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Poupança italiana: mais de 6.000 trilhões de euros a serem mobilizados: veja como famílias e empresas podem apoiar o crescimento.

Le famiglie italiane hanno 6.488 miliardi di euro di ricchezza finanziaria, ma 1.600 miliardi restano sui conti correnti. Il rapporto Aipb-Casmef-Luiss analizza come mobilitare il risparmio verso imprese, investimenti e crescita

Poupança italiana: mais de 6.000 trilhões de euros a serem mobilizados: veja como famílias e empresas podem apoiar o crescimento.

O Italia ha una grande riserva di risparmio, ma una parte consistente resta ferma sui conti correnti, mentre le imprese continuano a dipendere in larga misura dal credito bancario. È il paradosso evidenziato dal rapporto “Il capitale di rischio e la crescita economica in Italia e in Europa. Il ruolo della consulenza finanziaria tra vincoli e opportunità", apresentado por Aipb e Casmef-Luiss durante l’evento “Risparmio e impresa: nuove traiettorie per la crescita”. Nel 2025 la ricchezza finanziaria delle famiglie ha raggiunto 6.488 miliardi di euro, ma circa 1.600 miliardi restano liquidi sui conti correnti e meno dello 0,7% è investito in azioni quotate italiane.

Il risparmio resta lontano dall’economia reale

La cautela dei risparmiatori pesa sulle opções de investimento: il 63% indica come priorità la sicurezza del capitale, contro appena il 15% che guarda soprattutto al rendimento di lungo periodo. La liquidità rappresenta così il 36% degli asset finanziari delle famiglie italiane, contro l’11% negli Stati Uniti, mentre le azioni pesano per il 3%, contro il 30% negli Usa. Tra il 2018 e il 2024 è inoltre cresciuto del 47% il contributo delle famiglie al debito sovrano.

La ricchezza finanziaria è cresciuta in media dello 0,7% l’anno in termini reali negli ultimi vent’anni. Una simulazione Aipb mostra inoltre come 10mila euro investiti trent’anni fa sarebbero diventati circa 20.800 euro mantenendo una strategia di sola liquidità, contro oltre 90mila euro con un portafoglio orientato alla crescita. Un dato storico, non una previsione, che evidenzia il diverso effetto dell’alocação de capital a longo prazo.

Imprese ancora dipendenti dal credito bancario

Em termos de empresas, il rapporto segnala una scarsa apertura al capitale esterno e un mercato del Capital de risco italiano che vale circa un quinto di quello di Francia e Germania. Anche il mercato azionario mostra una dinamica debole: tra il 2023 e la metà del 2025 si sono registrati 86 delisting contro 62 nuove quotazioni, con oltre 44 miliardi di euro di capitalizzazione persi.

Eppure, l’analisi Aipb-Prometeia su 450 bilanci aziendali mostra una relazione tra alcune scelte finanziarie e la crescita del fatturato nel 2022-2024: +106% per le imprese che hanno diversificato le fonti di finanziamento, +46% per quelle che hanno aperto il capitale a terzi e investitori istituzionali e +64% per quelle che hanno pianificato la continuità aziendale e il passaggio generazionale. Nonostante ciò, più di un imprenditore su tre non ha mai considerato la diversificazione finanziaria.

Come ha sottolineato il vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco Angelo Camilli: “Il Rapporto Luiss presentato oggi mette in evidenza una grande opportunità per la crescita italiana: oltre 6.000 miliardi di euro di attività finanziarie delle famiglie, di cui oltre 1.500 miliardi ancora mantenuti in forma liquida. Mobilitare anche solo una parte di queste risorse verso l’economia reale può rappresentare una leva importante per rafforzare la capacità delle imprese di investire, crescere e innovare”.

Il ruolo della consulenza

È in questo spazio che può intervenire la consulenza finanziaria e patrimoniale. La platea potenziale comprende 88mila imprese con più di 10 addetti e una relazione bancaria attiva e 12 milioni di famiglie con oltre 50mila euro di ricchezza finanziaria investibile, per circa 3.500 miliardi complessivi.

Il Banco privado gestisce 1.400 miliardi di euro, il 30% dei quali fa capo a imprenditori, e intermedia oltre l’83% delle azioni di società italiane quotate detenute dalle famiglie. La conselho può quindi collegare patrimonio familiare, fabbisogni delle imprese e mercati dei capitali, favorendo anche una gestione più orientata al lungo periodo. Un ruolo che passa anche dall’educazione finanziaria: il 91% dei clienti dichiara di aver migliorato le proprie competenze grazie al confronto con il private banker.

Andrea Ragani, presidente Aipb, ha dichiarato: “Per tornare a crescere occorre valorizzare appieno due grandi risorse che già abbiamo: impresa e risparmio. La consulenza finanziaria e patrimoniale può agire su un potenziale molto ampio: 88.000 imprese e 12 milioni di famiglie.”

Tre proposte per mobilitare il risparmio

Per ridurre la distanza tra risparmio e fabbisogno di capitale delle imprese, il rapporto propone tre strumenti. O primeiro é um sistema di micro-risparmio collegato ai consumi, con un arrotondamento volontario del 3-5% sulle transazioni digitali da destinare, una volta raggiunta una soglia, a fondi per le Pmi o strumenti di co-investimento. Il secondo è il “Cash Forward” previdenziale, che destinerebbe l’1% del gettito Iva generato dai pagamenti digitali a una posizione previdenziale individuale. Il terzo prevede una dote di 500 euro l’anno per gli studenti universitari, da investire in una posizione individuale di lungo periodo.

para Giorgio Di Giorgio, direttore Casmef-Luiss, servono anche più educazione finanziaria, previdenza integrativa e investimenti istituzionali nell’economia reale: “L’Italia ha ancora molto risparmio ma le famiglie allocano relativamente poche risorse ad investimenti in capitale di rischio, in particolare nelle piccole e medie imprese. Occorre lavorare sull’ educazione finanziaria e spingere per una crescita della previdenza integrativa e del contributo degli investitori istituzionali, tra cui assicurazioni e fondi pensione, all’economia reale del paese.”

La sfida europea

La questione italiana si inserisce in un problema più ampio. Dal 2000 al 2024 il Pil degli Stati Uniti è quasi triplicato, mentre quello europeo è cresciuto di 1,4 volte. Per sostenere transição de energia, a inovação tecnologica e defesa comum, l’Europa deve mobilitare quasi 1.200 miliardi di euro di investimenti l’anno.

Il nodo, quindi, non è la mancanza di risparmio, ma la capacità di trasformarlo in capitale per la crescita. Per farlo occorre intervenire sulle fonti di finanziamento delle imprese, sulle scelte di investimento delle famiglie, sulla previdenza integrativa e sull’educazione finanziaria, con la consulenza chiamata a fare da raccordo tra patrimonio privato ed economia reale.

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