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Borsa oggi 29 settembre: Piazza Affari torna sopra quota 52 mila punti sulla spinta dei titoli AI con Technoprobe e Stm in evidenza

Attesa per il vertice alla Casa Bianca con i big dell’intelligenza artificiale, mentre i mercati guardano alle prospettive del settore. Petrolio e gas invertono la rotta. Restano sotto pressione i bond per i timori sull’inflazione: Treasury decennale ai massimi dal 2007

Borsa oggi 29 settembre: Piazza Affari torna sopra quota 52 mila punti sulla spinta dei titoli AI con Technoprobe e Stm in evidenza

Le Borse europee consolidano i rialzi dopo un avvio positivo, sostenute soprattutto dal comparto tecnologico, che resta il settore più brillante del Vecchio Continente. A Milano il Ftse Mib sale dello 0,89% a 52.217,98 punti, mentre Francoforte guadagna lo 0,61%, Parigi lo 0,24%, Madrid lo 0,63% e Londra lo 0,36%.

A sostenere il comparto tecnologico è soprattutto il rinnovato ottimismo sull’intelligenza artificiale, alimentato dal buyback record di Nvidia e dalle indicazioni arrivate da Anthropic. Nel prospetto informativo preparato in vista della possibile Ipo, la società guidata da Dario Amodei evidenzia anche i rischi legati allo sviluppo dell’AI, ma prevede investimenti per circa 520 miliardi di dollari in servizi cloud, capacità di calcolo e infrastrutture. Un piano che, secondo gli analisti di Banca Akros, sostiene l’intera filiera dell’intelligenza artificiale e contribuisce a riaccendere gli acquisti sui titoli tecnologici.

Sul mercato restano però altri due temi dominanti: il rialzo del costo dell’energia e la pressione sui rendimenti dei titoli di Stato. L’assenza di segnali di svolta nei negoziati tra Stati Uniti e Iran sulla riapertura dello Stretto di Hormuz mantiene infatti elevata la tensione sul petrolio. Il rincaro dell’energia alimenta a sua volta i timori sull’inflazione e rende più vulnerabili i titoli di Stato, spingendone verso l’alto i rendimenti.

Wall Street, future poco mossi. Occhi sui T-bond

In questo contesto, Wall Street si prepara a un’apertura poco mossa, con un’impostazione leggermente più positiva per il comparto tecnologico. I future sul Dow Jones cedono lo 0,07% a 51.800 punti, mentre quelli sull’S&P 500 sono quasi invariati a 7.745 punti (-0,02%). In rialzo, invece, i Nasdaq futures, che avanzano dello 0,12% a 30.604 punti.

Anche il mercato obbligazionario americano resta sotto osservazione. I Treasury si sono stabilizzati dopo aver raggiunto livelli particolarmente elevati: il rendimento del decennale è arrivato al 5,27%, sui massimi dal 2007. Gli investitori guardano quindi alle prossime mosse della Federal Reserve e al rischio che l’inflazione più persistente possa rendere necessario un atteggiamento ancora restrittivo.

A fornire indicazioni sul percorso della Fed saranno soprattutto i prossimi dati macroeconomici, a partire dall’indice Pce sull’inflazione, atteso il 30 settembre, e dai non-farm payrolls del 2 ottobre.

Intanto, l’intelligenza artificiale resta al centro anche dell’agenda politica ed economica americana. È atteso oggi alla Casa Bianca un incontro tra i principali protagonisti del settore, il presidente Usa Donald Trump e lo speaker della Camera Mike Johnson. Tra i temi del confronto ci sarà anche la supervisione dell’AI, al centro del dibattito all’interno della maggioranza presidenziale.

Secondo la Cnn, saranno presenti Mark Zuckerberg di Meta, Sundar Pichai di Google e il presidente di OpenAI Greg Brockman. L’Afp ha inoltre confermato, citando fonti vicine alla vicenda, la partecipazione di Dario Amodei di Anthropic e Jensen Huang di Nvidia. Atteso a Washington anche Elon Musk, che parteciperà al lancio di un nuovo sito destinato a riunire, con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, diversi servizi del governo federale.

Piazza Affari: corrono Technoprobe e Stm, giù i titoli oil

Il rally dei titoli tecnologici spinge Piazza Affari sopra la soglia psicologica dei 52 mila punti, dove gli acquisti si concentrano soprattutto sui comparti legati all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori. Technoprobe guida il listino con un rialzo del 7,53%, mentre Stmicroelectronics sale del 2,9%. Positiva anche Prysmian (+1,92%), sostenuta dalle prospettive di crescita legate allo sviluppo dei data center.

