Le Borse europee archiviano in profondo rosso la prima seduta della settimana, con gli investitori concentrati sull’evoluzione del quadro geopolitico in Medio Oriente e, in particolare, sulle prospettive di riapertura dello Stretto di Hormuz dopo il botta e risposta tra usa e Iran. Fonti iraniane hanno parlato di un attacco a una nave militare Usa, circostanza però smentita da Washington che ha invece rivendicato di aver aperto lo stretto, mentre le fiamme hanno avvolto un cargo sudcoreano in prossimità del luogo. Sullo sfondo si aggiungono la nuova tornata di trimestrali e i dati macro attesi nei prossimi giorni.
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In questo contesto, le Borse europee chiudono tutte in territorio fortemente negativo mentre Londra resta chiusa per festività. Parigi cede l’1,7%, Madrid è la peggiore con un calo superiore al 2%, mentre Francoforte cede l’1,2%. In calo anche per Wall Street.
A Piazza Affari, dopo un avvio leggermente positivo, prevalgono le vendite con il Ftse Mib che torna sotto la soglia dei 48 mila punti (-1,59%). Bene anche Nexi, sostenuta dalle indiscrezioni di mercato, Tiene però il comparto tecnologico, con Stm in evidenza grazie al rally globale dei semiconduttori. Più deboli invece auto e lusso, sotto pressione anche dopo i nuovi dazi statunitensi. Le vendite colpiscono Unipol, Intesa e le utility
Sul fronte delle materie prime, il petrolio torna protagonista e si muove con forte volatilità. L’incidente tra Usa e Iran ha alimentato nuove preoccupazioni sul fronte dell’offerta, sostenendo le quotazioni. Icontratti sul Brent arrivano a guadagnare oltre il 5%, spingendosi fino in area 113-114 dollari al barile, mentre il Wti sale sopra i 104 dollari.
Infine, sul mercato obbligazionario lo spread tra Btp e Bund sale in area 84 punti base.