al centro dell’attenzione per il tetto ai prezzi dei carburanti, Saipem segna invece un incremento dell’1,75%.
Au bas du Ftse Mib il y a Telecom Italie (-1,4%) dopo la conclusione dell’Opas di Poste Italienne (+0,08%). L’offerta si è conclusa con adesioni pari al 65,72% del capitale che, sommate alla quota già detenuta, portano la partecipazione totale all’85,82%. Poste ha dunque mancato il 90%, soglia che avrebbe fatto scattare lo squeeze out che permette all’azionista che ha raggiunto una soglia elevata del capitale di acquistare in via coattiva le azioni residue degli azionisti di minoranza e procedere a un veloce delisting. Il focus, sottolineano gli analisti di Intermonte, e’ ora sull’esecuzione del piano di sinergie:
Vers le bas aussi inwit (-1%), e i titoli della difesa: Avio (-0,86 %)e Fincantieri (-0,8%), sotto la parità anche le banche.
En dehors du Ftse Mib, Trevi il augmente de 3,7 % après il rilancio dell’ops di Icoptandis que Danieli cede il 12,8% in seguito alla pubblicazione dei dati di bilancio.
