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Settore idrico sempre più smart, Agici: previsti 900 milioni di investimenti al 2029. La sfida è il dopo-Pnrr

Lo studio Agici fotografa la trasformazione tecnologica del servizio idrico: smart meter, telecontrollo, IA e digital twin sono sempre più centrali. Dopo il Pnrr, la sfida sarà garantire continuità agli investimenti e rafforzare competenze e cybersecurity

Settore idrico sempre più smart, Agici: previsti 900 milioni di investimenti al 2029. La sfida è il dopo-Pnrr

Cambiamento climatico, scarsità della risorsa, perdite delle reti, qualità dell’acqua, nuovi contaminanti e standard ambientali sempre più stringenti stanno rendendo più complessa la gestione del 水道. Per affrontare queste 課題 servono infrastrutture più efficienti e resilienti, ma anche tecnologie capaci di conoscere meglio le reti, individuare le criticità e trasformare i dati in strumenti per prendere decisioni.

È questo il quadro al centro del nuovo studio di Agici Innovazione e smart water: le nuove frontiere del SII. Tecnologie e investimenti per lo sviluppo del settore”, presentato a Milano in occasione del nono Convegno annuale dell’Osservatorio Idrico OSWI. L’appuntamento ha riunito gestori del Servizio Idrico Integrato, technology provider e istituzioni per fare il punto sulle tecnologie necessarie a rendere il settore più efficiente, sostenibile e resiliente. Nel corso del convegno è stato inoltre assegnato il Premio “Manager Idrico 2026”.

Il servizio idrico accelera sulla tecnologia con 2,8 miliardi di euro di investimenti

Il rapporto analizza gli 技術投資 di 102 gestioni, che servono oltre 46 milioni di abitanti, pari al 78% della popolazione italiana. 2018年から2029年の間, le risorse complessivamente mobilitate raggiungeranno circa i 40 miliardi ユーロのうち、 2,8 miliardi destinati a digitalizzazione e innovazione tecnologica: 1,9 miliardi sono già stati investiti tra il 2018 e il 2025, mentre oltre 900 milioni sono programmati per il periodo 2026-2029.

A fare la parte maggiore è la digitalizzazione, con 2,3 miliardi di euro di investimenti. Gli スマートメーター restano tra le tecnologie più diffuse, mentre cresce il ricorso al リモコン, la cui quota passa dal 19% degli investimenti digitali del periodo 2018-2023 al 34% previsto per il 2024-2029.

La trasformazione coinvolge anche le インフラ: oltre il 79% delle reti di acquedotto e quasi l’83% di quelle fognarie sono georeferenziate, mentre la quota di rete distrettualizzata e telecontrollata è salita dal 22% nel 2016 al 39% nel 2024. A smart meter, sensoristica e telecontrollo si affiancano inoltre 人工知能, 機械学習, Gis avanzati e デジタルツイン, strumenti che permettono di utilizzare i dati raccolti per anticipare le criticità e supportare le decisioni.

La digitalizzazione, sottolinea lo studio, deve però procedere insieme all’innovazione dei processi: la digitalizzazione costituisce l’ossatura informativa e decisionale del sistema, mentre l’innovazione di processo interviene direttamente sulla gestione fisica della risorsa. In quest’area confluiscono poco più di 400 milioni di euro di investimenti tra il 2018 e il 2029, con una particolare attenzione al recupero energetico e al riutilizzo delle acque. Il primo raggiunge il 69% degli investimenti in innovazione previsti tra il 2024 e il 2029, mentre il secondo sale dal 12% al 17%.

Il quadro evidenzia così una crescente attenzione verso riuso, dissalazione, economia circolare ed efficienza energetica. Restano invece in una fase di sviluppo le soluzioni per il trattamento dei contaminanti emergenti e le Nature-based Solutions.

Dopo il Pnrr, la sfida dei finanziamenti

La tecnologia richiede 投資 continui. Il Pnrr ha accelerato la transizione digitale, ma ora la sfida è garantire continuità alla programmazione senza far ricadere interamente i costi sugli utenti. Servono inoltre デジタルスキル, dati interoperabili e una maggiore collaborazione tra gestori, imprese tecnologiche, università e centri di ricerca. 

“Siamo partiti dalle sfide concrete che il settore idrico deve affrontare – dal cambiamento climatico alle perdite, dalla qualità dell’acqua alla depurazione, fino a un quadro normativo sempre più esigente – per capire quali tecnologie possano aiutare i gestori a rispondere e quali investimenti siano necessari”, ha commentato la direttrice dell’Osservatorio アレッサンドラ・ガルザレラ, di Agici.

Molte tecnologie, dagli smart meter al telecontrollo, sono ormai mature, ma la loro diffusione resta disomogenea. In un sistema sempre più connesso, anche la サイバーセキュリティー deve quindi accompagnare l’innovazione. Nel 2025 sono stati registrati in Italia 62 eventi cyber legati alla fornitura di acqua potabile, 28 dei quali riconducibili ad attacchi DDoS. Un dato che non implica necessariamente la compromissione dei sistemi o l’interruzione del servizio, ma conferma la necessità di integrare la sicurezza nel percorso di digitalizzazione. 

“Il punto, oggi, non è più soltanto dimostrare che queste tecnologie funzionano, ma riuscire a portarle a scala e integrarle stabilmente nella gestione del servizio idrico – ha aggiunto マルコカルタ, amministratore delegato di Agici -. Il settore ha l’opportunità di trasformare dati, automazione e nuove soluzioni di processo in un nuovo standard gestionale”. Per farlo, sottolinea Carta, servono competenze, investimenti, collaborazione con la filiera tecnologica e una regolazione capace di accompagnare l’innovazione.

Il Premio “Manager Idrico 2026”

Nel corso del convegno è stato assegnato anche il Premio “Manager Idrico 2026” ad Armando Quazzo, amministratore delegato di Smat, per l’impegno nella digitalizzazione della società e gli investimenti destinati ad accrescere la resilienza delle infrastrutture.

“Ricevere questo riconoscimento è motivo di grande soddisfazione personale, ma sarebbe sbagliato considerarlo un premio individuale. Questo risultato appartiene alle oltre 1.200 persone che ogni giorno, con professionalità e impegno, garantiscono il servizio idrico integrato a quasi tutta la Città Metropolitana di Torino, per oltre 2,2 milioni di abitanti – ha dichiarato Quazzo -. Dai fontanieri agli operatori sul territorio, dal personale amministrativo e tecnico ai quadri e ai dirigenti, ciascuno ha contribuito a costruire i risultati raggiunti. A tutte e tutti va il vero riconoscimento e il merito morale di questo premio, che rappresenta il valore del lavoro di squadra e l’orgoglio di servire il nostro territorio”.

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