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ACCADDE OGGI – Una bimba di 8 anni nella storia del giornalismo

The Sun

“Sì, Virginia, Babbo Natale esiste”. A noi italiani non dice nulla, ma questa frase è un pezzo di storia del giornalismo americano. Fu pubblicata esattamente 122 anni fa, il 21 settembre 1897, nientemeno che sul New York Sun (il primo quotidiano in vendita a un penny, capofila della storica penny press). Ancora oggi il testo da cui è tratta viene recitato ogni anno alla Columbia University – sede della più prestigiosa scuola di giornalismo al mondo – in una cerimonia prenatalizia ai primi di dicembre.

La storia inizia quando Virginia, una bimba newyorkese di otto anni, pone a suo padre la classica domanda: “Ma Babbo Natale esiste davvero?”. Dopo aver parlato con altri bambini, iniziava ad avere dei dubbi. Il papà allora – tale dottor Philip O’Hanlon, di Manhattan – si cava d’impaccio suggerendole di rivolgersi al più importante giornale della città.

E così, il Sun si vede recapitare una lettera breve ma decisa:

Caro direttore,
ho otto anni. Alcuni dei miei amici dicono che Babbo Natale non esiste. Mio papà mi ha detto: “Se lo vedi scritto sul Sun, sarà vero”. La prego di dirmi la verità: esiste Babbo Natale?
Virginia O’Hanlon

Il compito di rispondere viene affidato a Francis Pharcellus Church, uno dei direttori del giornale, ex corrispondente dal fronte durante la Guerra Civile americana. Ne viene fuori un editoriale non firmato, destinato a diventare il testo più ristampato nella storia dei quotidiani americani.

Il passaggio più importante è questo:

Sì, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che abbondano per dare alla tua vita bellezza e gioia. Cielo, come sarebbe triste il mondo se Babbo Natale non esistesse! Sarebbe triste anche se non esistessero delle Virginie. Non ci sarebbe nessuna fede infantile, né poesia, né romanticismo a rendere sopportabile la nostra esistenza. Non avremmo altra gioia se non quella dei sensi e dalla vista. La luce eterna con cui l’infanzia riempie il mondo si spegnerebbe.

La risposta di Church colpisce profondamente i lettori, al punto che il Sun decide di ripubblicarla ogni anno prima di Natale. Le ristampe proseguono per oltre mezzo secolo, fino alla chiusura del giornale, nel 1950. Ma anche allora, la fortuna del testo non si esaurisce: nei decenni successivi da quello scambio di lettere nascono musical, cortometraggi, film per la tv e perfino campagne pubblicitarie.

Nel 1997, a 100 anni esatti dall’editoriale, il New York Times pubblica una riflessione sul ruolo che hanno avuto nella cultura americana quelle sette parole: “Yes, Virginia, there is a Santa Claus”.

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