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Padoan anticipa la manovra al Parlamento: pensioni, industria 4.0 e spending review

Piccolo scontro stasera durante l’audizione del ministro Pier Carlo Padoan alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. In apertura è stato letto un documento secondo il quale l’Ufficio Parlamentare di Bilancio non può validare le stime indicate dal governo con l’aggiornamento del Def: il via libera potrà arrivare solo se il “documento programmatico di bilancio che il governo invierà a Bruxelles conterrà previsioni “diverse”.

La bocciatura comunque non è vincolante, e Padoan nel suo intervento ha ribadito la posizione del Governo: “C’è uno scarto contenuto, che a noi sembra non significativo”. Quindi bando a termini come “truccare i conti, propaganda, balle”, tutte parole che Padoan respinge in modo fermo. L’Ufficio parlamentare aveva già fornito un giudizio negativo dopo l’esame dei conti del governo, il 3 ottobre scorso, dopo i dubbi espressi da Bankitalia e dall’Istat.

Durante l’audizione Padoan ha confermato le stime di crescita per quest’anno (allo 0,8%) e per il prossimo anno, fissando l’asticella del Pil a +1% nel 2017. Stime che vengono in parte anche dalla prossima legge di Bilancio: una manovra con misure per 24,5 miliardi, di cui 22,5 con effetti sulla crescita e coperture per 18,4 miliardi, anticipa Padoan. Gli interventi per le politiche sociali della prossima manovra, secondo le stime del governo, avranno un effetto sul Pil del +0,1% e avranno a disposizione in totale 3,15 miliardi per il 2017. Nelle spese sociali, spiega il ministro, “sono comprese l’adeguamento delle pensioni minime e risorse per le famiglie, il capitale umano e i rinnovi contrattuali nel settore pubblico”.

C’è poi “il pacchetto competitività, che ha un impatto positivo di 0,1%”, ha aggiunto il ministro. “Si introduce un iperammortamento per investimenti in industria 4.0, si rafforzano i crediti di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, nell’ambito della finanza per la crescita si introducono i piani di risparmio individuali, con effetti che si ampliano lungo il periodo 20017-2019″, spiega Padoan. Un altro +0,2% viene dal pacchetto sviluppo, secondo le stime del governo: “Si tratta di maggiori investimenti in opere pubbliche e messa in sicurezza di strutture scolastiche e viarie in chiave antisismica”.

Con la prossima manovra arriverà però anche “un’ulteriore spending review e una revisione al ribasso di alcune voci di spesa e di fondi di dotazioni”, dice il ministro dell’Economia, ammettendo che queste misure avranno un impatto negativo sulla crescita dello 0,2%. Ma poi nota che la rimozione dell’aumento dell’Iva prevista per il gennaio 2017, e che comporterebbe un aumento di 0,3 punti percentuali, potrebbe portare anche una crescita maggiore: “Su questa voce siamo stati prudenti, considerando il contesto macroeconomico in cui ci troviamo dall’inizio della crisi”.

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