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Bce: la disoccupazione aumenta, i governi siano più ambiziosi sulla crescita

Emerge un quadro a tinte fosche dal bollettino di maggio della Bce: stime sul pil 2012 abbassate a -0,2% da -0,1%, sul 2013 si passa a +1% da +1,1%, mentre l’inflazione 2012 è ora stimata al 2,3% dall’1,9% di tre mesi fa. Ma a diventare ancora più preoccupante è la situazione del mercato del lavoro dove le stime indicano un tasso di disoccupazione 2012 all’11% dal 10,6% di tre mesi fa. “I mercati del lavoro dell’area euro continuano a indebolirsi. L’occupazione è diminuita nella seconda metà del 2011 e il tasso di disoccupazione si è mosso al rialzo. I dati delle indagini segnalano ulteriori sviluppi negativi nel prossimo futuro“, si legge nel bollettino.

Per la Bce, ”insieme al risanamento dei conti pubblici, bisogna incrementare la crescita e il suo potenziale nell’area dell’euro attraverso riforme strutturali incisive”. Se il risanamento grava sulla crescita a breve, sottolinea l’Eurotower, nondimeno favorisce ”gli investimenti privati e la crescita a medio termine. Per rafforzare la crescita nell’Eurozona, specie nei Paesi che hanno perso produttività e devono stimolarla, è necessario “rafforzare la concorrenza nei mercati dei beni e servizi e la capacità di aggiustamento salariale e occupazionale delle imprese”. La Bce riconosce i progressi fatti ma chiede traguardi più ambiziosi a diversi governi “nell’intraprendere politiche risolute per far fronte a squilibri e vulnerabilità rilevanti sul piano finanziario, strutturale e dei conti pubblici”.

Per l’Eurotower nel 2012 si va verso una graduale ripresa anche permane una situazione di incertezza. Gli indicatori disponibili per il primo trimestre sono infatti coerenti con lo stabilizzarsi dell’attività su un livello modesto. I segnali provenienti dalle ultime indagini congiunturali per l’area dell’euro mettono in luce un contesto caratterizzato da incertezza e al tempo stesso, vi sono indicazioni del procedere della ripresa su scala mondiale. Nel lungo periodo nel corso dell’anno il graduale recupero sarà favorito dalla domanda estera, dai tassi di interesse a breve termine molto contenuti nell’area e da tutte le misure adottate per promuovere il buon funzionamento dell’economia dell’area.

Precisa però la Bce: “Vi è nondimeno l’aspettativa che la dinamica di fondo della crescita continui a essere frenata dalle tensioni residue in alcuni mercati del debito sovrano dell’area dell’euro e dal loro impatto sulle condizioni di credito, nonché dal processo di aggiustamento dei bilanci nei settori finanziario e non finanziario e dall’elevata disoccupazione”.

 

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