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Enel pronta a chiudere 23 impianti, sindacati sul piede di guerra

La società elettrica ha annunciato la possibilità di dismettere 23 impianti termoelettrici in Italia – L’ad Starace rassicura sulle prospettive occupazionali, ma i sindacati promettono battaglia – Anticipato il piano industriale 2015-2019: più risorse per la crescita.

Enel pronta a chiudere 23 impianti, sindacati sul piede di guerra

Enel potrebbe dismettere impianti termoelettrici per 11 GW. Ad annunciarlo, nel corso di un’audizione al Senato, è stato l’a.d. del gruppo Francesco Starace, che ha parlato di un piano di dismissioni o cessazioni che coinvolgerebbe 23 impianti diversi per tecnologia e localizzazione.

“Abbiamo in corso – ha dichiarato l’ad di Enel – studi per soluzioni di business alternative per salvaguardare, di concerto con tutti gli stakeholder, occupazione e, ove possibile, vocazione industriale e produttiva dei siti”. Da un punto di vista occupazionale, Starace ha promesso che i 700 addetti coinvolti non avranno problemi, dal momento che saranno riallocati o andranno in pensione.

Una rassicurazione che, però, sembra non essere bastata ai sindacati che, per bocca del segretario generale della Filctem-Cgil, attaccano il piano dell’ad: “La dismissione delle centrali elettriche italiane: un’idea sbagliata che renderà l’Enel sempre più debole e marginale nel nostro Paese”. “Il piano annunciato – ha proseguito Miceli – è pesante, sensazionalistico e privo di razionalità”.

Starace ha, inoltre, presentato al Senato il nuovo Piano industriale 2015-2019 di Enel: “La riorganizzazione del gruppo consentirà di ottenere ulteriori risorse da investire nella crescita, attraverso una razionalizzazione degli investimenti in manutenzione: un modello di successo – ha sottolineato Starace – già applicato in Enel Green Power”. 

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