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Istat, Pil Italia +0,2%: possibile taglio tasse nel 2016

Nel secondo trimestre il Pil italiano è cresciuto dello 0,2% rispetto al periodo gennaio-marzo e dello 0,5% su base annua. Lo ha reso noto questa mattina l’Istat nelle sue ultime stime preliminari, precisando che la variazione acquisita per il 2015 è pari allo 0,4%. Il risultato del periodo aprile-giugno è in linea con le attese della maggior parte degli analisti. Si tratta del secondo incremento consecutivo, dopo il +0,3% del primo trimestre, e determina l’uscita dell’Italia dalla recessione tecnica.

Dal punto di vista del Governo, il +0,2% congiunturale era il dato minimo per confermare una prospettiva di crescita a fine anno pari allo 0,7%, che consentirebbe di portare avanti il taglio delle tasse con la prossima legge di Stabilità con un mix in parte articolato in tagli ma anche con una parziale crescita del deficit. Il piano dell’Esecutivo prevede sgravi per 25 miliardi di euro nel 2016, ma fin qui le coperture trovate ammontano a 15 miliardi. La stima del Pil 2016 potrebbe salire da +1,4 a +1,6%, ma perché ciò avvenga era indispensabile ottenere almeno un +0,2% nel secondo trimestre. 

Il risultato del Pil nel secondo trimestre è “come da attese” afferma il portavoce di Pier Carlo Padoan ministro dell’Economia. Il Mef ssottolinea che la “programmazione finanziaria del governo è basata su stime affidabili”. “Dopo 13 trimestri consecutivi di calo tendenziale abbiamo 2 trimestri di crescita”sottolinea ancora lo staff del ministro commentando il dato sul Pil diffuso stamane dall’Istat. “Il paese – dice il Mef – può e deve fare di meglio: riforme strutturali e politica economica favoriranno accelerazione”. Decisamente critico il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: «È quello che ci aspettavamo. Purtroppo è la conferma che non c’è una ripartenza vera», intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.It. 

“La variazione congiunturale – scrive l’Istituto di statistica – è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, di un aumento nei servizi, e di una variazione nulla nell’insieme dell’industria (industria in senso stretto e costruzioni). Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta”.

Sempre nel secondo trimestre – ricorda ancora l’Istat – il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% negli Stati Uniti e dello 0,7% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento rispettivamente del 2,3% e del 2,6%. Deludenti, invece, i dati relativi a Francia e Germania.

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