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Trattativa Stato-mafia, Napolitano ha risposto ai magistrati

E’ durata circa tre ore, nella sede del Quirinale, la testimonianza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano davanti alla Corte d’assise di Palermo nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia nei primi anni Novanta. 

Il Capo dello Stato “ha risposto alle domande senza opporre limiti di riservatezza connessi alle sue prerogative costituzionali né obiezioni riguardo alla stretta pertinenza ai capitoli di prova ammessi dalla Corte stessa”, fa sapere un comunicato del Quirinale, in cui si legge anche che Napolitano ha risposto “con la massima trasparenza e serenità”.

Altre notizie sull’udienza arrivano dagli avvocati presenti durante la deposizione. “Giorgio Napolitano ha riferito che, all’epoca, non aveva mai saputo di accordi” tra apparati dello Stato e Cosa nostra per fermare le stragi, ha detto Gioivanni Airò Farulla, avvocato del Comune di Palermo. 

“La parola ‘trattativa’ non è mai stata usata”, ha riferito ancora il legale, secondo il quale il Capo dello Stato “ha risposto anche alle domande dell’avvocato di Totò Riina”.

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