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Borse oggi zavorrate dal nuovo rialzo del petrolio. Nemmeno gli utili stellari di Samsung le rassicura. Le megacap continuano a cercare soldi

I titoli azionari hanno subito un altro calo, da Wall Street all’Asia, gravati dalle nuove tensioni in M;edio Oriente e dal conseguente rialzo del prezzo del petrolio.
Borse europee viste aprire poco mosse. A Piazza Affari occhi a Intesa Sanpaolo, Anima, Banca Mediolanum, Tim

Borse oggi zavorrate dal nuovo rialzo del petrolio. Nemmeno gli utili stellari di Samsung le rassicura. Le megacap continuano a cercare soldi

Le borse sono di nuovo sotto pressione mentre gli investitori guardano con preoccupazione al nuovo rialzo del prezzo del petrolio. L’incredibile ricerca di finanziamenti da parte delle megacap dell’AI si sta mettendo in concorrenza con i debiti sovrani. Resta l’attenzione sulla Francia, mentre la banca centrale del paese tenta di rassicurare gli investitori. Le borse asiatiche sono in calo e nemmeno gli utili stellati di Samsung le rassicura. Le Borse europee galleggiano attorno alla parità.

Petrolio verso i 103-102 dollari. Trump prepara un nuovo attacco all’Iran

I future sul petrolio Brent sono aumentati del 2,5%, raggiungendo quota 102,74 dollari al barile. I future sul petrolio WTI (West Texas Intermediate) statunitense hanno guadagnato 1,66 dollari, pari all’1,88%, arrivando a 89,94 dollari. A spingere nuovamente il prezzo del greggio più fattori. Da una parte la notizia che la Casa Bianca avrebbe chiesto al Pentagono di elaborare piani di attacco contro l’Iran da attuare prima delle elezioni di medio termine, dall’altra gli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno colpito due aeroporti in Arabia Saudita, uccidendo tre persone, intensificando gli attacchi contro il regno, e combattendo anche contro le forze appoggiate da Riad in Yemen. Inoltre gli Stati Uniti hanno tagliato la produzione a causa di un uragano che minaccia la produzione offshore. Eppure durante la notte i prezzi del petrolio erano calati dopo che l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha concordato di accelerare il rilascio delle scorte di petrolio e di dare priorità alle forniture di gasolio nell’ambito di un piano avviato a marzo.

Wall Street ieri in calo. Megacap a caccia di finanziamenti per l’AI: è un circolo vizioso?

Ieri Wall Street ha chiuso in ribasso, con i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi a lunga scadenza che hanno ripreso a salire, riaccendendo i timori di inflazione e di un crescente debito. Il Dow Jones ha chiuso a -0,66%, S&P 500 a -0,22%, Nasdaq a -0,22%. L’indice Russell 2000 delle società a piccola capitalizzazione ha registrato un calo dell’1,3%.

SpaceX ha perso il 2,5% in seguito alle notizie diffuse dai media secondo cui l’azienda aerospaziale di Elon Musk stava cercando di emettere 30 miliardi di dollari di debito con rating investment grade, insieme a ben 10 miliardi di dollari in prestiti bancari, per acquistare chip da Nvidia. La notizia ha fatto schizzare alle stelle i premi dell’assicurazione contro il rischio di insolvenza di SpaceX. Si tratta della stessa SpaceX che ha raccolto la cifra record di 86 miliardi di dollari con la sua IPO di giugno e ha poi immediatamente venduto obbligazioni per 25 miliardi di dollari. Nvidia detiene anche una partecipazione del valore di circa 21 miliardi di dollari nell’impresa di Elon Musk.40 miliardi di dollari di finanziamenti per acquistare chip Nvidia. Alcuni analisti hanno messo in guardia contro un pericoloso circolo vizioso in cui Nvidia finanzia proprio i clienti che acquistano i suoi prodotti, mettendo a rischio gli investitori globali qualora i profitti attesi non si fossero concretizzati. Il Wall Street Journal riporta che Broadcom sta raccogliendo 50 miliardi di dollari di finanziamenti per acquistare apparecchiature da OpenAI.

Dai verbali della riunione di politica monetaria della Federal Reserve statunitense di settembre, in cui la banca centrale ha approvato all’unanimità il primo aumento dei tassi di interesse da luglio 2023, sono emerse divergenze di opinione sulla logica di tale incremento. Alcuni partecipanti ritenevano che l’aumento fosse necessario per contenere l’impatto degli shock dei prezzi energetici, mentre altri lo consideravano indispensabile per frenare l’inflazione trainata dalla domanda. Secondo lo strumento FedWatch del CME, i mercati finanziari attualmente prezzano una probabilità del 17,2% che la Fed aumenti i tassi questo mese, in calo rispetto al 37,6% di una settimana fa. Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 30 anni raggiunge il massimo degli ultimi 24 anni.

