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Borsa oggi 24 settembre: tutti negativi gli indici europei, Piazza Affari compresa. Pesa il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, ecco da cosa è partito

Gli ultimi dati economici hanno mostrato un’economia che sa resistere all’aumento dei prezzi energetici senza rallentare: il cocktail perfetto per dare carta bianca alle banche centrali sui tassi. Forti vendite sull’obbligazionario in tutto il mondo con rialzo pluridecennale dei rendimenti. E le Borse scendono

Borsa oggi 24 settembre: tutti negativi gli indici europei, Piazza Affari compresa. Pesa il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato, ecco da cosa è partito

Nel pomeriggio europeo si terrà l’atteso incontro tra i due presidenti Donald Trump e Xi Jinping alla Casa Bianca. Sul tavolo diversi dossier, da Taiwan, all’Iran, dalle terre rare all’intelligenza artificiale. Le speranze di un nuovo impegno cinese per l’acquisto di aerei Boeing si sono attenuate, ma almeno, secondo il Segretario del Tesoro Scott Bessent, Washington e Pechino, potrebbero raggiungere un accordo per estendere la tregua commerciale che scadrà il prossimo 10 novembre fino a gennaio, concedendo più tempo per raggiungere un accordo più esteso. Intanto all’Onu permane l’impasse diplomatica tra Washington e Teheran con i funzionari statunitensi e iraniani che restano lontani da un’intesa di pace e apertura dello Stretto di Hormuz.

Rendimento di titoli di Stato a nuovi massimi pluridecennali dopo dati positivi per l’economia. Ecco cosa è successo

Ma il movimento che più sta scuotendo i mercati fin da ieri è stato quello della vendita a piene mani di titoli di stato, riportando i rendimenti su massimi di qualche decennio. Tutto è partito da dati economici che per la verità sono stati positivi per l’economia e quindi solitamente di sostegno ai listini azionari, ma non è andata così. Ecco perchè.

L’indice Pmi composito preliminare della produzione statunitense, che monitora i settori manifatturiero e dei servizi, è salito a 58,4 questo mese, il livello più alto da luglio 2021. Sono cresciuti gli ordini, gli arretrati di produzione hanno registrato l’aumento più rapido da maggio 2022 e le imprese hanno accelerato le assunzioni per aumentare la capacità produttiva. Anche l’Eurozona ha sorpreso il consensus, con un indice a 53,1 punti, superando le attese (51,7) e segnando i massimi da aprile 2023. Inoltre, l’indice Ifo sul clima commerciale ha raggiunto gli 89,9 punti, livello più alto da maggio 2023. Semmai i costi di input (quelli che fanno normalmente aumentare il costo di produzione) sono aumentati al ritmo più veloce da quasi quattro anni, ma alla fine l’economia sta dimostrando che riesce ad assorbire gli shock senza rallentare.

Peccato che tutto ciò rappresenta il cocktail perfetto per le banche centrali, che quindi si sentono più libere di alzare ancora i tassi per calmare l’inflazione senza paura di danneggiare un’economia resiliente.

I rendimenti dei titoli di Stato sono in rialzo in tutto il mondo. Petrolio oltre 105 dollari

Ma rialzo dei tassi e rialzo dell’inflazione sono a loro volta le polpette avvelenate per i mercati obbligazionari di tutto il mondo, inolndati dalla più forte vendita dal terremoto provocato dal cosiddetto “Giorno della Liberazione” sui dazi di Trump dello scorso anno. Il benchmark segnaletico è rappresentato del titolo a 10 anni statunitense, salito ben oltre quella soglia chiave del 5%, toccando un nuovo massimo post-crisi finanziaria del 5,145%, con alcuni analisti che non escludono un movimento anche verso il 6%. Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 30 anni è salito di oltre 3 punti base, raggiungendo il 5,444%, il livello più alto dal 2004. Ieri a peggiorare la situazione è stato anche un risultato debole a un’asta Usa di titoli quinquennali venduti al rendimento più alto in asta dal 2007.

I rendimenti obbligazionari sono tornati a salire in Europa. La differenza tra i costi di finanziamento di Francia e Germania ha raggiunto il suo massimo storico dal discorso “Whatever it Takes” di Mario Draghi del 2012, con l‘Oat francese al 4,69%, sui massimi dal 2007. Il Bund tedesco a dieci anni sale di 2 punti base al 3,57% sui massimi dal 2007. Il Btp italiano è al 4,54%. Lo spread Btp-Bund sale a 96 punti, massimo da giugno 2025. Il rendimento dei titoli decennali giapponesi è balzato improvvisamente al massimo degli ultimi 30 anni in Asia.

Intanto i prezzi del petrolio hanno superato nuovamente i 105 dollari al barile con un nuovo balzo di oltre il 2%. A preoccupare sono anche i prezzi del gas in Europa che sono più che raddoppiati quest’anno, poiché la guerra in Medio Oriente ha di fatto interrotto circa un quinto dei flussi mondiali di gas naturale liquefatto. Gli acquirenti asiatici stanno accaparrandosi sempre più carichi spot flessibili, creando le premesse per una concorrenza ancora più agguerrita tra le regioni quest’inverno, nota Bloomberg. Oggi la quotazione ad Amsterdam del gas è a 75 euro il Megawattora, in rialzo del 4,15%.

Borse europee in calo, mentre tengono gli energetici

Le borse europee estendono le perdite con l’Indice Euro Stoxx 50 a -0,5% e lo Stoxx 600 a -0,4%, mentre tengono gli energetici grazie al rialzo del prezzo del petrolio, con Vallourec a +4,5%, Equinor +3% e Repsol +2,5%. Salgono anche i comparti dei consumi, tipicamente più difensivi: Food&Beverage +1% e grande distribuzione +0,9%.

In calo il settore tecnologico: Soitec è a -4,5%, Logitech -4%, Infineon -3,7%; mentre continua ad arretrare il settore automotive, finora il peggiore dell’anno (-18%). Maggiormente penalizzati i produttori tedeschi, in calo di oltre il 2%. Vendite diffuse anche sui comparti delle banche e dei servizi finanziari (-1%). BNP Paribas -4,5%, Société Générale -3%.

A Piazza Affari il Ftse Mib arretra dello 0,6%. CAC 40 di Parigi e DAX di Francoforte perdono lo 0,7%.

A Milano, Stm perde il 3% in scia del calo nel comparto tecnologico, Fincantieri e Leonardo cedono il 2,7%. Invece i rialzi coinvolgono Eni e Tenaris, +1,1%, in scia al petrolio e DiaSorin +0,6%.

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