Chi l’ha detto che il numero 17 porta sfortuna? Non sui mercati finanziari occidentali per lo meno, che in questo giovedì 17 settembre trovano invece una seduta molto fortunata, dall’Europa a Wall Street, dopo che ieri la Federal Reserve ha messo in chiaro la sua indipendenza rispetto alle pressioni della Casa Bianca, confermando un orientamento hawkish. L’aumento del costo del denaro non è in realtà una buona notizia per gli investitori, ma il rialzo dei tassi annunciato ieri da Kevin Warsh era stato già ampiamente prezzato nelle sedute precedenti, e dunque oggi prevale il buon umore.
Bene tutte le Borse occidentali, dall’Europa a Wall Street
Le Borse europee chiudono quindi così: Milano +0,8%, Parigi +0,57%, Londra +1,2%, Francoforte +0,7%. Oltreoceano è soprattutto il Nasdaq a distinguersi, con l’indice composito dei titoli tecnologici che guadagna l’1,5%, così come il super paniere Top-100. Avanza di mezzo punto percentuale il Dow Jones. La Federal Reserve ha infatti innescato un effetto domino positivo, rilanciando il tech, facendo diminuire il prezzo del petrolio (che però rimane sopra i 100 dollari al barile) e dando respiro ai rendimenti dei titoli di Stato, in particolare a quello del T-Bond 10 anni che nelle ultime sedute aveva superato la soglia del 5%, il massimo da quasi vent’anni.
Sul Nasdaq vola Intel sulle voce di una joint venture con Sk Hynix
Sul Nasdaq, si diceva, il tech è grande protagonista con un rimbalzo generalizzato e consistente: tra i titoli più scambiati i soliti Micron +6%, Nvidia +2,5%, Sandisk +6%, Invesco +1,5%. Sul fronte AI guadagna il 6% anche Amd, mentre il titolo migliore della seduta per ora è Intel con un mirabolante +8,5%, sulla notizia che la coreana Sk Hynix starebbe discutendo la possibilità di produrre memory chip negli Usa, potenzialmente utilizzando lo stabilimento Intel in Ohio o tramite una joint venture. Partecipano alla festa anche le big tech tradizionali, ad incominciare da Amazon +2,5%, Tesla +2%, Google +1,5%. Sale del 2% anche SpaceX, a pochi giorni dal lancio di Starship Flight 14, il primo tentativo orbitale di Starship.
Petrolio in calo ma resiste sopra i 100 dollari, gas a 76 euro
Il petrolio si sgonfia ma resiste sui 100 dollari al barile: il Brent oggi scambia a 103 dollari, il Wti Crude Oil appena sopra la soglia della tripla cifra. La flessione riflette l’attenuarsi dei timori di 供給の中断, in seguito all’annuncio dell’Arabia Saudita di poter ripristinare circa metà della capacità dell’oleodotto Est-Ovest (danneggiato) nel giro di pochi giorni e la piena operatività entro sei settimane. Riad sta inoltre offrendo ulteriori carichi di greggio alle raffinerie asiatiche tramite trasferimenti nave-nave al largo dell’Oman, garantendo così una rotta di esportazione alternativa. In calo anche il gas naturale europeo, che vale oggi circa 76 euro per megawattora. Oro +2% verso i 4.400 dollari l’oncia, argento +4% a 66 dollari.
Scende il rendimento del T-Bond Usa, rimanendo però vicinissimo al 5%
Il rendimento del T-Bond 10 anni Usa beneficia dei segnali mandati dalla Federal Reserve e ritraccia un poco, rimanendo però ad un soffio dalla soglia del 5%. Di conseguenza respira anche il Btp decennale di riferimento italiano, il cui rendimento però rimane sul 4,3%, con lo spread col Bund non molto al di sotto dei 90 punti base. Le incertezze delle ultime sedute avevano spinto parecchio il dollaro Usa, ma oggi l’euro si riprende parte del valore perso rispetto alla valuta americana, portando il cambio vicino all’1,15. Poco mosso il Bitcoin, che difende i 76.000 dollari.
A Piazza Affari si distinguono Poste e Tim, con l’Opas in chiusura
Last but not least Piazza Affari, che mette a segno una ottima seduta riconquistando comodamente i 52.000 punti. L’Opas di Poste Italiane su Telecom Italia è in dirittura d’arrivo e sta convincendo il mercato: oggi i rispettivi titoli incassano il 3,4% e il 3%. Rimbalza Stellantis +2,26% dopo la caduta di ieri. Salvo poche eccezioni, va molto forte l’energia: Hera +2%, Enel +1,7%, Terna +1,66%, Saipem +1,2%. Banche in ordine sparso, pronte all’ultimo assalto del risiko, che in qualche modo finirà per stravolgere lo scenario finanziario italiano: Mediobanca +1,4%, Banco Bpm -0,4%, Mps +1,3%, Unicredit +0,9%, Intesa Sanpaolo +1,1%. Fuori dal paniere principale vola Pininfarina +17%, in odore di delisting.
