Le European stock exchanges they inaugurate October con il segno meno. A tenere banco sono soprattutto il ritorno delle pressures on inflation, government bond yields and Petroleum. And the rally dei titoli tecnologici in Asia e negli Stati Uniti non basta a raddrizzare la seduta del Vecchio Continente, dopo che i dati sull’inflazione di settembre hanno mostrato aumenti superiori alle attese in diverse grandi economie europee.
Milan loses 1,15%, Frankfurt 1,24%, Paris 1,37%, Madrid 1,59% and London l’1,71%. A Parigi, intanto, il governo dovrebbe presentare un piano per una significativa riduzione del deficit di bilancio, mentre resta alta l’attenzione degli investitori sul debito del Paese.
Inflazione in salita in Europa, mercati sotto pressione: cosa cambia per Bce e Fed
Il principale elemento di pressione arriva dai prezzi. Le letture di settembre di Germany, France, Italy e Spain, diffuse ieri, hanno evidenziato un’accelerazione dell’inflazione superiore alle previsioni. In Italia il tasso è salito al 4,2%, dal 3,3% di agosto; in Spagna è passato dal 4,6% al 5%. In Francia l’inflazione è aumentata dal 2,6% al 3,4%, mentre in Germania è salita dal 2,9% al 3,3%. Alla base dell’accelerazione ci sono soprattutto i prezzi dell’energia e, in parte, quelli degli alimentari.
Il quadro riporta così in primo piano il tema delle prossime mosse delle banche centrali. Gli operatori hanno ridotto le aspettative per un rialzo dei tassi della Bce a ottobre, mentre il rendimento del Bund biennale è sceso di circa 9 punti base.
She also spoke on the subject Isabel Schnabel, membro del board della Bce, secondo cui i prossimi mesi permetteranno di capire meglio come lo shock energetico si stia trasmettendo all’economia. Il punto, per i mercati, è quanto a lungo la nuova pressione sui prezzi possa durare senza complicare il percorso della politica monetaria.
Anche sul fronte statunitense il quadro resta delicato. Il Treasury yield decennale è tornato vicino al 5,3%, riportandosi su livelli particolarmente elevati e vicini ai massimi degli ultimi decenni. Le aspettative per un rialzo dei tassi della Fed a ottobre sono invece scese al 37%, dal 71% di una settimana fa, secondo i dati Cme FedWatch, dopo i dati migliori delle attese della vigilia su Pil e inflazione
Oggi Pmi e dati Usa, venerdì l’inflazione dell’Eurozona
La giornata è particolarmente ricca sul fronte macroeconomico. In Europa sono attesi i dati sui Pmi manifatturieri di Eurozona, Francia, Italia e Germania. Nel pomeriggio dagli Stati Uniti arriveranno invece le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione e l’indice Ism manifatturiero, atteso dagli economisti a 55.
Il dato più atteso della settimana per i mercati europei arriverà però venerdì, con la prima stima dell’inflazione dell’Eurozona di settembre. Le attese indicano un tasso al 3,7%, ai massimi da circa tre anni. Nella stessa giornata dagli Stati Uniti arriveranno i dati sul mercato del lavoro, con circa 85mila nuovi posti attesi.
Sul fronte delle banche centrali sono inoltre previsti diversi interventi. Christine Lagarde parlerà alle 15:30 a Francoforte, in occasione dell’apertura di una conferenza dell’European Systemic Risk Board, mentre alle 17:30 sarà la volta di Schnabel, impegnata in un panel sulla politica monetaria a Londra. Nel corso della giornata sono attesi anche interventi di esponenti della Fed e della Bank of England.
Asia, il Nikkei corre con semiconduttori e intelligenza artificiale
Se in Europa prevale la cautela, in Asia la musica è stata diversa. Il Nikkei 225 ha chiuso in rialzo del 3,30% a 68.956,72 punti, dopo il +1,9% della seduta precedente. A trainare l’indice sono stati soprattutto i titoli legati ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale: Advantest è salita dell’8,5%, Disco Corp del 5% e Tokyo Electron del 5,96%. Il Topix ha invece chiuso a 4.131,98 punti, in rialzo dello 0,57%.
A sostenere il comparto tecnologico sono state le indicazioni positive di Micron sulle prospettive del settore, dopo risultati trimestrali record. La società ha però avvertito che l’aumento dei costi del personale potrebbe pesare sui margini.