Asia in calo. Samsung mostra utili stellari, ma il titolo scende

Le borse asitiche sono in calo. L’Indice Msci delle azioni dell’Asia-Pacifico è in calo dell’1,2%. Il Nikkei giapponese è scivolato dell’1,1%: è il secondo giorno consecutivo, anche a causa delle modifiche alla ponderazione del Topix che hanno innescato vendite sui titoli destinati a vedere ridotta la propria presenza nell’indice. Il Kospi della Corea del Sud è crollato del 2,1%. Samsung Electronics ha previsto un aumento del 783% dell’utile operativo del terzo trimestre, raggiungendo i 107,4 trilioni di won (80,17 miliardi di dollari), nonostante le sue azioni abbiano perso l’1,2%.

Occhi sulla Francia: la banca centrale francese interviene per rassicurare gli investitori

Non è mai un buon segno quando il governatore della banca centrale deve rassicurare gli investitori sul fatto che il Paese non ha bisogno dell’aiuto di quella grande banca di Francoforte. Le tensioni sul mercato obbligazionario francese hanno indotto il governatore della Banca di Francia, Emmanuel Moulin, a riconoscere la gravità della situazione economica del Paese, pur affermando che non era necessario l’intervento della Banca Centrale Europea. I titoli di stato, che nelle ore precedenti sembravano aver preso fiato, hanno di nuovo subito pressioni.

Gli investitori hanno reagito vendendo l’euro, che si è attestato a 1,1204 dollari dopo aver perso lo 0,6% durante la notte. Una rottura del recente minimo a 1,1161 dollari rischierebbe un ritracciamento fino a 1,1065 dollari.

La prospettiva di una crescente concorrenza da parte degli emittenti aziendali ha fatto risalire anche i rendimenti dei titoli del Tesoro Usa a 10 anni al 5,31% in Asia. I rendimenti erano scesi da un massimo del 5,3645% durante la notte, grazie a un’asta di titoli che ha attirato una domanda molto elevata. Oggi è in agenda l’asta sui trentennali che mostrano rendimenti attorno al 5,70%.

Borse europee viste aprire poco mosse. A Piazza Affari occhi a Intesa Sanpaolo, Anima, Banca Mediolanum e Tim

Le borse europee sono viste aprire poco mosse sulla base delle indicazioni dei futures sull’Eurostoxx 50 a -0,1%

Azimut. La raccolta netta di settembre ammonta a 683 milioni di euro, e porta la raccolta da inizio anno a 10,9 miliardi. Il dato si compone di 364 milioni di euro di AuM e 319 milioni di euro di AuC. L’Italia, con 792 milioni di euro, ha compensato il deflusso di 693 milioni di euro dall’area EMEA, dovuto principalmente ai circa 695 milioni di euro di deflussi dalla Turchia legati alle turbolenze sui mercati locali.

Banca Mediolanum. La raccolta netta totale di settembre si attesta a 1,07 miliardi di euro, che porta il dato da inizio anno a 9,52 miliardi di euro. La raccolta in AuM è stata di 675 milioni di euro, per un totale da inizio anno di 7,24 miliardi di euro (+10% su base annua), di cui 3,0 miliardi nel terzo trimestre 2026. L’obiettivo di 9 miliardi di euro di raccolta in AuM per il 2026 appare ora ampiamente alla portata

Bper Banca, Unipol. Hanno rinnovato gli accordi di bancassurance fino alla fine del 2036.

Eni. JP Morgan ha alzato il target price a 28 euro, da 26,50 euro.

Intesa Sanpaolo. Edizione aderirà all’offerta della banca sul Monte dei Paschi di Siena. Lo ha dichiarato un portavoce della holding della famiglia Benetton.

Prysmian. Atkore ha votato a favore dell’acquisizione da parte della società di cavi, al prezzo di 95 dollari per azione, da versare in contanti. Il perfezionamento dell’operazione è atteso per il 19 ottobre.

Telecom Italia. Poste conferma il management di Tim; il piano di integrazione è atteso nel 2027.

Unipol. Definiti i termini finali dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro, con 121,6 milioni di nuove azioni offerte a 20,56 euro per azione, con un rapporto di 10 nuove azioni ogni 59 possedute. L’operazione implica uno sconto del 18,75% sul TERP. Il periodo di offerta sarà dal 12 al 26 ottobre, con il 50,27% già coperto da impegni irrevocabili di sottoscrizione.

Anima Holding. La raccolta di risparmio gestito a settembre è risultata negativa per 254 milioni di euro.

Erg. Il Cda ha dato il via libera al rinnovo del programma di emissioni di prestiti obbligazionari, non convertibili e non subordinati, a medio-lungo termine, per un ammontare massimo di 3 miliardi di euro, di cui 1,6 miliardi già emessi.


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