Condividi

Banner FIRSTonline

Electrolux fa un passo indietro sui licenziamenti: nuovo piano per 1.250 uscite volontarie e 90 milioni di investimenti

Electrolux ritira i licenziamenti unilaterali e punta su 1.250 uscite volontarie in tre anni, con 90 milioni di investimenti in Italia. Per Cerreto d’Esi previsto un piano di reindustrializzazione, mentre il governo prepara il prossimo tavolo al Mimit

Electrolux fa un passo indietro sui licenziamenti: nuovo piano per 1.250 uscite volontarie e 90 milioni di investimenti

Electrolux cambia approccio sul piano per l’Italia e ritira i licenziamenti unilaterali. È il principale risultato dell’incontro al Mimit con i sindacati, dove la multinazionale ha rivisto la proposta iniziale e aperto a una gestione condivisa degli esuberi. Una svolta che il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, considera una premessa importante per far ripartire il negoziato.

Il nuovo piano non cancella però gli esuberi. L’azienda propone di gestirli attraverso incentivi all’esodo per 1.250 lavoratori nell’arco di tre anni, di cui 600 impiegati e 650 operai, e il ricorso agli ammortizzatori sociali, superando così l’impostazione iniziale basata sui licenziamenti unilaterali. A sostenere il rilancio delle attività in Italia ci saranno inoltre 90 milioni di euro di investimenti.

La revisione della posizione di Electrolux arriva dopo una fase di confronto particolarmente tesa e mentre il governo è impegnato a sostenere a livello europeo la strategia italiana per l’industria, compreso il comparto degli elettrodomestici. Urso, reduce da una serie di incontri a Bruxelles, ha sottolineato proprio il sostegno dell’Unione europea alle linee dell’Italia.

Electrolux, il nodo di Cerreto d’Esi. Prossimo tavolo il 28 ottobre

Una delle situazioni più delicate resta quella dello stabilimento di Cerreto d’Esi, dove sono 170 i lavoratori coinvolti nella prospettiva di chiusura. Per il sito marchigiano il nuovo piano prevede un progetto di reindustrializzazione e riqualificazione del personale, da costruire con il supporto delle istituzioni e delle parti sociali attraverso un apposito tavolo di lavoro. Proprio oggi, intanto, nello stabilimento è scattato uno sciopero di otto ore, con un presidio davanti alla fabbrica. Una delegazione di circa 50 lavoratori e sindacalisti ha raggiunto Roma per seguire il confronto al Mimit.

Il cambio di rotta della multinazionale rappresenta quindi, nelle parole di Urso, “un nuovo inizio per il negoziato”. Il ministro ha ribadito che “non ci devono essere licenziamenti né decisioni unilaterali” e che il governo è pronto a sostenere il nuovo piano di rilancio con tutti gli strumenti disponibili, anche straordinari, attraverso la prossima legge di bilancio. L’obiettivo è salvaguardare tutti gli stabilimenti Electrolux in Italia e tutelare i livelli occupazionali.

Il confronto proseguirà nelle prossime settimane: il prossimo tavolo è fissato per il 29 ottobre, con l’obiettivo di definire entro la fine del mese un piano sostenibile e condiviso, in vista della riorganizzazione globale del gruppo che dovrebbe essere varata nella prima parte di novembre. “Dobbiamo lavorare insieme con tutti gli attori”, ha sottolineato Urso, per arrivare in tempi rapidi a un’intesa che consenta di preservare “gli stabilimenti e i lavoratori italiani”.

Commenta