O Ops di Mps su Banco Bpm não convence José Castanho: il futuro di Piazza Meda sarà deciso insieme agli azionisti. “In questo momento siamo sotto regra de passividade quindi non possiamo esprimerci essendoci una offerta su di noi. Un’offerta purtroppo come abbiamo già dichiarato non a premio anzi a sconto che ci lascia semplicemente impossibilitati a fare delle nostre mosse”. Così il ceo Castagna, a margine di un evento, ha sintetizzato la posizione della banca sull’Ops lanciata da Mps.
A queste condizioni, sembra quindi difficile che i soci del Banco possano guardare con favore all’offerta di Siena. Un’offerta che l’ad Louis Lovaglio ha comunque strutturato in modo da avvicinarla, nella forma, a una fusione più che a un’acquisizione Del resto, era stato proprio Banco Bpm, a inizio giugno, a scrivere a Mps auspicando una fusione alla pari tra le due banche, con governance condivisa. Un’ipotesi che, però, non ha avuto seguito.
Banco Bpm, il futuro resta aperto: “Il nostro partner scelto con i soci”
Se la strada con Mps non sembra convincere Piazza Meda, il futuro della banca non è comunque già scritto. Castagna tiene aperte sia l’ipotesi stand alone sia quella di un’aggregazione, lasciando agli azionisti un ruolo decisivo nella scelta del partner. “Pensiamo di avere un futuro importante stand alone o con i partner che, insieme ai nostri soci, riterremo opportuno scegliere”, ha affermato Castagna. “L’appetibilità della banca sia da parte dei competitor ma soprattutto da parte del mercato è un dato di fatto: abbiamo moltiplicato del 1500% il valore della banca negli ultimi 5 anni”, ha aggiunto.
E é aqui que entra em jogo. Crédit Agricole. Il gruppo francese è il primo socio di Banco Bpm con il 29,3% e ha già espresso perplessità sull’Ops di Mps, indicando invece come possibile alternativa una Fusão entre o Banco Bpm e o Crédit Agricole Italia.
Banco Bpm: il ruolo di Crédit Agricole, Unicredit smentisce il ritorno di fiamma
La posizione francese è stata ribadita nei giorni scorsi da Clotilde L'Angevin, deputy general manager di Crédit Agricole. “La nostra è una posizione forte perché siamo in una situazione in cui possiamo difendere i nostri interessi. Nulla può essere fatto senza di noi. Nulla può essere fatto contro di noi”. E sull’ipotesi di integrazione aveva aggiunto: “Ci sono molti scenari diversi che possiamo considerare. Ovviamente uno scenario interessante, molto interessante per noi, sarebbe una combinazione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia, che genererebbe sinergie”.
Sul tavolo, intanto, circola anche uno scenario ancora più articolato. Secondo quanto riportato da As horas de sol 24, Crédit Agricole e Unicredit potrebbero valutare un’azione congiunta su Banco Bpm, con una successiva divisione degli asset. In una delle ipotesi circolate, circa un terzo degli attivi del Banco potrebbe finire ai francesi, mentre il resto sarebbe rilevato da Piazza Gae Aulenti.
Unicredit, dal canto suo, ha precisato di essere soltanto un “osservatore” del risiko bancario italiano e ha definito “senza fondamento” i rumor su un proprio interesse per Banco Bpm, dopo il precedente tentativo concluso con la marcia indietro del luglio 2025. Il gruppo potrebbe eventualmente guardare ad alcuni asset che arrivassero sul mercato come conseguenza delle operazioni di consolidamento.
Le indiscrezioni hanno comunque riacceso l’attenzione del mercado sul titolo del gruppo guidato da Castagna: il 25 settembre il título Banco Bpm ha chiuso a 16,40 euro, in rialzo dell’1,14%, portando il guadagno settimanale oltre il 3%.
Il prossimo passaggio sarà l’assemblea di Mps del 29 ottobre, chiamata a deliberare, tra le altre cose, sulle Ops lanciate dal Monte su Banco Bpm e Banca Generali. In quanto società target, anche Piazza Meda dovrà stabilire se partecipare e, nel caso, come votare. Il calendario, però, lascia ancora margine per eventuali sviluppi: “Succede così tanto ogni settimana che fino al 29 ottobre c’è tempo”, ha aggiunto il ceo.
