Avvio di settimana in corsa per le Borse europee spinte dai rialzi del settore tech (+2,3%) e dalla discesa dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei titoli di Stato, con i tassi che allontanano dai massimi toccati la settimana scorsa. Nel frattempo, mentre entrambi i governi mostrano calma e spirito collaborativo, sale l’attesa per l’incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping, in programma giovedì a Washington. Occhi anche sull’Assemblea generale dell’Onu, nel corso della quale Trump incontrerà i capi dei Paesi del Golfo. Sui mercati si registra poi un cauto ottimismo anche sul fronte dei colloqui tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra, con la riapertura dello stretto di Hormuz.
In questo contesto, Milano è la piazza migliore, con il Ftse Mib che a metà giornata avanza dell’1,2% a 52.163 punti. Rialzi attorno all’1% anche ad Amsterdam, Parigi, Madrid e Francoforte; quest’ultima tiene nonostante le elezioni tedesche nel land del Meclemburgo-Pomerania Anteriore abbiano confermato il momento difficilissimo della Cdu, il partito del cancelliere Friedrich Merz, esclusa non avendo superato la soglia del 5%, sancendo anche una nuova vittoria per l’estrema destra dell’Afd. Anche nel land di Berlino la Cdu si è piazzata in seconda posizione, superata stavolta dalla Linke.
Titoli di Stato: Bund osservato speciale
I risultati elettorali tedeschi, che il cancelliere ha riassunto con il termine “disastro”, fanno sì che quest’oggi i riflettori siano puntati sul rendimento del Bund a 10 anni, il cui rendimento – un po’ a sorpresa – scende al 3,45%. In forte calo anche il tasso sul Btp decennale italiano, che si attesta al 4,32% dal 4,44% del closing precedente. E così, il differenziale di rendimento tra i titoli tedeschi e italiani si riduce a 87 punti dai 92 punti della chiusura di venerdì. Giù a 100 punti base anche lo spread tra Bund e Oat, che venerdì aveva toccato quota 105 punti base, ai massimi dal 2012, mentre il rendimento sul decennale francese si muove in ribasso dal 4,55% al 4,44%. Oltreoceano il Treasury americano si mantiene intorno al 4,96%.
Piazza Affari brillante con tech e banche
A Milano i riflettori sono ancora sulle banche, tutte in netto rialzo dopo i numeri diffusi dalla francese Société Générale (+2,6% a Parigi) nel giorno della presentazione del piano al 2029. Ma a spingere il comparto è soprattutto il risiko bancario in scia alle indiscrezioni pubblicate sabato dal Sole 24 Ore, secondo cui Unicredit (+2%) e Crédit Agricole (+0,6% a Parigi) starebbero pensando di mettere da parte gli antichi dissapori per avviare un dialogo e studiare un intervento comune su Banco Bpm (+3,79%), attualmente oggetto insieme a Banca Generali (+0,92%) du un’offerta lanciata da Mps (+1,4%) per resistere all’assalto di Intesa Sanpaolo (+1,5%).
In vetta al Ftse mib c’è Stmicroelectronics, che sale del 3,8%in scia ai titoli del tech, con l’indice coreano Kospi che ha messo a segno un +1,6%. Occhi su Technoprobe che nel giorno del debutto sul paniere principale al posto di Diasorin (+0,7%), corre del 3%. Positiva anche Prysmian (+2,3%).
Procedono a passo lento i petroliferi, con Eni che cede lo 0,9% e Tenaris sotto la parità in scia ai ribassi del prezzo del petrolio. Deboli anche Avio (-0,4%) e Leonardo (-0,3%), mentre Poste segna -0,1% nel giorno della riapertura dell’offerta su Tim (+0,8%).
Continua il ribasso del petrolio: il Brent torna a 100 dollari
In deciso ribasso anche i prezzi del greggio, con il Brent che perde il 3% e si riporta a 100 dollari al barile e il Wti che cala del 2% in area 98 dollari. Giù anche il gas che segna un ribasso del 4%, portandosi a 76 euro al megawattora.
Sul fronte dei cambi, l’euro vale 1,148 dollari, in linea con la chiusura di venerdì (a 1,1468). Continua la risalita del bitcoin, arrivato a 81.663 dollari (+0,5%).
