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Pil Italia, l’Ocse migliora le stime

L’Ocse rivede al rialzo le stime di crescita sull’Italia. Il Pil nell’anno in corso salirà a un tasso dello 0,6% rispetto alla precedente stima di un +0,2%. Accelerazione anche per l’anno prossimo, con l’economia italiana in crescita dell’1,3% rispetto alla precedente stima dell’1%.

L’Organizzazione rileva che le prospettive di crescita per le principali economie sono migliorate rispetto alla previsioni del novembre scorso anche se nel breve periodo la dinamica della crescita rimane moderata. Al miglioramento ha contribuito, segnale l’Ocse, la politica della Bce con il quantitative easing

L’Ocse rileva che “i bassi prezzi del petrolio e gli effetti del quantitative easing costituiscono nuovi e positivi fattori di crescita per spiegare la revisione al rialzo delle stime sulla crescita economica dell’area euro”. Questa situazione rappresenta “un’opportunità per l’area euro di evitare un prolungato periodo di stagnazione, mercati del lavoro deboli e inflazione troppo bassa”.

Fuori dai confini italiani, l’Ocse ha rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita delle principali economie mondiali, ma ha tagliato quelle su Cina, Brasile, Canada e Gran Bretagna. Confermato il tasso di espansione del Pil americano al 3,1% per l’anno in corso. Migliora la situazione per l’area euro grazie a Bce e prezzo del petrolio con una stima dell’1,4% del pil per il 2015 rispetto all’1,1% stimato a novembre, e un +2% nel 2016 da +1,7%.

Sforbiciata invece sulle prospettive del Brasile. L’Ocse stima un 2015 in recessione per il paese sudamericano con un Pil in calo dello 0,5% rispetto al +1,5% indicato a novembre. Taglio anche sul 2016 con una crescita all’1,2% dal precedente 2%. Lieve frenata anche per la locomotiva cinese con un Pil 2015 in crescita del 7% rispetto al 7,1% di novembre mentre confermato il +6,9% per l’anno prossimo.

Tornando all’Italia, nel mese di febbraio sono state autorizzate complessivamente 58,9 milioni di ore di Cig, in diminuzione del 36,4% rispetto a febbraio 2014, mese nel quale le ore autorizzate sono state pari a 92,5 milioni. Lo ha reso noto l’Inps. Rispetto al mese di gennaio, invece, i dati destagionalizzati hanno evidenziato una variazione congiunturale pari a +7,1%, per il totale degli interventi di cassa integrazione: nel mese di gennaio la diminuzione del ricorso alla Cig, rispetto a gennaio 2014, era stata del 46,2%.

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