A Milano corre anche Avio (+3,72%), dopo l’upgrade sul titolo da parte di Equita, che ha portato la raccomandazione a “Buy”. Più deboli invece le utility, mentre il comparto oil risente della frenata dei prezzi del petrolio: Eni cede l’1,34% e Tenaris lo 0,89%. In coda al listino si posizionano anche Tim e Poste Italiane.

Tra i bancari, Unicredit (+0,52%) procede invece con maggiore cautela. Il mercato continua a guardare alle prossime mosse del gruppo sul dossier Commerzbank. Secondo il Financial Times, l’istituto italiano punta ad assumere il controllo della banca tedesca entro la fine di febbraio e a rinnovarne il consiglio di sorveglianza. In uno scenario più favorevole, il controllo potrebbe arrivare già a gennaio.

Più indietro Mediobanca, mentre Mps resta sostanzialmente stabile in attesa dell’assemblea straordinaria del 29 ottobre, chiamata a deliberare sulla fusione per incorporazione di Mediobanca. Da seguire anche Banca Ifis, in rialzo di oltre il 5%, mentre procede il piano di intervento successivo ai rilievi della Vigilanza. Sul fronte dei crediti deteriorati, la data room con i soggetti ammessi alla gara dovrebbe proseguire per tutto ottobre, con l’obiettivo di arrivare alle offerte vincolanti e all’assegnazione dell’esclusiva nel mese di novembre.

Tra i titoli del lusso, Ferrari guadagna circa l’1% dopo che Jefferies ha confermato la raccomandazione “Buy” e il target price a 400 euro. Il broker evidenzia la visibilità degli utili del gruppo in un contesto nel quale i consumi legati al lusso restano esposti alla volatilità dei mercati finanziari.

Pirelli sale invece di circa l’1,92% dopo che il Consiglio dei ministri ha esercitato i poteri speciali previsti dal golden power sulle attività del gruppo e di Abet High Tech Solutions legate al settore della difesa. Il provvedimento prevede prescrizioni tecnico-organizzative per tutelare proprietà industriale, know-how e dati strategici.

Petrolio ancora sopra i 100 dollari

Dopo il forte rialzo delle ultime sedute, il petrolio inverte la rotta e passa in territorio negativo. Il future sul Brent con scadenza novembre scende a 105 dollari al barile (-0,2%), mentre il Wti di pari scadenza arretra a 92,3 dollari (-0,3%).

Il mercato continua comunque a monitorare i rischi per le forniture dal Medio Oriente legati al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Secondo i dati preliminari di Kpler, a settembre le esportazioni di greggio dei principali produttori mediorientali sono salite a 12,8 milioni di barili al giorno, il livello più elevato da febbraio, grazie soprattutto all’aumento delle spedizioni da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Una parte dei flussi continua tuttavia a essere gestita attraverso soluzioni alternative e più costose, come i trasferimenti da nave a nave. Scende anche il gas naturale scambiato sulla piattaforma Ttf di Amsterdam, in area 71 euro al megawattora.

Euro ai minimi da tre mesi, in calo anche l’oro

Le tensioni sull’energia si riflettono anche sul mercato valutario. L’euro resta infatti vicino ai minimi da tre mesi e sotto quota 1,14 dollari, mentre il biglietto verde beneficia sia della volatilità dei prezzi del greggio sia della rapida crescita dei rendimenti dei Treasury.

Il cambio euro/dollaro si attesta a 1,1364, contro l’1,1367 della chiusura di lunedì. Poco mosso l’euro/yen, a 178,8, mentre il dollaro/yen si mantiene poco sopra quota 157. In calo anche l’oro, tradizionale bene rifugio nelle fasi di maggiore incertezza: il prezzo cede lo 0,3% a 4.180 dollari l’oncia.

Btp, rendimenti ai massimi da quasi tre anni

A completare il quadro è la pressione sul mercato obbligazionario italiano. Il Tesoro ha collocato complessivamente 8 miliardi di euro attraverso tre titoli: il nuovo Btp a cinque anni, con scadenza febbraio 2032, ha registrato un rendimento del 4,08%, in forte aumento rispetto al 3,44% dell’asta di fine agosto e ai massimi da ottobre 2023. Il Btp decennale ottobre 2036, assegnato per 3 miliardi di euro, ha visto invece il rendimento salire al 4,58%, anche in questo caso il livello più elevato da ottobre 2023, dal precedente 4,10%. Collocati inoltre 1,5 miliardi di Ccteu aprile 2036 al 3,38%.

Dopo l’asta, lo spread Btp-Bund si porta a 97 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano resta intorno al 4,57%.

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