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Mps, il cda prepara l’assemblea del 29 ottobre. Lovaglio: “Non sarà un referendum sull’Ops. Fiducioso su Crédit Agricole”

Il Consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi, alla presenza dei reintegrati Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, ha lavorato sulla convocazione dell’assemblea, che dovrà dare il via libera al board per proseguire sull’Ops su Banco Bpm e Banca Generali. Le parole dell’Ad alla vigilia

Mps, il cda prepara l’assemblea del 29 ottobre. Lovaglio: “Non sarà un referendum sull’Ops. Fiducioso su Crédit Agricole”

Il Consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena è tornato a riunirsi giovedì 24 settembre a Rocca Salimbeni, con il rientro nel board dei consiglieri Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone. Al centro dei lavori la preparazione dell’assemblea degli azionisti convocata per il 29 ottobre, appuntamento decisivo per la strategia del gruppo guidato da Luigi Lovaglio.

Sul tavolo ci sono sempre le due offerte pubbliche di scambio lanciate da Mps su Banco Bpm e Banca Generali, all’interno del più ampio confronto con l’Opas di Intesa Sanpaolo sul Monte. Il consiglio odierno non ha prodotto, secondo le informazioni disponibili, modifiche sostanziali alla struttura delle due operazioni. Alla vigilia però l’Ad Luigi Lovaglio aveva rilasciato importanti dichiarazioni a riguardo.

Lovaglio: “Non sarà un referendum”

Alla BofA Financials Ceo Conference, Lovaglio aveva spiegato che l’assemblea del 29 ottobre non dovrà essere considerata “un referendum” tra il progetto Mps e quello di Intesa Sanpaolo, ma un passaggio nel quale gli azionisti dovranno decidere “se preservare l’opzionalità di avere almeno due alternative davanti a loro”. Il manager ha ribadito che le due operazioni “possono funzionare individualmente”. Banco Bpm, ha spiegato, porterebbe “la maggior parte delle sinergie” e consentirebbe di aumentare le dimensioni del gruppo; Banca Generali avrebbe invece un ruolo più importante nello sviluppo del wealth management.

Lovaglio insiste inoltre sul potenziale per gli azionisti: Mps punta a distribuire complessivamente 4 miliardi di euro e, nel lungo periodo, il manager ritiene possibile portare la capitalizzazione del gruppo verso i 100 miliardi. “Credo fermamente che offrendo ai nostri soci tutti questi elementi faranno la scelta giusta”, ha detto, aggiungendo che dagli incontri con gli investitori emerge la sensazione che il razionale del progetto sia stato condiviso.

Il nodo Crédit Agricole

Uno dei passaggi più delicati resta il rapporto con Crédit Agricole, azionista di Banco Bpm con circa il 29,3%. Lovaglio si è detto “fiducioso” che il gruppo francese possa riconoscere il valore della proposta Mps: “Faranno le loro valutazioni, ma sono fiducioso che per un gruppo come il Credit Agricole, con la sua storia, la bontà della nostra proposta è qualcosa di valore”.

Da Crédit Agricole, però, sono arrivate parole che indicano un’altra possibile strada. La vicedirettrice generale Clotilde L’Angevin ha definito “molto interessante” uno scenario di combinazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia, sottolineando che “nulla può essere fatto senza o contro di noi”.

Il Tesoro resta fuori dal voto

Sul fronte azionisti, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che il Mef, titolare del 4,86% di Mps, non parteciperà all’assemblea del 29 ottobre. “Noi non partecipiamo e seguiremo la decisione del mercato”, ha dichiarato, spiegando che sarà il mercato a valutare le offerte.

La partita resta quindi aperta. Da qui al 29 ottobre Mps dovrà cercare di mantenere il sostegno degli azionisti mentre Consob dovrà esaminare il prospetto delle offerte. Tra i soci osservati speciali c’è Delfin, che secondo le informazioni disponibili attenderà i chiarimenti dell’autorità prima di definire la propria posizione.

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