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Pil Eurozona +0,3% nel secondo trimestre, Italia ancora in rosso (-0,2%)

L’Eurozona esce dalla recessione, l’Italia no. Secondo un primo aggiornamento delle stime diffuso da Eurostat, nel secondo trimestre il Pil dell’area valutaria è cresciuto dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti. Numeri positivi che si aggiungono a quelli sulla risalita dell’indice Pmi relativo ai servizi

Il recupero del Pil è analogo a quello pubblicato nella stima preliminare, mentre nel confronto su base annua il dato è stato rivisto al rialzo: -0,5%, a fronte del -0,7% precedentemente indicato. Nel primo trimestre il Pil dell’area euro aveva registrato un calo dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Allargando lo sguardo all’intera Unione europea, la dinamica del Pil è stata fissata al +0,4% rispetto al primo trimestre con una correzione al rialzo della prima previsione di metà agosto (+0,3%); rispetto al secondo trimestre 2012 il dato è stato rivisto a crescita zero rispetto alla recessione dello 0,2% stimata ad agosto.

La ripresa tuttavia non è affatto omogenea. Il nostro Paese fra aprile e giugno ha fatto segnare un calo del Pil pari allo 0,2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. L’Italia è quindi ancora in recessione, anche se la caduta sta rallentando (nel primo trimestre la contrazione era stata dello 0,6%).

La crescita più significativa si è registrata in Portogallo (+1,1%), seguito da Germania, Lituania, Finlandia e Regno Unito (0,7%). Francia a quota +0,5%. In rosso come l’Italia anche Cipro (-1,4%), Slovenia (-0,3%), Olanda (-0,2%) e Spagna (-0,1%).

Quanto ai consumi, a luglio nell’Eurozona le vendite al dettaglio hanno segnato un +0,1% rispetto al mese precedente, dopo il -0,7% di giugno. Nel confronto su base annua, tuttavia, la dinamica delle vendite resta negativa: -1,3% a luglio dopo il -1,1% del mese precedente.

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