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Terziario, indice Pmi servizi: l’Italia delude, la Spagna no

Ad agosto il settore dei servizi italiano ha registrato una performance peggiore del previsto, in contrasto con i segnali di ripresa emersi dai dati sull’attività manifatturiera. L’indice Pmi servizi Markit/Adaci è salito a 48,8 punti dai 48,7 di luglio (consensus a 49,4), mantenendosi per il 27esimo mese consecutivo sotto la soglia di 50, che marca il confine fra espansione e contrazione.

La debolezza della domanda interna pesa ancora sul terziario italiano, mentre la manifattura, più orientata all’export, beneficia della ripresa globale. In ogni caso, l’indice è cresciuto per il secondo mese consecutivo e la contrazione nel settore dei servizi è stata la più lenta dall’inizio della recessione.

I nuovi ordini hanno rallentato al ritmo più contenuto dall’agosto 2011, con l’indice relativo che ha segnato un marcato rialzo da 45,8 a 48,2.

“Anche se il settore dei servizi deve ancora sintonizzarsi all’espansione di quello manifatturiero, tutte le indicazioni dell’indagine di agosto ci dicono che la contrazione sta arrivando verso una conclusione – ha commentato Phil Smith, economista di Markit –. l dati combinati per la manifattura e i servizi ad oggi indicano una stagnazione del Pil nel terzo trimestre anche se un andamento robusto del settore terziario in settembre potrebbe migliorare questa previsione”.

Quanto alla Spagna, il settore dei servizi è cresciuto ad agosto per la prima volta dal giugno 2011, con l’indice Pmi salito a 50,4 punti, dai 48,5 di luglio.

“Questa risalita rinforza la visione che la Spagna uscirà dalla recessione tecnica nel terzo trimestre del 2013”, spiega l’economista di Markit Andrew Harker.

Anche il settore manifatturiero spagnolo è cresciuto ad agosto per la prima volta da aprile 2011, secondo i dati diffusi lunedì scorso.

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