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¿De verdad los centros de datos necesitan tanta agua? Los campos de golf en Estados Unidos consumen actualmente más.

Secondo i dati della Golf Course Superintendents Association of America, oggi i campi da golf richiedono più acqua dei data center. L’acqua per raffreddare i server dell’IA potrebbe però aumentare in futuro, anche se si stanno già sperimentando e usando soluzioni alternative e a minor impatto ambientale

¿De verdad los centros de datos necesitan tanta agua? Los campos de golf en Estados Unidos consumen actualmente más.

L’esplosione dell’Intelligenza artificiale ha acceso negli ultimi tempi un dibattito sull’impatto ambientale dei data center. Tra le critiche più frequenti c’è quella relativa all’enorme quantità di acqua necessaria per raffreddare i server che alimentano cloud, servizi digitali e modelli di AI. Ma quanto è davvero elevato questo consumo?

In realtà, già oggi molti impianti vengono raffreddati ad aria o immergendo le macchine in vasche piene di acqua, quindi con uno spreco minimo. Addirittura Microsoft ha sperimento il data center sottomarino: tra il 2018 e il 2020 ha immerso al largo delle isole Orcadi, in Scozia, un cilindro d’acciaio contenente 864 server, posizionato a circa 36 metri di profondità. L’obiettivo era verificare se il mare potesse raffreddare naturalmente i server, riducendo appunto il consumo energetico e l’utilizzo di acqua dolce.

Microsoft recuperò il modulo e riscontrò un tasso di guasti molto inferiore rispetto a un data center tradizionale, attribuendolo anche all’ambiente sigillato, privo di ossigeno e umidità. Tuttavia, per ora questa soluzione non sarà proposta su larga scala, ma nel frattempo Elon Musk ha avuto un’altra idea delle sue: collocare i data center direttamente in orbita, a temperature consone e dove nessuno nemmeno li vedrà. Intanto nelle ultime settimane si è fatto largo un confronto per dimostrare che si tende a demonizzare i data center, ma in molti casi è probabile che a consumare più acqua siano altre strutture insospettabili, come ad esempio i campi da golf.

Davvero un campo da golf consuma più acqua di un data center? Il confronto non è così semplice

Mettere a confronto un campo da golf e un data center può essere fuorviante. Entrambi presentano consumi molto variabili, che dipendono dalle dimensioni delle strutture, dal clima, dalle tecnologie adottate e dalla disponibilità di risorse idriche. Un piccolo data center raffreddato prevalentemente ad aria può utilizzare molta meno acqua di un campo da golf situato in una regione arida. Al contrario, un grande campus dedicato all’intelligenza artificiale può superare il fabbisogno idrico della maggior parte dei campi da golf, soprattutto durante i mesi estivi. Per questo motivo gli esperti invitano a evitare confronti “uno contro uno” e a osservare i dati nel loro insieme.

Quanto acqua consumano i campi da golf?

Negli Stati Uniti il monitoraggio più completo è quello condotto dalla Golf Course Superintendents Association of America (GCSAA), finanziato dalla United States Golf Association (USGA) nell’ambito del programma Golf Course Environmental Profile. L’ultima indagine evidenzia che i campi da golf americani hanno ridotto il proprio consumo idrico del 31% comparado con 2005, grazie all’introduzione di sistemi di irrigazione più efficienti, sensori di umidità, software di gestione e nuove pratiche agronomiche.

Oggi il settore utilizza circa 1,63 milioni di acre-feet d’acqua all’anno, pari a circa 531 miliardi di galloni, ovvero 1,45 miliardi di galloni al giorno (circa 5,5 miliardi di litri quotidiani). Anche la provenienza dell’acqua è cambiata. Secondo il rapporto GCSAA, il 32% dell’acqua impiegata proviene da pozzi, il 27% da laghi e bacini artificiali e il 19% da acqua riciclata o reflua depurata, riducendo così il ricorso alle reti di acqua potabile.

Quanta acqua consumano i data center?

Anche i data center richiedono acqua, utilizzata soprattutto nei sistemi di raffreddamento evaporativo che mantengono operative migliaia di server. Uno degli studi più autorevoli è quello coordinato dal professor Shaolei Ren dell’Università della California a Riverside, realizzato con ricercatori del Caltech. Secondo l’analisi, se gli attuali livelli di efficienza dovessero rimanere invariati, entro il 2030 i data center statunitensi potrebbero richiedere una capacità aggiuntiva compresa tra 697 milioni e 1,451 miliardi di galloni al giorno nei periodi di massimo utilizzo. Si tratta di un volume paragonabile all’intera fornitura idrica giornaliera di New York City.

Lo studio sottolinea però un aspetto spesso trascurato: il problema principale non è soltanto il volume totale di acqua consumata, ma quando e dove questa viene richiesta. I picchi di domanda coincidono infatti con le giornate più calde dell’anno, quando le reti idriche sono già sotto pressione.

Chi consuma di più?

Se il confronto riguarda l’intero settore statunitense, oggi i campi da golf consumano ancora complessivamente più acqua dei data center. Tuttavia il divario potrebbe ridursi rapidamente con la crescita dell’intelligenza artificiale e la costruzione di nuovi campus informatici. Se invece si confronta un singolo impianto con un altro, non esiste una risposta valida in assoluto. Alcuni grandi data center possono superare il consumo giornaliero di molti campi da golf, mentre altre strutture digitali utilizzano quantità d’acqua nettamente inferiori.

Il vero indicatore è la sostenibilità

Ridurre il dibattito a una classifica tra golf e data center rischia di nascondere il problema principale: la gestione sostenibile della risorsa idrica. Da una parte il settore del golf ha dimostrato, dati alla mano, di poter ridurre significativamente i consumi attraverso innovazione e riutilizzo delle acque. Dall’altra, l’industria dei data center sta investendo in sistemi di raffreddamento sempre più efficienti, riciclo dell’acqua e tecnologie che limitano i prelievi nei periodi di maggiore stress idrico.

Più che chiedersi chi consumi più acqua, la domanda corretta è un’altra: quale attività riesce a utilizzare questa risorsa nel modo più efficiente e sostenibile? È su questo terreno che si giocherà una parte importante della transizione digitale ed ecologica de los próximos años.

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