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Borsa oggi 7 ottobre: petrolio e rendimenti di nuovo in rialzo spingono giù l’Europa, Milano maglia nera zavorrata da banche e tech

Petrolio sopra i 101 dollari e sell-off sui bond affossano le Borse europee. Piazza Affari è maglia nera e scivola sotto i 51 mila punti zavorrata da banche e tech, resistono i titoli oil. Attesa per i verbali Fed

Borsa oggi 7 ottobre: petrolio e rendimenti di nuovo in rialzo spingono giù l’Europa, Milano maglia nera zavorrata da banche e tech

Segno meno per le Borse europee, che a metà seduta aumentano le perdite sotto la pressione del nuovo rialzo del petrolio e dei rendimenti. Il peggioramento è generalizzato: Francoforte cede l’1,33%, Madrid l’1,45%, Parigi l’1,09% e Londra lo 0,79%. La maglia nera va a Milano, con il Ftse Mib in calo dell’1,99% a 50.241 punti, tra le peggiori performance dei principali listini europei. A pesare sul sentiment sono soprattutto le nuove tensioni in Medio Oriente, con gli attacchi degli Houthi yemeniti all’Arabia Saudita e l’escalation nello Stretto di Hormuz, che riportano in primo piano il rischio di una nuova fiammata dei prezzi dell’energia e, quindi, dell’inflazione.

Dopo i nuovi record segnati alla vigilia grazie alla spinta dei titoli tecnologici, anche Wall Street si prepara a un avvio in calo: i future sul Dow Jones cedono lo 0,45%, quelli sull’S&P 500 lo 0,20% e quelli sul Nasdaq lo 0,50%. Il mercato, già reduce da un forte rally, torna così a fare i conti con il rialzo del costo dell’energia e con rendimenti obbligazionari più elevati, che aumentano la pressione soprattutto sui titoli tecnologici e sulle attività più sensibili ai tassi.

Gli investitori guardano intanto alla Federal Reserve, con i verbali dell’ultima riunione attesi in serata. Il tema centrale resta il percorso dei tassi: i dati macroeconomici statunitensi più deboli hanno ridimensionato le aspettative di una stretta già a ottobre, ma il nuovo aumento del petrolio complica il quadro, perché rischia di alimentare nuovamente le pressioni sui prezzi. Il rendimento del Treasury decennale resta sopra il 5,3%, mentre il Brent torna sopra i 101 dollari al barile.

Sul fronte europeo arriva invece un segnale positivo dalla Germania, con la produzione industriale cresciuta del 2% ad agosto, contro il +0,5% atteso dal mercato. Il dato, tuttavia, non riesce a cambiare il tono della seduta.

A Piazza Affari giù tech e banche. Resistono energia e Stellantis

Seduta stonata per Piazza Affari. Tra i pochi titoli in rialzo spiccano Inwit (+2,91%), Stellantis (+0,72%) e il comparto energetico che beneficia del nuovo rialzo del petrolio: Saipem sale dello 0,94% ed Eni dello 0,62%.

Stellantis prosegue il recupero dai minimi da oltre dieci anni toccati il 1° ottobre a 3,81 euro, sostenuta dal buon andamento del comparto auto europeo e dalle attese per un recupero dei volumi nel quarto trimestre. Nell’ultima settimana il titolo ha guadagnato l’8,3%, anche se da inizio anno resta in calo di oltre il 55%. I risultati sono attesi a fine ottobre.

Sul fronte opposto, il comparto tecnologico è penalizzato dalle prese di beneficio dopo il recente rally: Technoprobe cede il 5,43%, Stmicroelectronics il 3,69% e Prysmian il 3,49%, confermando la forte correzione del comparto tech dopo il rally delle ultime sedute.

Deboli anche le banche, con le vendite che si intensificano sul comparto. Unicredit cede il 3,58%, Bper Banca il 3,56% e Intesa Sanpaolo il 3,07%. In rosso anche Banca Mediolanum (-2,84%), Banco Bpm (-2,75%) e Mps (-2,72%). Sullo sfondo resta il risiko bancario, con nuove indiscrezioni sulle possibili evoluzioni dei dossier che coinvolgono Mps, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm.

In rosso anche il comparto della Difesa.

Fuori dal listino principale, non fa prezzo Eckert & Ziegler, indicata in calo dello 0,55%, dopo il collocamento sul mercato di una quota del 3,4% da parte di Abb insieme ad Amber Capital, a 13,26 euro per azione.

Gli altri mercati

Il prezzo del greggio torna a salire, sostenuto dalle nuove tensioni in Medio Oriente. A spingere il mercato sono gli attacchi degli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, contro l’Arabia Saudita, le tensioni nello Stretto di Hormuz e i timori legati a una tempesta formatasi nel Golfo del Messico che potrebbe trasformarsi in uragano e colpire gli impianti di produzione di petrolio e gas. Il future sul Brent sale poco sopra i 101 dollari al barile, mentre il Wti gravita intorno ai 90 dollari. In rialzo anche il gas ad Amsterdam, sopra i 76 euro al MWh.

Nel frattempo, il dollaro si rafforza nei confronti di tutte le principali valute del G10, mentre il Bitcoin arretra dell’1,6% e scende a circa 84.200 dollari. Continua a indebolirsi anche la moneta unica: l’euro scende a 1,1223 dollari.

Tra i beni rifugio, invece, arretra l‘oro, penalizzato dal rafforzamento del dollaro: il contratto spot scende dello 0,72% a 4.133 dollari l’oncia.

Torna a salire anche lo spread tra Btp e Bund decennali, che si porta a 108 punti base dai 105 punti del riferimento precedente. In deciso rialzo il rendimento del decennale italiano, al 4,58% dal 4,52% della chiusura precedente. Sale anche il rendimento del Bund tedesco, al 3,51% dal 3,48%, mentre l‘Oat decennale francese si porta al 4,84% dal 4,74% della vigilia.

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