A favorire la Borsa giapponese è stato anche lo weaker yen, dopo che i verbali della riunione della Bank of Japan hanno raffreddato le aspettative di un secondo rialzo consecutivo dei tassi. I mercati della Cina continentale e di Hong Kong sono invece rimasti chiusi per festività.
Il buon andamento del comparto tecnologico asiatico si riflette anche sui Wall Street futures: quelli sul Nasdaq guadagnano circa l’0,48%, sostenuti dalle indicazioni di Micron, in rosso DJ e S&P 500.
Piazza Affari: banche sotto pressione, bene il tech
A Milano il comparto dei semiconduttori continua a beneficiare del buon andamento globale dei chip dopo le indicazioni di Micron. Techno probe, in particolare, è al terzo giorno consecutivo di rally, mentre anche stmicroelectronics e Prysmian mostrano una buona tenuta.
Among other titles, Eni è sotto osservazione dopo il completamento della riorganizzazione dell’azionariato e della governance di Fullness. Resta sotto i riflettori anche Recordati, dopo l’esposto alla Consob presentato dal family office Tokos Scf sulla congruità dell’Opa da 51,29 euro per azione lanciata da Cvc e Gbl. Il Cda si è diviso sulla valutazione dell’offerta: sei consiglieri l’hanno ritenuta congrua, mentre quattro indipendenti hanno votato contro.
In rosso le banche, con gli occhi sul risiko bancario: In vista dell’assemblea di Mps del 29 ottobre, la banca ha precisato che l’approvazione delle due Ops su Banco Bpm e Banca Generali sarà separata dall’acquisizione del 13,3% di Generali nell’ambito dell’operazione Mediobanca. La fusione, se approvata, prevederebbe inoltre una distribuzione straordinaria agli azionisti e lascerebbe Mps con una partecipazione dell’8,8% nel capitale di Generali. Il Leone ha intanto approvato a maggioranza il progetto di fusione per incorporazione di Insurance Alliance. Sempre sul fronte bancario, secondo quanto riportato dai media tedeschi, i sindacati di Commerzbank avrebbero segnalato a UniCredit una disponibilità alla cooperazione, dopo circa due anni di opposizione.
Fanalino di coda anche Tim e Post.
Out of the main basket, Webuild ha comunicato di aver ottenuto l’autorizzazione prevista dalla normativa italiana sul Golden Power nell’ambito dell’offerta su Trevi. Bank Ifis, invece, ha quantificato in 170 milioni di euro l’impatto sul conto economico dell’ispezione della Banca d’Italia, al netto degli accantonamenti già contabilizzati nel primo semestre. Bff Bank ha infine annunciato la vendita di un portafoglio di crediti deteriorati per 127 milioni di euro, operazione che riduce il deficit patrimoniale previsto per il 2028.
Nuovo rialzo per i rendimenti dei titoli di Stato. Il decennale italiano sale al 4,71%, dal 4,60% della chiusura precedente, portandosi sui livelli più alti degli ultimi tre anni. Sale anche lo spread con il Bund di pari scadenza, che si porta a 109 punti base, quattro in più rispetto alla vigilia e di nuovo sopra quota 100.
Gli altri mercarti
Il Petroleum prova a recuperare terreno dopo il calo della vigilia, ma resta comunque sotto i livelli chiave. Il Brent si muove poco sotto i 100 dollari al barile, mentre il Wti risale leggermente ma resta sotto quota 92 dollari. Secondo il Financial Times, il presidente Usa Donald Trump starebbe inoltre insistendo sul possibile divieto di esportazione del diesel americano, con l’obiettivo di contenere i prezzi in vista delle elezioni di metà mandato.
L’attenzione resta però concentrata sullo Strait of Hormuz. I movimenti sul mercato del petrolio sembrano riflettere l’ipotesi di un allentamento delle tensioni e di una possibile riapertura della rotta. Mercoledì le opzioni che puntano a un calo del Brent hanno superato quelle legate a un rialzo di quasi tre a uno. Un segnale di maggiore cautela sulla tenuta dei prezzi, anche se per ora non c’è ancora un accordo sulla riapertura di Hormuz.
Little moved the gas Ttf di Amsterdam, a 72,1 euro al MWh (-0,3%). L’ sale leggermente a 4.191 dollari l’oncia, mentre l’euro resta sui minimi a 1,1321 dollari, contro 1,1331 della vigilia.
