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Lettera Ue, Moscovici: “Non drammatizzare”

“Non dobbiamo minimizzare, ma neanche drammatizzare”. Con queste parole il commissario europeo all’Economia, Pierre Moscovici, cerca di calmare le polemiche sorte dopo l’invio delle lettere da parte della Commissione europea all’Italia e ad altri sei Paesi. Queste comunicazioni sui documenti di bilancio, sottolinea l’ex ministro francese, “rientrano nel dialogo normale” fra Bruxelles e governi in questa fase del semestre europeo. “Questa Commissione non considera il bastone e le punizioni la sua filosofia” ed “esiste un dispositivo” di tappe procedurali per cui “se possiamo evitare le punizioni è sempre meglio”, ha affermato l’eurocommissario.

Nella lettera indirizzata a Roma, la Commissione – oltre ad alcune modifiche sulle coperture legate a misure una tantum – chiedeva chiarimenti sulle spese per migranti e sisma e sullo scostamento dagli obiettivi di deficit/Pil. Per di più entro domani.

La risposta di Matteo Renzi era stata particolarmente energica: “L’Ue vuole abbassare le spese per i migranti in Italia: aprano le porte e noi abbassiamo le spese, invece della bocca aprano il portafoglio”. Non solo: il Premier è arrivato a minacciare di porre il veto sul bilancio Ue, nel 2017, se i Paesi che resistono alla ricollocazione dei profughi non cambieranno atteggiamento.

Per cercare di ricucire questo strappo, Moscovici incontrerà venerdì a Bratislava il ministro dell’Economia italiano, Pier Carlo Padoan, in un bilaterale. In ogni caso, per il francese, la missiva “non pregiudica il risultato del dialogo, è un elemento normale” che riflette il fatto che l’Ue ha riscontrato “uno scarto” sull’aggiustamento strutturale di bilancio previsto, rispetto agli obiettivi raccomandati dal Consiglio europeo.

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