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Electrolux, despidos e intereses chinos: para evitar cierres, se necesita un nuevo plan "para finales de octubre". ¿Qué sucederá el lunes?

Lunedì 5 ottobre l’azienda tornerà al tavolo del Mimit, dove l’ultima volta si è presentata confermando un piano con 1.450 esuberi e la chiusura dello stabilimento marchigiano di Cerreto d’Esi, che impiega 170 lavoratori. La vertenza, lo sciopero di 8 ore, la necessità di un nuovo piano entro il mese

Electrolux, despidos e intereses chinos: para evitar cierres, se necesita un nuevo plan "para finales de octubre". ¿Qué sucederá el lunes?

Un Nuevo plan dentro del en fin di octubre. Per salvare il salvabile e, soprattutto, scongiurare la chiusura di stabilimenti con i relativi esuberi. La vicenda è quella che riguarda la multinazionale svedese Electrolux, sulla quale incombe, peraltro, il potenziale interesse della cinese Midea. Lo scenario, più ampio, riguarda invece l’intera filiera dell’elettrodomestico italiano che sta vivendo una stagione di forte sofferenza. In un clima così teso e preoccupante per la tenuta dei siti produttivi – 5 in Italia quelli di Electrolux – oltre che dei posti di lavoro, continua a imporsi il tema della vertenza: i sindacati, infatti, hanno deciso di inasprire la protesta con 8 ore di sciopero – negli stabilimenti Electrolux – proclamate unitariamente da Fiom, Fim y Uilm para el día de Lunes Octubre 5: la data è quella programmata per l’incontro al Mimit a Roma tra le parti coinvolte, rappresentanze sindacali comprese, le quali hanno previsto un presidio presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Electrolux: 1.450 esuberi e la chiusura dello stabilimento nelle Marche

“Dopo gli incontri tecnici e la grande manifestazione di Cerreto lo scorso 15 settembre – afferma Manuel Moretto, segretario Fiom di Treviso – i lavoratori e le lavoratrici di Electrolux in tutta Italia sciopereranno e protesteranno in presidio a Roma per difendere il loro posto di lavoro, i loro diritti e ribadire che il piano esuberi presentato dall’azienda va ritirato en su totalidad y que il sito marchigiano non si tocca. Pronti ad affrontare l’incontro al Mimit, stiamo anche raccogliendo le adesioni tra i lavoratori e le lavoratrici di Susegana per partecipare con forza al presidio di lunedì mattina”.

E ancora: i lavoratori “dicono un no fermo e intransigente allo scellerato piano industriale, ai licenziamenti, alla chiusura di Cerreto, allo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento di Solaro“. Per il segretario della Uilm Milano Monza e Brianza, Francesco Caruso, “siamo di fronte a una scelta aziendale irresponsabile che calpesta la dignità di centinaia di famiglie e impoverisce un intero territorio. Non permetteremo che si smantelli il patrimonio industriale del nostro Paese nell’indifferenza generale. Lunedì saremo sotto le finestre del ministero a Roma per gridare a gran voce che il lavoro non si cancella. Al Governo e all’azienda non chiediamo elemosine o pezze a colori, ma pretendiamo un vero piano industriale che porti investimenti reali, nuove assunzioni e un rilancio concreto di tutti gli stabilimenti italiani. Fino a quando non avremo garanzie sul futuro e sui diritti delle persone, la nostra protesta non si fermerà”.

Il ministro: “Trovare intesa entro fine ottobre”

“L’azienda ha chiesto di cambiare le regole europee e noi abbiamo detto che lo faremo. Il nuovo piano va, in qualche misura scritto insieme, dev’essere sostenibile per i lavoratori e per l’azienda, e va definito entro il mese di ottobre, perché il gruppo Electrolux deciderà sulla sua riorganizzazione mondiale nei primi giorni del novembre“. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine di un evento di Confindustria Marche, ad Ancona.

Il cambiamento delle regole a livello europeo diventa la condizione preliminare per “il rilancio dell’industria del bianco nel nostro continente”. Urso ha ricordato di essere riuscito a inserire nell’agenda europea “la revisione delle regole per il settore dell’elettrodomestico, con il supporto di altri grandi Paesi come Germania, Francia, Spagna, Polonia e Slovacchia, che con noi chiedono alla commissione nuove misure di salvaguardia e nuove misure, anche finanziarie, per incentivare le imprese dell’elettrodomestico a produrre in Europa“. Lunedì, l’azienda tornerà al tavolo del Mimit, dove l’ultima volta si è presentata confermando un piano con 1.450 esuberi e chiusura dello stabilimento marchigiano di Cerreto d’Esi, che impiega 170 lavoratori. “Penso di portare questo già nel tavolo di lunedì. – ha concluso il ministro -, così che si possa iniziare una nuova fase nel migliore dei modi, prefigurando i cambiamenti che riusciremo a portare nel nostro continente europeo per salvaguardare i prodotti italiani europei dalla concorrenza sleale cinese, e in generale asiatica, e a incentivare anche attraverso specifiche risorse finanziarie destinate a questo comparto nel prossimo programma del fondo di competitività d’Europa”.

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